COVID-19 e sicurezza dei lavoratori: Il ruolo del Medico Competente nella Fase 2

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Oggetto: Epidemia Covid-19 – ruolo del Medico competente: richiesta chiarimenti ed inserimento di un Medico del Lavoro, scelto tra le società rappresentative (ANMA, SIML, Cosips), nella Task force FASE 2.

 La Task force FASE 2 per la ripartenza, guidata da Vittorio Colao, è una squadra multidisciplinare composta da 17 membri con competenze e ruoli diversi.
Tra questi, l’unico medico, è Fabrizio Starace, Direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche dell’Ausl di Modena. 

Ci chiediamo dunque: non sarebbe stato più indicato inserire (anche) un Medico del Lavoro, scelto tra le società scientifiche che ci rappresentano? Se irrealizzabile, non sarebbe stata auspicabile la consultazione, da parte del comitato tecnico-scientifico, di questo stesso rappresentante di categoria?

Le criticità, e relative proposte di soluzioni operative, che vorremmo portare all’attenzione del nostro interlocutore, sono molteplici.  

Queste in primis, vedono la necessità di poter garantire lo svolgimento della nostra attività in sicurezza, per noi e per tutti i lavoratori visitati (sia in termini di condizioni igienico/strutturali degli ambienti in cui ci operiamo, sia in termini di possibilità, al pari delle altre attività ambulatoriali differibili, di poter procrastinare le visite a seconda dell’andamento epidemiologico della pandemia).

Secondariamente, vorremmo rimarcare il ruolo del Medico Competente, in qualità di consulente del datore di lavoro in tema ti salute e sicurezza, che dovrebbe estrinsecarsi nell’effettiva possibilità di collaborare alla messa a punto di procedure specifiche, in questo caso, relative alla gestione dell’ emergenza da SARS-COV-2.

Sempre nell’ottica del ruolo chiave in termini prevenzionistici della nostra figura, che si traduce anche nella salvaguardia dei cosiddetti “soggetti fragili”, vorremmo trovare risposta in merito alla loro gestione (che parte dalla così tanto difficile definizione, per concludersi nelle misure di tutela previste, che, pur non rientrando nel nostro campo di competenza, non poco ci preoccupano, dovendo, per etica, garantirne, la relativa tutela effettiva).  

Da ultimo, ma non per importanza, si vuole porre l’attenzione su di un ipotetico coinvolgimento del Medico del Lavoro, relativo alla ricerca di anticorpi anti-SARS CoV-2, su siero, e “rapido”, su sangue capillare, per la valutazione dello stato immunitario dei cittadini, alla ripresa dell’attività lavorativa, in previsione della così detta fase 2.

Si allega link della lettera completa con relative soluzioni operative proposte. 

Lettera aperta versione integrale