
Dagli atti si evince che l’attività svolta dai miei “difensori”, medico legale dott. E. B. e avvocata ***, è stata acritica, omissiva, dormiente (es: mancata nomina CT psicologo forense – mancato “Richiamo del CTU a chiarimenti”), asfittica. Nonostante ciò speravo che il Giudice di primo grado e la Corte d’Appello scoprissero e chiarissero le incongruenze e le contraddittorietà (presenti nella perizia stilata dai CTU) che ho esposto nei dettagli in un fascicolo a parte e che hanno alterato la realtà fattuale relativamente al mio vissuto e ai danni provocatimi dall’evento traumatico per cui chiedevo l’indennizzo.
Non essendo un’addetta ai lavori ho chiesto spiegazioni a un tecnico forense il quale ha ritenuto utile precisarmi che il decorso clinico (di cui si compone la prima parte della perizia medico legale) rappresenta l’evoluzione temporale e lo svolgimento del processo di malattia iniziato con l’evento traumatico e documentato successivamente, nel suo progredire e / o nel suo mutare, con un’ampia e ricca raccolta di valutazioni medico specialistiche e di esami strumentali che convalidano e provano lo sviluppo, negli anni, del quadro inerente alla situazione clinica.
Le considerazioni peritali conclusive, invece, sono, o meglio dovrebbero essere, il riepilogo e la somma degli esiti derivati dal percorso evolutivo, riportato ed esposto nel decorso clinico, da cui trarre una deduzione consequenziale finale.
Risulta evidente che le considerazioni peritali conclusive non possono essere in contraddizione o in antitesi con il decorso clinico in quanto, ad esempio, l’inabilità temporanea, l’invalidità permanente, le necessità di cure, assistenza, accompagnamento o altro, si devono desumere e ricavare dalle certificazioni stilate dai medici che mi hanno seguita oggettivamente e personalmente nel corso degli anni.
La perizia medico legale stilata dai due CTU NON presenta le succitate caratteristiche di logica e di veridicità.
La curiosità, infatti, si accenderebbe immediatamente SE si riflettesse sui seguenti quesiti:
- com’è possibile che i CTU abbiano scritto ben 31 pagine di “decorso clinico” (riportando varie decine di certificati) per formulare la loro perizia, dal momento che già dal 01.01.2003 mi ritenevano “in buone condizioni fisiche”?
Dove stanno scritte le mie “buone condizioni fisiche” IN quelle 31 pagine?
E poi, servono proprio ben 31 pagine per descrivere le buone condizioni fisiche di una perizianda ?
- Che cosa hanno certificato, allora, i fisiatri, gli ortopedici, i neurochirurghi, i neurologi, il posturologo da me consultati dall’ottobre 2002 al momento della ctu (26.11.2007), se – come sostengono i due periti d’Ufficio – ero in buone condizioni fisiche (dopo soli sette mesi dal politrauma, di cui tre e mezzo passati in ospedale)?? Nelle dichiarazioni medico cliniche dei suddetti specialisti NON c’è ombra di “buone condizioni fisiche”, ci sono, invece, costantemente valutate nel tempo “... le limitazioni derivanti dalle alterazioni neurologiche (shock midollare) sommate ai danni delle strutture osteo-articolari risultano essere molto gravi: esse coinvolgono infatti le capacità di deambulare autonomamente, di svolgere compiti elementari con gli arti superiori, di intrattenere normali rapporti sociali e interpersonali e di svolgere attività lavorativa”.
È forse sulla base di queste ultime sopraccitate mie condizioni fisiche che i Giudici del 1° e del 2° grado si sono avvalsi PER motivare e formulare le due sentenze?
Certo che no!!
I Giudici si sono attenuti esclusivamente a quanto sostenuto in modo diffamatorio, erroneo e non autentico dai due CTU nelle “Considerazioni conclusive”, presenti all’interno della perizia dd. 21/05/2008, nelle quali gli stessi CTU, fin dal 01.01.2003, mi ritenevano in buone condizioni fisiche.
- Che cosa ha dichiarato il mio medico curante costantemente e puntualmente nel tempo, relativamente al politrauma del 04.06.2002? ha descritto le mie buone condizioni fisiche oppure i miei pesanti danni fisici e le necessità continue di assistenza, accompagnamento e cure che mi venivano prescritte da specialisti di chiara fama e di indiscussa onestà professionale??
Parte di ciò che ha certificato il medico di base è presente anche nel decorso clinico costituente la prima parte della perizia in questione, ovvero le 31 pagine più volte sopraccitate. Viene spontaneo chiedersi SE l’avvocata *** e il Dott. B. (medico legale di sua fiducia) abbiano preso visione di tali dichiarazioni, importanti – per esempio – ai fini di una idonea valutazione dell’inabilità temporanea, in quanto, se lo avessero fatto, si sarebbero certamente resi conto del perché il mio medico curante ha stilato varie decine di valutazioni e certificazioni mediche anziché una sola nella quale mi avrebbe dichiarata “in buone condizioni fisiche”.
Per inciso, risulta necessario domandarsi: a che cosa è servita “l’ampia ctu” (decorso clinico), di cui fa menzione la Corte d’Appello, dal momento che nelle note conclusive, dedotte dagli stessi CTU, non è stata per nulla considerata?
Infine, a che cosa e a chi sono servite le testimonianze scritte e verbalizzate dal Giudice (durante la causa civile) se poi NON sono state tenute in considerazione né dai CTU, né dal mio CTP, né dal mio difensore (avv. ***) per la formulazione di una giusta e vera inabilità temporanea ed invalidità permanente?
I conti non tornano!!! Io ho dimostrato con una miriade di prove tutto ciò che era necessario per la valutazione e l’erogazione di un equo indennizzo, purtroppo nulla di tutto ciò è stato considerato in sede giudiziaria.
Lo scredito e la menzogna hanno prevalso sull’obiettività reale e sulla veridicità documentata.
Non solo. A tutt’oggi, coloro i quali mi hanno arrecato grave nocumento continuano impassibili a sostenere e divulgare le loro valutazioni erronee e le loro azioni inique facendole passare – rispettivamente – per corrette e diligenti.
Per il Bene comune ritengo utile siano resi pubblici il sistema e le metodologie di distrazione attraverso cui ai semplici cittadini a volte vengono negati diritti civili e morali.
Ringrazio vivamente chi segue gli aggiornamenti … tutt’altro che leggeri.