Movimento docenti precari III fascia (no alla cancellazione) propone la voce "SALVA SCUOLA", la voce che nessuno vuol sentire.

Il problema

 

 

Al presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi, con pregata partecipazione di :
- Ministro dell 'Istruzione Stefania Giannini;
-Tutti i membri della Commissione Cultura-scienze ed istruzione;
-Tutti coloro che vogliono darci voce al fine di perorare la nostra causa.

 

Egregio Presidente,

desideriamo metterla a parte della riflessione sulle intenzioni di riforma della scuola, frutto della collaborazione di alcuni docenti appartenenti al gruppo "Movimento docenti precari III fascia (No alla cancellazione)”. Il nostro scopo è promuovere il mantenimento della terza fascia delle graduatorie di circolo e di istituto e proporre soluzioni alternative per il reclutamento e l’impiego dei docenti.

Abbiamo letto con attenzione il fascicolo "La buona scuola" e constatiamo con amarezza che la nostra categoria, su cui la scuola per anni ha potuto fare affidamento, non solo non è assolutamente presa in considerazione, ma viene sostanzialmente accusata di esercitare abusivamente una professione. Ecco, noi siamo contro l’esercizio abusivo di qualsiasi professione e per questo chiediamo che venga garantita a tutti la possibilità di abilitarsi. I presupposti della vostra proposta di assumere a tempo indeterminato i precari, definiti "supplenti a tempo indeterminato”, ci sembrano infondati e persino offensivi nei riguardi di chi esercita e ha esercitato per anni questa professione per passione e con impegno e dedizione. La vostra proposta non sembra centrare l’obiettivo di un’azione sana, equa e risolutiva dei problemi della scuola, in quanto si basa su un assunto infondato: i supplenti sono il problema della scuola, per l’aggravio di spesa che il loro impiego comporta. Noi, invece, siamo convinti che un docente iscritto nelle graduatorie d’istituto non comporta alcun costo se non viene convocato e, una volta convocato, il costo è direttamente proporzionale al fabbisogno reale di docenti nella scuola.

Ci chiediamo e Le chiediamo:

1) se avete a cuore l'eccellenza che la scuola italiana dovrebbe rappresentare, perché non puntate a facilitare l'insegnamento, fornendo ai docenti i giusti strumenti al passo con i tempi e con il resto dell’Europa? Perché non viene data l'opportunità agli insegnanti di seguire i propri allievi in maniera assidua, eliminando definitivamente le “classi pollaio”? Le ricordiamo, infatti, che lavoriamo con bambini e ragazzi che hanno il diritto di essere affiancati con maggiore cura durante il loro percorso di studi.

2) Perché si continua a ignorare la sentenza del Tar del Lazio (8/04/2011) che ha giudicato illegittimi i tagli di orario degli istituti tecnici e professionali voluti dall'allora Ministro Gelmini? Che ne sarà, per esempio, degli ITP: si tenterà di escluderli anche stavolta? Questa categoria di docenti, infatti, è stata sempre dimenticata da ogni governo.

3) Perché volete a tutti i costi portare a 36 ore complessive l’orario di un docente titolare (il doppio di quelle attualmente previste), invece di pensare all'opportunità che l’impiego di nuove risorse per eventuali attività didattiche parallele o complementari (sportello didattico, corsi di recupero, tutoraggio, mediazione linguistico-culturale per gli studenti stranieri) offrirebbe ai docenti precari, in attesa di un loro inserimento definitivo nel mondo della scuola, secondo le loro competenze? Si tratta di misure di sostegno didattico ed educativo di cui una scuola moderna ed efficiente non può più fare a meno e che sono già realtà in tutti i paesi che hanno fatto e fanno della formazione ordinaria di un ragazzo una formazione “straordinaria”, per risorse impiegate, offerta didattica, attività extracurriculari.

4) Che senso ha assumere un docente esclusivamente per supplire, secondo quanto voi proponete, sapendo che ciò comporterebbe, indipendentemente da una reale necessità, un costo per tutta la durata dell'anno scolastico? Non si doveva puntare a una politica contro gli sprechi? Lasciando lavorare tutti, fissando il tetto massimo di 18 ore, non solo lo stato risparmierebbe (meno disoccupati e quindi più consumi), ma darebbe anche l'opportunità a tutti coloro che sono inseriti in graduatoria di poter lavorare e, soprattutto, di poter sperare di lavorare. La “buona” scuola che abbiamo in mente noi non esclude e non azzera le risorse umane di cui può già disporre, ma le sfrutta a pieno e i docenti di III fascia sono a tutti gli effetti una risorsa da valorizzare, fino al loro totale e definitivo inserimento nel mondo della scuola.

A tal proposito, sottoponiamo alla Sua attenzione un nuovo metodo di reclutamento, in attesa delle famose lauree con formula 3+2, non solo per consentire l’abilitazione a tutti i docenti inclusi nella terza fascia, ma anche per evitare che i nuovi docenti facciano esperienza sulla “pelle dei ragazzi”: si tratta di un metodo che, forse, permetterebbe davvero di aiutare la scuola, gli alunni e i docenti.

Riteniamo che tutti gli aventi titolo (diplomati, laureati, dottori di ricerca) abbiano già ottenuto un certificato che attesti le loro conoscenze. Al tempo stesso, riteniamo sia indispensabile formarli “come docenti”, prepararli, cioè, all'attività di insegnamento: un aspirante docente può essere in grado di superare le più svariate prove preselettive per il TFA o per eventuali concorsi, ma non è detto sia realmente capace di trasmettere e promuovere conoscenza in modo adeguato. Riteniamo dunque che in discussione non vi debba essere la conoscenza, già certificata dai titoli, ma l’apprendimento e l’esercizio di metodologie didattiche. Sostanzialmente la nostra idea è quella di:

- rendere la terza fascia ad esaurimento e dare a tutti gli inclusi, la possibilità di poter accedere al concorso. In che modo? Attraverso la frequenza di un master specifico che tenga conto della pratica più che della teoria; - istituire un master: "Professione Insegnante", accessibile a tutti e con un contributo non superiore a 1000 euro, per il quale andrebbero previste borse di studio da assegnare a meritevoli meno abbienti, nel rispetto degli articoli III e IV della nostra Costituzione e secondo il vostro slogan “premiamo il merito”. Il master potrebbe scindersi in due percorsi:

1) coloro che hanno svolto servizio per almeno 3 anni, potrebbero frequentare solo 6 mesi di teoria e metodologia didattica e, al termine del corso, sostenere un esame abilitante che preveda anche punti bonus per la docenza prestata;

2) tutti gli aspiranti senza servizio o comunque con meno di 3 anni di insegnamento , invece, avrebbero l'obbligo di frequentare 6 mesi di teoria e metodologia didattica e 6 mesi di tirocinio in aula, affiancati da un docente (non universitario), per poi sostenere l'esame finale. Tale master dovrebbe essere uguale per tutte le classi di concorso, comprese quelle per gli insegnamenti tecnico pratici, da sempre escluse.

Come tappa finale del percorso, proponiamo di bandire un concorso annuale volto a ricoprire i posti vacanti disponibili grazie ai pensionamenti e l'inserimento dei docenti in GAE. Ovviamente, crediamo che tale concorso debba essere aperto a tutti gli aspiranti docenti in possesso di abilitazione SSISS, TFA, PAS, diploma magistrale e di diplomi di master, senza discriminazione alcuna perché, in questo modo, la disponibilità sarebbe data a tutti. Speriamo che questa nostra riflessione possa contribuire a un serio e sereno approfondimento delle possibili soluzioni ai problemi della scuola, partendo dal presupposto che i docenti di III fascia NON sono il problema. Chiediamo, pertanto, che vengano riviste le vostre posizioni sui precari di III fascia: la vostra "buona scuola" non sembra, infatti, puntare ad eliminare il precariato, ma a cancellare i precari! A cancellare risorse!

Con la speranza di essere almeno questa volta ascoltati, cogliamo l'occasione per porgere a Lei e ai Suoi collaboratori i nostri saluti.


Cordialmente

Luca Palella, Pasquale Condemi, Flora Lo Manto, Angelica Albonino, Filomena Vassallo
In rappresentanza del gruppo facebook: Movimento contro l'abolizione della III fascia (No alla Cancellazione).

avatar of the starter
Movimento Docenti Precari III Fascia (No alla Cancellazione)Promotore della petizione
Questa petizione aveva 4813 sostenitori

Il problema

 

 

Al presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi, con pregata partecipazione di :
- Ministro dell 'Istruzione Stefania Giannini;
-Tutti i membri della Commissione Cultura-scienze ed istruzione;
-Tutti coloro che vogliono darci voce al fine di perorare la nostra causa.

 

Egregio Presidente,

desideriamo metterla a parte della riflessione sulle intenzioni di riforma della scuola, frutto della collaborazione di alcuni docenti appartenenti al gruppo "Movimento docenti precari III fascia (No alla cancellazione)”. Il nostro scopo è promuovere il mantenimento della terza fascia delle graduatorie di circolo e di istituto e proporre soluzioni alternative per il reclutamento e l’impiego dei docenti.

Abbiamo letto con attenzione il fascicolo "La buona scuola" e constatiamo con amarezza che la nostra categoria, su cui la scuola per anni ha potuto fare affidamento, non solo non è assolutamente presa in considerazione, ma viene sostanzialmente accusata di esercitare abusivamente una professione. Ecco, noi siamo contro l’esercizio abusivo di qualsiasi professione e per questo chiediamo che venga garantita a tutti la possibilità di abilitarsi. I presupposti della vostra proposta di assumere a tempo indeterminato i precari, definiti "supplenti a tempo indeterminato”, ci sembrano infondati e persino offensivi nei riguardi di chi esercita e ha esercitato per anni questa professione per passione e con impegno e dedizione. La vostra proposta non sembra centrare l’obiettivo di un’azione sana, equa e risolutiva dei problemi della scuola, in quanto si basa su un assunto infondato: i supplenti sono il problema della scuola, per l’aggravio di spesa che il loro impiego comporta. Noi, invece, siamo convinti che un docente iscritto nelle graduatorie d’istituto non comporta alcun costo se non viene convocato e, una volta convocato, il costo è direttamente proporzionale al fabbisogno reale di docenti nella scuola.

Ci chiediamo e Le chiediamo:

1) se avete a cuore l'eccellenza che la scuola italiana dovrebbe rappresentare, perché non puntate a facilitare l'insegnamento, fornendo ai docenti i giusti strumenti al passo con i tempi e con il resto dell’Europa? Perché non viene data l'opportunità agli insegnanti di seguire i propri allievi in maniera assidua, eliminando definitivamente le “classi pollaio”? Le ricordiamo, infatti, che lavoriamo con bambini e ragazzi che hanno il diritto di essere affiancati con maggiore cura durante il loro percorso di studi.

2) Perché si continua a ignorare la sentenza del Tar del Lazio (8/04/2011) che ha giudicato illegittimi i tagli di orario degli istituti tecnici e professionali voluti dall'allora Ministro Gelmini? Che ne sarà, per esempio, degli ITP: si tenterà di escluderli anche stavolta? Questa categoria di docenti, infatti, è stata sempre dimenticata da ogni governo.

3) Perché volete a tutti i costi portare a 36 ore complessive l’orario di un docente titolare (il doppio di quelle attualmente previste), invece di pensare all'opportunità che l’impiego di nuove risorse per eventuali attività didattiche parallele o complementari (sportello didattico, corsi di recupero, tutoraggio, mediazione linguistico-culturale per gli studenti stranieri) offrirebbe ai docenti precari, in attesa di un loro inserimento definitivo nel mondo della scuola, secondo le loro competenze? Si tratta di misure di sostegno didattico ed educativo di cui una scuola moderna ed efficiente non può più fare a meno e che sono già realtà in tutti i paesi che hanno fatto e fanno della formazione ordinaria di un ragazzo una formazione “straordinaria”, per risorse impiegate, offerta didattica, attività extracurriculari.

4) Che senso ha assumere un docente esclusivamente per supplire, secondo quanto voi proponete, sapendo che ciò comporterebbe, indipendentemente da una reale necessità, un costo per tutta la durata dell'anno scolastico? Non si doveva puntare a una politica contro gli sprechi? Lasciando lavorare tutti, fissando il tetto massimo di 18 ore, non solo lo stato risparmierebbe (meno disoccupati e quindi più consumi), ma darebbe anche l'opportunità a tutti coloro che sono inseriti in graduatoria di poter lavorare e, soprattutto, di poter sperare di lavorare. La “buona” scuola che abbiamo in mente noi non esclude e non azzera le risorse umane di cui può già disporre, ma le sfrutta a pieno e i docenti di III fascia sono a tutti gli effetti una risorsa da valorizzare, fino al loro totale e definitivo inserimento nel mondo della scuola.

A tal proposito, sottoponiamo alla Sua attenzione un nuovo metodo di reclutamento, in attesa delle famose lauree con formula 3+2, non solo per consentire l’abilitazione a tutti i docenti inclusi nella terza fascia, ma anche per evitare che i nuovi docenti facciano esperienza sulla “pelle dei ragazzi”: si tratta di un metodo che, forse, permetterebbe davvero di aiutare la scuola, gli alunni e i docenti.

Riteniamo che tutti gli aventi titolo (diplomati, laureati, dottori di ricerca) abbiano già ottenuto un certificato che attesti le loro conoscenze. Al tempo stesso, riteniamo sia indispensabile formarli “come docenti”, prepararli, cioè, all'attività di insegnamento: un aspirante docente può essere in grado di superare le più svariate prove preselettive per il TFA o per eventuali concorsi, ma non è detto sia realmente capace di trasmettere e promuovere conoscenza in modo adeguato. Riteniamo dunque che in discussione non vi debba essere la conoscenza, già certificata dai titoli, ma l’apprendimento e l’esercizio di metodologie didattiche. Sostanzialmente la nostra idea è quella di:

- rendere la terza fascia ad esaurimento e dare a tutti gli inclusi, la possibilità di poter accedere al concorso. In che modo? Attraverso la frequenza di un master specifico che tenga conto della pratica più che della teoria; - istituire un master: "Professione Insegnante", accessibile a tutti e con un contributo non superiore a 1000 euro, per il quale andrebbero previste borse di studio da assegnare a meritevoli meno abbienti, nel rispetto degli articoli III e IV della nostra Costituzione e secondo il vostro slogan “premiamo il merito”. Il master potrebbe scindersi in due percorsi:

1) coloro che hanno svolto servizio per almeno 3 anni, potrebbero frequentare solo 6 mesi di teoria e metodologia didattica e, al termine del corso, sostenere un esame abilitante che preveda anche punti bonus per la docenza prestata;

2) tutti gli aspiranti senza servizio o comunque con meno di 3 anni di insegnamento , invece, avrebbero l'obbligo di frequentare 6 mesi di teoria e metodologia didattica e 6 mesi di tirocinio in aula, affiancati da un docente (non universitario), per poi sostenere l'esame finale. Tale master dovrebbe essere uguale per tutte le classi di concorso, comprese quelle per gli insegnamenti tecnico pratici, da sempre escluse.

Come tappa finale del percorso, proponiamo di bandire un concorso annuale volto a ricoprire i posti vacanti disponibili grazie ai pensionamenti e l'inserimento dei docenti in GAE. Ovviamente, crediamo che tale concorso debba essere aperto a tutti gli aspiranti docenti in possesso di abilitazione SSISS, TFA, PAS, diploma magistrale e di diplomi di master, senza discriminazione alcuna perché, in questo modo, la disponibilità sarebbe data a tutti. Speriamo che questa nostra riflessione possa contribuire a un serio e sereno approfondimento delle possibili soluzioni ai problemi della scuola, partendo dal presupposto che i docenti di III fascia NON sono il problema. Chiediamo, pertanto, che vengano riviste le vostre posizioni sui precari di III fascia: la vostra "buona scuola" non sembra, infatti, puntare ad eliminare il precariato, ma a cancellare i precari! A cancellare risorse!

Con la speranza di essere almeno questa volta ascoltati, cogliamo l'occasione per porgere a Lei e ai Suoi collaboratori i nostri saluti.


Cordialmente

Luca Palella, Pasquale Condemi, Flora Lo Manto, Angelica Albonino, Filomena Vassallo
In rappresentanza del gruppo facebook: Movimento contro l'abolizione della III fascia (No alla Cancellazione).

avatar of the starter
Movimento Docenti Precari III Fascia (No alla Cancellazione)Promotore della petizione

PETIZIONE CHIUSA

Questa petizione aveva 4813 sostenitori

Condividi questa petizione

I decisori

Matteo Renzi
Ex Presidente del Consiglio dei Ministri (2014-2016)
#Presidente del consiglio dei Ministri Matteo Renzi, #Ministro dell'istruzione Stefania Giannini
#Presidente del consiglio dei Ministri Matteo Renzi, #Ministro dell'istruzione Stefania Giannini
Aggiornamenti sulla petizione