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«ERRARE è UMANO, PERSEVERARE è DIABOLICO»

Luigina OrtisItaly
Oct 4, 2018

Giorni fa, rovistando tra le carte, ho trovato un articolo, apparso su un quotidiano locale in data 13 aprile 2012, dal titolo significativo «TIZIAN: le mafie del Nord Est sono ancora tutte da scoprire».

Il giornalista Giovanni Tizian ha dichiarato: «Le mafie a Nord Est e in Friuli? Secondo me, sono ancora tutte da scoprire. Mentre in altre regioni, importanti indagini giudiziarie (e in alcuni casi anche giornalistiche) sono riuscite a portare alla luce gli intrecci tra malavita, politica, economia e professioni, in Veneto e in Friuli ciò non è ancora accaduto. C’è ancora molto da fare, da cercare e capire. E al Nord Est è ancora più difficile».
A mio avviso, la “mafia bianca” è come una rete, quando il “pesce” scivola e precipita dentro (seppur involontariamente) scopre che NON troverà più vie di salvezza. Negli anni ho avuto modo di accertare che il sistema mafia bianca si avvale di professionisti privi di scrupoli, certissimi dell’impunità proprio a motivo della loro stretta e inossidabile alleanza, dei taciti silenzi, o di un’artificiosa e artata indifferenza attraverso cui colpiscono la vittima prescelta bersagliandola altresì con reiterate inefficienze, con uno scredito crudele e inesorabile, il tutto inzuppato da menzogne perfettamente congegnate.
Strenuamente ho cercato di fare chiarezza sugli aspetti citati, ho inoltrato missive contenenti dati precisi e prove inconfutabili, ho spiegato di volere addivenire ad una soluzione per via bonaria. L’esito è stato sempre il medesimo: CHIUSURA TOTALE nei miei confronti.
ORA, la mia unica possibilità per smuovere le acque stagnanti resta la pubblicazione di quanto mi è accaduto e di ciò che ho vissuto, avvalorandolo con elementi probatori oggettivi.
E, poiché in questi anni i giornalisti che volevano conoscere il mio caso nella globalità sono stati bloccati e allontanati (… non certo da me!), lancio un appello a Voi gentili e attenti lettori affinché supportiate il mio progetto con la Vostra preziosa firma, simbolo di adesione alla verità vera e alla giustizia giusta.
Conoscendo i fatti constaterete che nel conflitto, facilmente, ci sguazzano l’imprecisione e le incompletezze, peculiarità che, se supportate da testimoni di comodo e/o da mancate verifiche, possono trasmutare in vero (apparente) ciò che nella concretezza è mendace.
Non meno rilevanti risultano essere le «mezze verità» in quanto lasciano ampio spazio all’interpretazione e, di solito, vengono abilmente formulate per spingere a far credere in una realtà che in essenza è fittizia ma che con la sopraccitata metodologia passa per veritiera a vantaggio di chi mente e inganna.
Coloro i quali mi vogliono zittire hanno applicato il procedimento descritto che può essere smascherato solo dando valore alle osservazioni oggettive e non a idee preconcette o dogmatiche.
Anche Voi ritenete utile un confronto costruttivo e una riflessione pubblici?
La soluzione ad un problema è sempre possibile, basta volerlo.
Con la successiva comunicazione, infine, tendo la mano ai Signori e alle Signore che parlano di me soltanto in mia assenza e che non si sono mai resi disponibili ad un prudente e ragionevole contradditorio. Per detto motivo, siccome le dicerie negative e le infamie rivolte alla mia persona non si placano neppure nell’ambito della comunità in cui vivo (e in cui ho vissuto fin dalla nascita), voglio rammentare le parole della Sacra Scrittura.
Durante il culto avranno certamente sentito parlare del concetto secondo cui «le parole rivelano il cuore».
«Se prendete un albero buono, anche il suo frutto sarà buono, se prendete un albero cattivo, anche il suo frutto sarà cattivo: dal frutto infatti si conosce l’albero.
L’uomo buono dal suo buon tesoro trae cose buone, mentre l’albero cattivo dal suo cattivo tesoro trae cose cattive.
Ma io vi dico che di ogni parola infondata gli uomini renderanno conto nel giorno del giudizio; poiché in base alle tue parole sarai giudicato e in base alle tue parole sarai condannato».
«Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo; sono invece le cose che escono dall’uomo a contaminarlo. Dal di dentro, infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono le INTENZIONI CATTIVE».
«Un colpo di frusta produce lividure,
un colpo di lingua rompe le ossa».
«Il ricco commette ingiustizia e per di più grida forte,
il povero riceve ingiustizia e per di più deve scusarsi».
Secondo il mio parere, ai giorni nostri il ricco può essere paragonato al potente che opera con arroganza e superbia. Meno male che il mondo è variegato.

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