
Luigina OrtisItaly
Jun 26, 2018
Anche con il presente aggiornamento non è mia intenzione offendere qualcuno ma solamente far conoscere quanto accadutomi
Nel 2016 ho segnalato al Consiglio degli Avvocati di […] l’illegittima qualifica di «spietata criminale» attribuitami dall’avv. KKK.
Detto Consiglio trasmette la mia segnalazione al Consiglio Distrettuale di Disciplina (organo superiore) che l’archivia subitamente ma che mi informa di tale decisione solo nel 2018.
Mi è parso ragionevole chiedere delucidazioni in merito all’accaduto: l’ho fatto con una missiva che riporto per intero.
«Cisterna del Friuli, 26 aprile 2018
OGGETTO: archiviazione esposto a carico dell’avv. KKK
Segnalazione n. 26/2016, COA segnalante […]
In riscontro alla segnalazione in oggetto, il Consiglio di Disciplina, con Raccomandata di data 19 marzo 2018, a me pervenuta in data 13 aprile 2018, mi comunica che in data 9 settembre 2016 “ha deliberato l’archiviazione del mio esposto”.
Vista la gravità della situazione, chiedo cortesemente mi vengano fornite – in modo esaustivo – le MOTIVAZIONI per cui l’esposto in oggetto è stato archiviato sottolineando che la diffamazione posta in essere dall’avv. KKK nei miei riguardi è oggettiva e indiscutibile.
Infatti, è stato correttamente provato che io NON SONO UNA SPIETATA CRIMINALE e che NON necessito dell’applicazione di pene severe per la riabilitazione. È inoltre stato puntualmente dimostrato che NON ho portato a termine alcun razionale e spietato disegno criminale ai danni dell’avv. XXX (foro di […]) come dichiara la KKK nell’Atto di costituzione di parte civile (2012, proc. pen. N. 1441/12).
Evidenzio con forza che gli avvocati XXX e KKK in data 13 giugno 2012 hanno rilasciato un’intervista alla giornalista del [...] attribuendomi illegittimamente una «VOLONTà PERSECUTORIA LUCIDA E CONSAPEVOLE», reclamando persino un risarcimento danni pari a 25.000,00 Euro. Le conseguenze di detta dichiarazione si sono rivelate ben presto devastanti causando un peggioramento oggettivo della qualità della mia vita, ledendo il mio onore e la mia dignità.
La presunzione di colpevolezza è stata immediata e netta mentre, come spetta di diritto a tutti gli imputati italiani, fino al terzo grado di giudizio, la presunzione di innocenza è stata scartata a priori. Posto che la sensibilità non sempre alberga negli esseri umani, bisognerebbe interrogarsi e accertare la causa che ha mosso, e tuttora sta muovendo, tanta violenza.
Da questa breve e significativa osservazione CHIEDO gentilmente al Consiglio di Disciplina che mi fornisca la COPIA delle CONTRODEDUZIONI prodotte dall’avv. KKK in merito all’esposto in oggetto.
Con prove alla amano, ribadisco di essere non solo innocente ed estranea ai reati imputatimi, ma di essere altresì vittima di errori giudiziari a cascata e di patrocini volutamente non diligenti, non probi, non corretti.
Per avere un quadro appropriato della vicenda giudiziaria, a ciò vanno sommati anche i danni creatimi dalle numerose truci dichiarazioni NON rispondenti al vero enunciate nel giugno 2012 sull’Atto di costituzione di parte civile dalla sopra menzionata professionista, dichiarazioni che risultano essere la fotocopia della sequela di inique invenzioni di cui è composta la denuncia querela, a mio carico, sottoscritta nel 2011 dal collega XXX, suo assistito.
Con queste deliberate azioni hanno siglato l’OMICIDIO MORALE della loro stessa “cliente” Luigina Ortis.
Ecco allora che mi preme domandare: l’ARCHIVIAZIONE dell’esposto sta a significare che il Consiglio Distrettuale approva e avvalora la versione fornita dall’avv. KKK? Indica, senza peraltro aver conosciuto i fatti nella globalità, che sono una spietata criminale?
Poiché non ne ho contezza, chiedo mi venga esplicitato quale “spietato crimine” avrei commesso e nei confronti di chi.
Criminale è colui il quale ha una tendenza psicopatica al delitto, è un delinquente. Se poi è anche “spietato”, manifesta crudeltà e ferocia inesorabili.
Se volessimo usare la logica e il buon senso ci chiederemmo: per quale ragione i signori XXX e KKK NON si sono rivolti alle Forze dell’Ordine fornendo loro le prove schiaccianti di ciò che fino ad ora hanno sostenuto solo aleatoriamente, sorreggendosi uno con l’altro attraverso testimonianze di comodo NON rispecchianti la realtà fattuale?
Questo è il momento più idoneo per apportare massima chiarezza su ogni aspetto della vicenda e per porre fine al ludibrio con cui sono state lese la mia immagine sociale, la mia dignità, la libertà personale e la mia reputazione.
Nel caso in cui mi fossi realmente espressa e comportata come spietata criminale, sono certa che l’avv. XXX – nato in terra palermitana – e le sue colleghe […] e KKK si sarebbero ben guardati dal nuocermi così brutalmente. I dati di fatto indicano che proprio i succitati legali - in cordata – hanno attivato nei miei confronti un tentativo omicidiario mascherato di legittimità attraverso l’uso di mendacità studiate ad arte, di dichiarazioni screditanti il mio essere senziente e raziocinante, dell’appropriazione indebita di denaro (cfr. notule e garanzie disattese), di minacce, nonché dell’uso improprio di posizione dominante e di firme a mio nome NON AUTENTICHE.
Tutto è stato da me puntualmente dimostrato, in particolare ho prodotto abbondanti prove attinenti agli infedeli patrocini posti in essere dall’avv. XXX in piena consapevolezza, prove che successivamente sono state SILENZIATE:
- da un evidente errore giudiziario (2010) estrinsecato con l’archiviazione della denuncia querela da me prodotta in Procura nel 2007 a carico dell’avv. XXX;
- da un clamoroso errore di valutazione commesso nel 2010 dalla perita grafologa, consulente della Procura della Repubblica di […];
- da assenti verifiche e dalla carenza di accertamenti e comparazioni documentali da parte degli Organi preposti.
Mi rendo disponibile ad esibire al Consiglio Distrettuale ampie trattazioni e argomentazioni attraverso cui posso dimostrare che i mancati accurati controlli da parte di chi ne aveva le competenze hanno lasciato spazio alla radicale DISTORSIONE DEL VERO oggettivo e al SOVVERTIMENTO DEI DATI presenti negli elementi probatori inconfutabili prodotti a mia difesa.
Si deduce che la disparità di trattamento di fronte alla legge – tra un avvocato e un onesto cittadino – è inequivocabile: il coraggio (espresso da un cliente) di esporre oggettivamente le anomalie e la staticità di una tutela legale è stato interpretato come un’offesa e ripagato con la surreale accusa di diffamazione (quando, invece, è proprio il cliente ad essere stato fortemente danneggiato).
Nel mio specifico caso, il valore della VITA umana è stato sacrificato all’altare degli interessi personalistici, dell’autoreferenzialità, di un potere che alcuni degli stessi detentori hanno costantemente definito come “INTOCCABILE”: questa è la sola «verità vera» che hanno proferito nel corso degli anni.
Preciso che ho visto per la prima volta la signora KKK durante lo svolgimento del proc. pen. R.G.N.R. 3161/11 (udienza del 13 giugno 2012) e di averle versato denaro – su richiesta dell’avv. XXX – per attività mai dimostrate e solo enunciate dal citato collega sulle parcelle (2007) dopo averla nominata “domiciliataria” a mia insaputa (cfr. Ricorso ex art. 3 Legge 102/06, dd. 22.05.2006, con la firma a nome mio non autentica apparsa sul Mandato di incarico delega rappresentanza legale).
Ritengo doveroso che, senza ricorrere all’uso di testimonianze di comodo, mi vengano fornite le prove oggettive (possibilmente cartacee!) dell’operato declinato sulle notule.
È mio diritto ottenere elementi probatori concreti che giustifichino la richiesta del denaro da me già erogato solo perché preteso forzosamente.
Evidenzio e puntualizzo di essere stata costretta a far menzione del nominativo dell’avv. XXX in quanto l’avv. KKK ha ricoperto il ruolo di patrocinatore di fiducia (proc. pen. 1441/12) e lo ha difeso abilmente screditando la mia persona – fino a qualificarla spietata criminale – al mero scopo di sottrarre il suo assistito dalle documentate responsabilità professionali e dalla conseguente riparazione dei danni arrecatimi con boriosa consapevolezza.
Con questo scritto voglio onorare la Vita e la Verità, quali Essenze dell’Onnipotente Onnisciente che “ama il diritto e la Giustizia”.
La qual cosa è stata espressa anche da Kant nel modo che segue: «Noi abbiamo un sacro reggitore, e il diritto è quanto di sacro Egli ha donato agli uomini».
Da umile e ragionevole cittadina ritengo che IL BENE sia il fine dell’attività di colui che giudica e, più in generale, anche il fine di ogni operatore del diritto (avvocato compreso), CONSCIO della sua VOCAZIONE di tessitore di rapporti di giustizia nella società.
In attesa di un solerte riscontro, auspico equanimità e porgo distinti saluti.
ORTIS Luigina»
Copy link
WhatsApp
Facebook
Nextdoor
Email
X