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LA COERENZA È BENACCETTA

Luigina OrtisItaly
May 21, 2019

In data 31 marzo 2019, su un quotidiano locale è apparso un articolo in cui ho trovato elencati i sostanziali obiettivi che il rinnovato Consiglio Nazionale Forense intende raggiungere nel quadriennio 2019 – 2022.
Ciò che mi ha colpito profondamente è il concetto espresso dal Presidente con le seguenti parole: «… vi è sempre maggior impegno nel ruolo sociale dell’avvocatura, vale a dire nella tutela dei diritti dei più deboli…».
A fine articolo il giornalista aggiungeva: “il CNF punterà a inserire nella Costituzione il principio per cui l’avvocato «esercita la propria funzione in autonomia, libertà e indipendenza. Il cittadino, infatti, ha diritto a un Giudice e a un difensore indipendente e non condizionabile»”.
Che dire? Proprio perché concordo appieno con i succitati nobili propositi, vorrei si concretizzassero anche nel mio specifico caso.

- Considerate le più o meno velate intimidazioni che ho ricevuto negli anni, tra cui “È sotto la mafia bianca, non ha via di scampo”, “Sono in politica e nessuno mi tocca”, “Vedrà quello che le succede, lei è già morta”, “Dica alla Ortis che gliela faremo pagare cara”, “… il collega la distrugge”,

- rilevato la gravità dei plurimi patrocini infedeli e le conseguenze – di variata natura – che ne sono scaturite e che stanno schiacciando la mia esistenza,
evidenzio che sarebbero benaccetti il sostegno e la collaborazione del Consiglio Nazionale Forense:

- per facilitare la corretta definizione della responsabilità professionale connessa all’operato degli avvocati KKK e ***,

- per contribuire alla successiva azione di rivalsa in ambito civile,

- per scoprire la reale motivazione che ha spinto i miei patrocinatori, uno dopo l’altro, a piegarsi pavidamente ai voleri iniqui della Compagnia di Assicurazioni e del suo assicurato (responsabili del risarcimento danni da sinistro stradale) e infine per chiarire – una volta per tutte – la vera ragione delle gravi inefficienze compiute dal mio primo legale che, dopo l’incidente, non ha presentato in Procura l’indispensabile denuncia querela e non ha affrontato né la tematica del presunto incauto affidamento del furgone che mi ha investita, né tantomeno ha sollecitato la necessaria esecuzione degli esami autoptico e tossicologico sul fautore dell’incidente.

Auspico troppo?
La coerenza è una qualità che apprezzo molto, da sempre.
Grazie per l’attenzione.

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