
L’avvocato della Compagnia di Assicurazione e del suo assicurato, nella memoria datata 26/02/2010, scrive:
“... servizi di accompagnamento e assistenza assolutamente non necessari in relazione alle sue attuali condizioni di salute...”
“... Le condizioni di salute della Ortis, ... non appaiono tali – anche alla luce delle risultanze della ctu – da impedire alla stessa l’utilizzo di mezzi pubblici, eliminando le varie voci per spese di trasporto e accompagnamento...”
Per contro, va sottolineato che alla Signora Ortis sono stati riconosciuti dal 4 giugno 2002:
- INVALIDITà Al 100% con impossibilità a deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore (L: 18/80 e 508/88)
- PERSONA affetta da handicap in situazione di gravità (Legge 104 art. 3, comma 3)
- SOSPENSIONE patente di guida, fino a miglioramento clinico, causa “Esiti da POLITRAUMA da incidente stradale” (gennaio 2008).
A tale proposito e con la speranza di scardinare le non verità sostenute senza fondamento oggettivo dall’avvocato della controparte (responsabili dell’indennizzo), si riportano alcune brevi asserzioni sottoscritte dalla dott.ssa […] all’interno delle valutazioni psicologiche redatte dalla stessa specialista in data 05/08/2004 e 24/03/2005:
“I colloqui clinici conseguenti alla somministrazione del test hanno evidenziato vissuti psicologici molto significativi e dolorosi. Le gravi lesioni fisiche nell’immediatezza dell’incidente, hanno prodotto uno shock psicologico con forte senso di morte. L’immobilità a letto con la presenza di dolori fortissimi e continui ha determinato una dipendenza assoluta dagli altri con perdita anche della più semplice autonomia. La grave limitazione delle capacità operative in generale, hanno prodotto una marcata diminuzione della qualità della vita. Non può più lavorare, l’insegnamento e […] sono impediti anche per la presenza di dolori alla schiena. […]
La perdita di sicurezza economica e dell’unico mezzo di sostentamento: l’insegnamento, determina un senso di fallimento per la diminuzione di prospettive future.
[…]. A causa della situazione economica estremamente precaria, la Signorina Ortis, d’ora in poi, non potrà più permettersi le cure indispensabili per il miglioramento delle condizioni fisiche e questo, a lungo andare, potrà essere la causa del suo decesso....
La situazione di non autosufficienza nella deambulazione presuppone la costante presenza di un assistente nelle varie e frequenti peregrinazioni in ospedali e studi professionali.”
Se i miei patrocinatori avessero provveduto ad attuare una tutela efficace ed idonea al caso clinico e giudiziario della loro assistita, tutto si sarebbe risolto sulla base della verità fattuale.
Sono sopravvissuta solo per la generosità di un ristretto gruppo di amici.
È giunto il momento di tirare le somme, di fare giustizia a 360°, di “segare le gambe” al potere iniquo.
INVOCO IL DIRITTO ALLA VITA e il rispetto della dignità.