NO BIOMASSE IN ITALIA, BASTA INCENTIVI E SPECULAZIONI prima che sia troppo tardi

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Questa petizione vuole raggruppare il dissenso di tutti i Comitati e delle persone a sfavore di ogni genere di impianti a biomassa (legna, cippato, css, liquami, scarti animali e vegetali, ecc.), che siano digestori, gassificatori, pirogassificatori, futuri inceneritori o in qualunque altro modo la legge italiana volesse chiamarli.

Proponiamo l'abolizione degli incentivi a favore delle biomasse affinché vertano su energie propriamente più pulite, rinnovabili - come quella solare, eolica ed idraulica - e una regolamentazione più ferrea che ponga qualunque centrale di potenza n al di fuori dei centri abitati o lontano da qualsiasi altra abitazione, anche se singola; considerarle industrie insalubri, perchè lo sono a tutti gli effetti e trattarle normativamente come tali; obbligare ogni comune, che riceve una domanda di Autorizzazione Unica, a comunicare l’avviso di avvio del procedimento al confinante e alla popolazione interessata con una comunicazione sul quotidiano locale a maggiore tiratura (e sulla bacheca del Comune) e a disporre di un Regolamento di Igiene e Sanità pubblica fortemente restrittivo verso le centrali a biomasse in generis; disporre un risarcimento per le spese legali che i residenti saranno costretti a sostenere a causa delle dure battaglie contro questi impianti.

Non siamo nemici dello sviluppo ma firmiamo perchè VOGLIAMO GARANTIRE UN MONDO MIGLIORE AI NOSTRI FIGLI affinché non siano costretti ad inalare emissioni nocive; l'interesse alla tutela dell'ambiente e il diritto alla salute dei cittadini devono prevalere sul diritto del singolo e sul suo interesse economico diretto alla realizzazione di questi impianti.

Vogliamo salvaguardare le generazioni presenti e future dall'inquinamento microbiologico e, non meno importante, difendere e preservare il nostro territorio.

NON C'E' BISOGNO DI COSTRUIRE NUOVE CENTRALI, MA DI SOSTITUIRE LE CENTRALI INQUINANTI CON FONTI RINNOVABILI.

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Di seguito, alcuni motivi per i quali consideriamo queste centrali una truffa che di BIO ha solo il nome: chi promuove questi impianti ha spesso le carte in regola per partecipare al ricchissimo business del trattamento rifiuti.

Si ritiene che le biomasse non siano fonte di energia rinnovabile; si tratta forse di energia alternativa, ma non di certo "green"Affermare che le biomasse siano energie rinnovabili è politicamente e scientificamente scorretto: aprono le porte al malaffare, al profitto di pochi e protrae nel tempo politiche dannose e non risolutive, a favore della produzione dei rifiuti. Viene utilizzata una risorsa comune come l'aria a fronte di danni all'ambiente e alla salute delle presenti e future generazioni.

Dal 2006 l'Organizzazione Mondiale della Sanità riconosce la correlazione fra esposizione alle polveri sottili e l'insorgenza di malattie cardio-respiratorie; alcuni studi scientifici più recenti dimostrano, attraverso studi epidemiologici, l'aumento del tasso di mortalità in prossimità delle zone in cui queste aziende sono localizzate, talvolta in pieno centro abitato.

Le nanoparticelle sono in grado di penetrare all’interno delle cellule ed
alterarne l’epigenoma con alterazioni di codifica del DNA, con
conseguente rischio di sviluppare gravi patologie quali tumori, malattie
cardiovascolari, leucemie e malformazioni fetali.

Una volta terminati gli incentivi il costo della maggior parte degli impianti non sarà più tollerabile dalle aziende e, come già accaduto in molte zone d'Italia, ciò potrebbe causare la loro conversione in inceneritori, o, alla meno peggio bruciare combustibile solido secondario. Queste centrali non sono né eticamente né economicamente sostenibili; servono a garantire profitti a chi può accedere agli incentivi statali, pagati, peraltro, dai cittadini. Sono ancora troppi gli impianti trovati fuori regola dopo i primi controlli.

Non è garantita la salubrità, nè la filtrazione ottimale dei prodotti risultanti (biogas, syngas, digestato, biochar e via dicendo). Anzi, sono state dimostrate numerose problematiche di manutenzione dei suddetti impianti legate ai processi che vi avvengono all'interno, anche se non funzionanti.

Amministrazioni comunali compiacenti vincono le elezioni di paese battendosi a sfavore delle biomasse per poi voltare faccia una volta in carica e si tolgono da ogni responsabilità quando messi di fronte all'evidenza, si nascondono dietro l'art. 12 del Decreto Legge n. 387 del 2003 - che proponiamo di cambiare.

LO STATO DEVE FERMARE LA CAMPAGNA INCENTIVI e regolamentare in maniera più corretta questi dispensatori di morte dato che l'Italia è già in procinto di essere multata a causa dello sforamento dei limiti in Pianura Padana. Visti anche:

  • l'art. 9 della Costituzione Italiana recitaLa Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.
  • l'art. 32 della Costituzione Italiana dice: La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.
  • l'art. 41 della Costituzione italiana recita: L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.
  • l'art. 45 della Costituzione Italiana dice: La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l'incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità. La legge provvede alla tutela e allo sviluppo dell'artigianato.
  • l'art. 174 del Trattato di Amsterdam ammette che: la politica della Comunità in materia ambientale mira ad un elevato livello di tutela, tenendo conto della diversità delle situazioni nelle varie regioni della Comunità. Essa è fondata sui principi della precauzione e dell’azione preventiva sul principio della correzione, in via prioritaria alla fonte, dei danni causati all'ambiente, nonché sul principio che chi inquina paga.

E considerato, inoltre, che:

la Corte di Giustizia Europea ha affermato che il principio di precauzione è ammesso quando sussistono incertezze riguardo all'esistenza o alla portata di rischi per la salute delle persone, che le istituzioni possono adottare misure protettive senza dover attendere che siano esaurientemente dimostrate la realtà e la gravità di tali rischi.

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http://www.isde.padova.it/download/vademecum-10-20132.pdf



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