Amianto: "chiediamo al Governo la mappatura e bonifica di tutto il territorio nazionale".

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La Legge 27 marzo 1992, n. 257, pubblicata sul Supplemento Ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 87 del 13 aprile 1992 ed aggiornata con le modifiche apportate dalla legge 24 aprile 1998, n. 128, della legge 9 dicembre 1998, n. 426, dal decreto-legge 5 giugno 1993, n. 169 e dal decreto-legge 1 ottobre 1996, n. 510, vieta in Italia l'estrazione, l'importazione, l'esportazione, la commercializzazione e la produzione di amianto, di prodotti di amianto o di prodotti contenenti amianto, ma paradossalmente non impone un obbligo indiscriminato di rimozione e smaltimento dei materiali già esistenti contenenti il micidiale cancerogeno, salvo che lo stato di manutenzione del medesimo ne renda evidente l’opportunità di rendere necessaria la rimozione, atteso che “l’obbligo di smaltimento dei materiali contenenti amianto deriva dal pericolo di dispersione delle relative fibre dovuto ad un cattivo stato di conservazione della sostanza o ad interventi di manutenzione. Inoltre, questa legge fissa una soglia di esposizione pari a 100 f. / l. che risulta del tutto inaccettabile, perché non può esserci una soglia limite che possa essere tollerata dal nostro organismo, considerato che l'amianto è altamente cancerogeno. Tollerare la soglia limite delle 100 f./l. equivale a condannare a morte altri innocenti, perché se le soglie possono avere un qualche valore per le patologie dose dipendente, non l’hanno affatto per le patologie tumorali, rispetto alle quali non c’è una soglia che pone al riparo dal rischio.

Attualmente, in Italia la situazione è a dir poco drammatica: “vi sono ancora 42.000 siti contaminati, che si aggiungono a più di 1.000.000 di micrositi e 40.000.000 di tonnellate contenenti amianto e purtroppo il fenomeno epidemico ha raggiunto circa 6.000 morti l’anno per patologie asbesto correlate”.

Il mesotelioma, tumore che si origina dalle cellule del mesotelio per effetto delle fibre di amianto, rappresenta l’ottava causa di morte sia negli uomini sia nelle donne. Ma questo dato, non tiene conto di tutte le altre patologie asbesto correlate, molto meno rare.

I numeri della strage:

•6.000 decessi per patologie asbesto correlate

•1.900 i nuovi casi di mesotelioma, secondo i dati pubblicati da “I numeri del cancro in Italia 2016 di Aiom /Airtum”. Questi dati sono corrispondenti a quelli censiti da ONA. Il Renam ne ha comunque registrati una media superiore ai 1.500 per ogni anno.

•1 su 234, gli uomini in Italia che rischiano di sviluppare questa patologia.

•1 su 785, le donne in Italia che rischiano di sviluppare questa patologia.

•4% i decessi oncologici per mesotelioma in entrambi i sessi.

•2.732, i pazienti ad oggi, in Italia, con diagnosi di mesotelioma.

•2.400 sono le scuole italiane in cui sono presenti amianto e i materiali di asbesto.

•1.000 gli anni necessari per rimuovere totalmente ogni traccia di amianto in Italia. Il Prof. Boeri, Presidente dell’INPS, ha stimato, ottimisticamente, in 85 anni il tempo necessario per poter bonificare tutto l’amianto presente nel territorio nazionale.

L’amianto è stato classificato come sostanza cancerogena di I categoria con i codici R 45 T (Tossico: può provocare il cancro) ed R 48/23 (Tossico: pericolo di gravi danni alla salute in caso di esposizione prolungata per inalazione), e in tutte le sue varietà mineralogiche (actinolite, amosite, anthophillite, crisotilo, crocidolite e tremolite) è stato riconosciuto dalla Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) come un cancerogeno certo per l’essere umano: “There is sufficient evidence in humans far the carcinogenicity ofallfornis of asbestos (chrysotile, crocidolite, amosite, tremante, actino lite, and anthophyllite). Asbestos causes mesothelioma and cancer of the lung, larynx, and ovary. Also positive associations have been observed between exposure to all forms of asbestos and cancer of the pharynx, stomach, and colorecturn" (IARC 2012. Asbestos. Actinolite, amosite, anthophyllite, chrysotile, crocidolite, tremolite. IARC Monogr Evaluation Carcinog Risk Chem Man, Vol. 100C)”.

Chiediamo che il Governo Italiano attui la mappatura di tutto il territorio nazionale,  al fine di porre in essere le bonifiche da amianto, quale unico strumento in grado di tutelare la salute dei cittadini e la salubrità dell'ambiente in cui essi vivono.

Mi chiamo Antonio Dal Cin, ho 48 anni e sono un ex militare della Guardia di Finanza, “Vittima del Dovere” per aver contratto l'asbestosi durante i servizi resi alla nazione (https://www.facebook.com/antoniodalcinvittimadeldovere/). Da anni sono schierato in prima linea con l'Osservatorio Nazionale Amianto ONA Onlus (https://www.osservatorioamianto.com/) che ha quale suo primo obiettivo la prevenzione primaria, ovvero, evitare tutte le esposizioni ad amianto e altri cancerogeni (ambiente pulito equivale a salute e l'ambiente contaminato a malattie). La bonifica evita le esposizioni ai cancerogeni, e previene le malattie asbesto correlate, tra le quali: mesotelioma, cancro del polmone, asbestosi. Solo così si può fermare l'epidemia di malattie asbesto correlate.

Respiriamo per vivere non per morire!

Nell'interesse comune vi chiedo di firmare la petizione e divulgarla, affinché altri cittadini possano unirsi a noi in questa giusta causa.

 



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