Petition updateInvoco il Diritto alla Vita !

IN RISPOSTA

Luigina OrtisItaly
May 18, 2019

Stimati sostenitori,
ogni Vostro commento viene accolto da me con gratitudine, considerazione e riflessione.
La condivisione e il sostegno morale che mi trasmettono le Vostre parole mi aiutano a non cedere di fronte al dolore e ad affrontare con fiducia il vivere quotidiano, per me tutt’altro che leggero e propizio.
Desidero rispondere all’ultimo prezioso commento espresso dalla signora Eleonora e a quelli espressi dagli altri altrettanto avveduti zelatori che, tempo addietro, con lungimiranza mi avevano suggerito alcuni consigli.
Di certo vorrei interloquire con il Ministro Matteo Salvini, soprattutto in virtù del fatto che gradirei venisse svelata la ragione per la quale il mio lungo e frastagliato iter giudiziario è stato definito «CASO POLITICO» dai miei enigmatici patrocinatori (che mai mi hanno fornito chiarimenti in merito all’insolita e misteriosa definizione).
Rendo noto che al Presidente Sergio Mattarella ho presentato la mia vicenda giudiziaria e umana nel 2016. Mi è stato risposto che non può intervenire direttamente a motivo dell’indipendenza della Magistratura.
Al Ministro della Giustizia del precedente Governo ho scritto più volte, inviando dettagliate relazioni con annesse puntuali allegazioni, chiedendo l’intervento degli Ispettori del medesimo Ministero. Mai ho ricevuto risposta.
Mi sono rivolta anche al Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati (nel 2016) affinché mi venisse concessa l’autorizzazione a rendere pubblico il mio vissuto e tutte le conseguenze giudiziarie derivate dal noto sinistro automobilistico.
Ho chiesto altresì di poter pubblicare le argomentazioni e le controdeduzioni che avevo inviato per conoscenza. Infine, mi sono permessa di domandare che non mi venisse negato il diritto di informare il Popolo Italiano dei fatti reali nella loro globalità essendo chiamato in causa attraverso la specifica dicitura con cui viene stilata e letta ogni sentenza:

“IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
il Tribunale di … nella persona del Giudice …
ha pronunciato la seguente sentenza…”.

Non ho ottenuto riscontri, né risposte.
Ma c’è di più, quel particolare “di più” che dimostra l’impotenza del comune onesto cittadino italiano di fronte al muro dell’ingiustizia e delle coesioni inique.
Mi spiego.
Per far comprendere meglio la situazione e le dinamiche sociali che ne sono scaturite, dovrei fornire ulteriori dati importanti ed esprimermi apertamente; non posso farlo perché si verrebbe a conoscenza dell’identità di alcuni soggetti, i quali potrebbero sporgere denuncia querela per violazione della privacy, magari incardinando nuovi processi attribuendomi anche il reato di diffamazione (benché io esponga il vero oggettivo a loro noto).
Ho appurato che alla nequizia gratuita tutto è possibile, e che tutto viene concesso alla cattiveria in quanto «intoccabile» a priori e a prescindere.
Mi permetto comunque di affermare che, nella cerchia parentale e in ambito sociale c’è stato chi ha messo i bastoni tra le ruote della verità reale, contattando i giornalisti che avevano preso a cuore il mio caso umano, dicendo loro di non proseguire perché ciò che io dichiaravo era falso, e poi facendo pressione affinché tutto restasse celato e tornasse il silenzio.
Va da sé che, nel caso in cui esponessi falsità, si creerebbe immediatamente la circostanza favorevole a chi mi ostacola per apportare pubblicamente idonee correzioni e/o opportune contestazioni; inoltre si paleserebbe il pretesto per un confronto diretto, vis a vis, sollecitando specifiche interviste dei mass-media con le due parti avverse in simultaneità. Ho proposto il contraddittorio pubblico; purtroppo la malvagità e l’ipocrisia umane preferiscono aggredire con modalità sotterranee per non lasciare spazio di replica e per far sì che le prevaricazioni e le ingiustizie restino sepolte e cadano nell’oblio.
Ho scoperto e, pertanto, conosco i nomi e i cognomi di coloro i quali hanno parlato quatti quatti, e di conseguenza a mia insaputa, con i giornalisti ma non posso procedere nei loro confronti in quanto sprovvista di un legale disposto a sostenermi in questa battaglia contro la menzogna e gli intrecci di soggetti influenti, coesi nel salvaguardare interessi personalistici di varia natura, compatti nel nascondere l’ambiguità morale e religiosa, solidali nel preservare la facciata di persone per bene con l’obiettivo di non far emergere l’oscurità e le oscillazioni interiori, emotive e reattive.
L’OMERTÀ di altre persone, poi, ha fatto da collante alle aspirazioni inique dei responsabili dell’indennizzo (sin. str.) di cui vorrei rendere nota l’identità e con cui mi vorrei confrontare faccia a faccia, magari davanti alla telecamera di una rete televisiva, così che, colui che ascolta, possa capire in profondità l’evoluzione di tanti avvenimenti, pensieri e parole.
Guardandoli negli occhi, ci terrei ad elencare le maldicenze, lo scredito, le abbondanti falsità attraverso cui si sono opposti al riconoscimento di ciò che mi spettava e mi spetta di diritto.
Inoltre, vorrei sentissero dalla mia viva voce le argomentazioni con le quali confuto punto su punto ogni loro aberrante asserzione rivolta alla mia persona, definita «insopportabile e …» solo perché tenace e coraggiosa nel difendere legittimamente e correttamente il proprio soffio vitale.
Nel bailamme del mio vissuto c’è comunque un aspetto positivo e luminoso.
Infatti, la SOFFERENZA, abbattendo le barriere dell’apparenza e dei condizionamenti, mi ha spinta ad irrompere scientemente nel grande “mistero della vita”, facendomene cogliere il significato più profondo.
Sono certa che la condivisione genuina e autentica accresca in chiunque la consapevolezza della propria libertà in relazione all’altrui libertà. La prospettiva è decisamente orientata al Bene comune come riflesso del Bene individuale. Così spiego la visione profonda e la comprensione acuta e sagace di colori i quali hanno firmato la petizione e ne seguono da tempo gli aggiornamenti.
Mi dispiace non poter descrivere meglio ciò che vivo interiormente, vorrei tanto esserne capace ma … non sono una scrittrice.
Accolgo la Vostra comprensione… Vi sento vicini, le Vostre parole fortificano i miei intenti e confortano il mio cuore.
Grazie!

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