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MISSIVA

Luigina OrtisItaly
Feb 7, 2019

Gentili e attenti lettori, desidero farVi conoscere l’opinione del Medico Psicotraumatologo e del criminologo clinico (Docente di Psicologia Giuridica) che hanno seguito il mio caso e che sono stati esclusi sia dall’avvocato xxx, sia dall’avvocatessa *** nell’intervenire in qualità di consulenti di parte.
«Egr. Sig.ra Luigina Ortis
Abbiamo avuto occasione di analizzare l'elaborato peritale a firma del Dott. … e del Prof. … depositato presso la cancelleria di Udine in data 29 maggio 2008.
I pareri che noi sottoscriviamo derivano dalla conoscenza diretta delle sue condizioni, maturata lungo un arco di tempo pluriennale e dalla lettura integrale dei fascicoli che ci ha fatto pervenire in modo accurato durante i mesi scorsi.
In base a queste conoscenze abbiamo la possibilità di osservare la sua situazione da un punto di vista complesso e protratto nel tempo. Lei ricorderà che le nostre considerazioni tecniche sono anche sfociate in una consulenza di parte, mai integrata tuttavia a fascicolo, per motivi dovuti a ritardi di presentazione delle documentazioni da parte di alcuni suoi avvocati "di fiducia".
Colpiti e certo in modo non positivo dalle deduzioni dei CTU nominati in causa dal Giudice di Udine siamo a rappresentarle il nostro punto di vista attuale:

- Non abbiamo mai avuto dubbi sulle sue capacità di ordine cognitivo; abbiamo trovato in lei un soggetto ben orientato, equilibrato, compatibilmente con le vicende di carattere post-traumatico da lei vissute e che hanno generato quello stato psicofisico di cui giustamente si lamenta;

- Come abbiamo già avuto modo di specificare nella nostra consulenza di parte le riferiamo che non sussiste alcun dubbio su aspetti psicopatologici o di disturbo grave della personalità che possano mettere in discussione una sua capacita di intendere e di volere piena e assoluta;

- Gli stati d'ansia di cui sicuramente soffre sono determinati da una condizione di carattere reattivo legati in primo luogo alle reali sofferenze fisiche che intrappolano la sua esistenza e la rendono incerta e secondariamente dal senso di precarietà che le deriva nell’osservare all’orizzonte gli esiti di questo malessere nella sua prospettiva di vita futura. I dolori che la assillano, come potrà anche lei osservare, sono ben documentati sulle carte e non sono certo il frutto della sua immaginazione o di una tendenza ipocondriaca;

- A ciò deve essere senza dubbio correlato l'atteggiamento di sofferenza che ovviamente avvolge il suo modo di affrontare la vita e il futuro. Certo che sarebbe ben curiosa una modalità diversa da quella che lei manifesta. Ma forse qualcuno la considererebbe il frutto di un pensiero incongruo, sintomo di alienazione;

- Ci duole leggere che le venga imputato un atteggiamento rivendicativo. Intendiamoci lei, giustamente chiede che le vengano riconosciuti i torti che ha subito, ma questa sua richiesta non è una rivendicazione, se non intendendo il termine nel senso di un riconoscimento della sua reale condizione psicofisica;

- Ci sentiamo assolutamente di escludere l’ipotesi di una “nevrosi da indennizzo”. E questo sulla base delle valutazioni clinico-giuridiche da noi espresse, in sede di consulenza scritta, e anche sulle successive occasioni che abbiamo avuto per approfondire la sua conoscenza nei mesi successivi alla realizzazione del nostro elaborato scritto.
In base a queste valutazioni siamo a rappresentarle la necessità da parte sua di far riferimento continuo a qualcuno che svolga per lei occupazioni di primaria importanza. Ci risulta rifatti che le sia stata riconosciuta una invalidità del 100/% da parte della Commissione medica del Ministero del Tesoro di Udine e sia stata considerata ex Legge 104, Art. 3, comma 3, come portatrice di Handicap grave (a causa delle sue grandi difficoltà di deambulazione). Sappiamo anche che la Commissione medica per il rinnovo della patente di guida l’ha valutata non idonea e pertanto le ha impedito, giustamente sulla base delle sue condizione fisiche, di guidare un mezzo.

In base a questi dati reali è ovvio il suo continuo doversi riferire a mezzi esterni per adempiere alle normali necessità che la vita quotidiana comportano e che ovviamente comportano costi elevati.
Siamo per questo disponibili a divulgare le informazioni in nostro possesso alle autorità che vorrà coinvolgere nella sua vicenda, facendo conoscere la nostra opinione a coloro che siano interessati a tutelare i suoi interessi.
Cordialmente,
[…], 7 luglio 2008»

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