PETIZIONE CONTRO IL LICENZIAMENTO EDUCATRICI DEI NIDI E INSEGNANTI SCUOLE DELL'INFANZIA

PETIZIONE CHIUSA

PETIZIONE CONTRO IL LICENZIAMENTO EDUCATRICI DEI NIDI E INSEGNANTI SCUOLE DELL'INFANZIA

Questa petizione aveva 4.641 sostenitori

E' IMPORTANTE FIRMARE PERCHE', SE NON VI SARA' UN PROVVEDIMENTO URGENTE DA PARTE DEL GOVERNO, LE EDUCATRICI DEI NIDI E LE INSEGNANTI DELLE SCUOLE DELL'INFANZIA GESTITI DAI COMUNI, IL  30 GIUGNO 2016 SARANNO LICENZIATE DEFINITIVAMENTE. QUESTO DOPO AVER COPERTO I VUOTI DI ORGANICO DEI SERVIZI  ED AVERLI FATTI FUNZIONARE  PER OLTRE 15 ANNI. IL LORO LICENZIAMENTO SIGNIFICHERA' CHE, DA SETTEMBRE ca, MIGLIAIA DI FAMIGLIE IN PIU' RAGGIUNGERANNO LA SOGLIA DI POVERTA' E CHE I NIDI E LE SCUOLE NON SARANNO PIU' IN GRADO DI FUNZIONARE E TANTO MENO POTRANNO ESPRIMERE LA QUALITA' EDUCATIVA  NECESSARIA AI BAMBINI DELLE NOSTRE CITTA'

PETIZIONE A SOSTEGNO DEI SERVIZI PUBBLICI PER L’INFANZIA GESTITI DAGLI ENTI LOCALI E LA VALORIZZAZIONE DEL PERSONALE DEL SETTORE SCOLASTICO ED EDUCATIVO

 

Al Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi

Al Ministro Per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione Marianna Madia

Al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini

 

Onorevole Presidente, Onorevoli Ministri,

con questa petizione i seguenti cittadini sottoscrittori intendono dare sostegno all’azione di governo finalizzata a potenziare l’offerta di servizi pubblici per l’infanzia nel nostro paese in adempimento agli obblighi assunti dalla Repubblica Italiana nei confronti dell’Unione Europea in occasione del recepimento della Strategia di Lisbona 2000;

Questo può tradursi nell’adozione di norme che alleggeriscano i vincoli di finanza pubblica consentendo alle amministrazioni locali di intervenire su tali servizi sia in ordine alle possibilità di spesa, sia in ordine alle facoltà assunzionali.

A questo va aggiunto che in tutta Italia il personale operante in questi servizi è composto da un considerevole numero di educatrici e insegnanti precarie che da molti anni presta servizio all’interno dei nidi e delle scuole comunali.   Solo a Roma i vuoti d’organico assommano a quasi 1500 unità: 666 insegnanti e 823 educatrici al 31 dicembre 2015.

A ciò si aggiunga il paradosso che strutture nuove si cedono al privato anziché aprirle con proprio personale, anche per limitare gli effetti della Sentenza della Corte di Giustizia Europea sulla reiterazione dei contratti a termine oltre il periodo di 36 mesi.

Una vera e propria paralisi istituzionale che potrebbe essere risolta anche intervenendo normativamente nel senso di:

1.         fornire strumenti economici alle autorità locali per potenziare l’offerta di servizi pubblici per l’infanzia e valorizzare il proprio personale, anche attraverso l’uso delle risorse europee;

2.         individuare il servizio del nido d’infanzia come servizio educativo, compreso nel Sistema Generale dell’Istruzione e dell’Educazione, e non più come servizio a domanda individuale;

3.         consentire alle amministrazioni locali di dar corso a piani di stabilizzazione del precariato, in analogia alla scuola statale, in virtù del superamento di procedure selettive riservate, ante decreto Brunetta, ed esperendone di nuove o procedendo ad un aggiornamento delle graduatorie vigenti (per chi ha superato 36 mesi di lavoro con contratti a termine) legate al servizio reso;

4.         consentire alle amministrazioni locali la rimodulazione delle dotazioni organiche in conseguenza di un ampliamento dell’offerta di servizi;

5.         far ripartire, analogamente alla scuola statale, il calcolo del limite dei 36 mesi a partire dal 1° Settembre 2016, al solo fine della non interruzione del rapporto di lavoro.

 

 

PETIZIONE CHIUSA

Questa petizione aveva 4.641 sostenitori