
Luigina OrtisItaly
May 26, 2018
Anche con il presente aggiornamento non è mia intenzione offendere qualcuno ma solamente far conoscere quanto accadutomi
Un legale di grande caratura morale e tecnica mi disse:
“NULLA può essere sostituito alla matrice logico-deduttiva e il quadro investigativo deve tenere in debita considerazione le PROVE DOCUMENTALI; inoltre, l’ascolto integrale non può soffermarsi alla superficie degli eventi o effettuare ipotesi semplicistiche. Le circostanze, e persino i MOVENTI, chiedono spiegazioni esaustive, inequivocabili…”
Il MOVENTE, che ha spinto la Compagnia di Assicurazione ed il suo assicurato ad infierire così brutalmente per NON riconoscermi l’equo indennizzo, è chiaro (vedi trattazione a parte).
Il MOVENTE propulsore, che ha reso così energico il conflitto giudiziario contro di me messo in atto dai legali XXX e *** (coloro i quali mi hanno trascinata in tribunale con il reato di diffamazione), è il timore di una mia efficace AZIONE DI RIVALSA in ambito civile AL FINE di ottenere una legittima valutazione delle loro responsabilità professionali (e dei relativi danni arrecatimi), poiché i due succitati avvocati (secondo il parere tecnico di altri colleghi) NON mi hanno fatto percepire gran parte del corretto risarcimento da sinistro automobilistico (4.6.2002) ponendomi, di riflesso, in condizioni di vita disumane e subumane.
Le parti avverse hanno tutte adottato lo stesso metodo, ripetutosi in fotocopia:
SMONTARE le ACCUSE
DEMOLENDO l’accusatore,
inzozzandone l’immagine pubblica e privata, infossandolo e ricoprendolo di fango putrido e di strazianti bugie, create ad hoc e avallate da testimoni di comodo.
Questo è il “sistema” che mi sta rubando anche il soffio vitale, oltre a tutto ciò di cui già mi ha illegittimamente e forzosamente privata!
A livello sociale, lo scredito si è diffuso a macchia d’olio (non avendo io alcuna possibilità di controbattere) ed ha avuto su di me un effetto di marchio a fuoco.
ORA, prima di morire, “pretendo” VERITÀ e GIUSTIZIA, principi non negoziabili!
Hanno usato lo scredito per delegittimarmi, ben sapendo che nessun mio effettivo difensore avrebbe avuto il coraggio deontologico, morale e civile di far valere la veridicità dei fatti e di opporre una difesa forte e onesta contro dei colleghi. Il dolore, la frustrazione e l’impotenza – di fronte a questo SISTEMA LETALE – sono inenarrabili!
VOGLIO tenere inchiodata l’ATTENZIONE sulla REALTÀ.
Le mie argomentazioni difensive spingono a trarre DEDUZIONI e CONSIDERAZIONI investigative sulla base di elementi probatori cartacei e sulla base della “LOGICA” insita nello svolgersi dei fatti, così da smascherare il sistema suesposto che TRAVISA ciò che tuttora può ancora essere verificato!
Infatti, lo scredito ha prevalso sullo studio dei fatti reali e sull’ANALISI degli elementi probatori documentali: prosegue la tecnica imbarazzante dell’occultamento della verità fattuale, occultamento che fa eclissare anche le vere responsabilità civili, morali, professionali. CUI BONO?
“CUI PRODEST SCELUS, IS FECIT”
Colui al quale il delitto porta giovamento,
quello ne è l’autore.
(Seneca)
I legali e i medici legali onesti e competenti, a cui mi sono rivolta per un parere tecnico (esterno ai contenziosi), difficilmente entrano in conflitto con i colleghi, temendo riverberi personali e professionali.
Per trasparenza e lealtà, sarebbe utile che i Consigli dell’Ordine degli Avvocati rendessero noto, a chi lo richiede, l’elenco dei legali disposti ad agire – in via bonaria o giudiziaria – nei confronti dei colleghi nel caso di richiesta risarcimento danni per responsabilità professionale.
PER SALVARMI
è necessario l’intervento subitaneo di un avvocato molto coraggioso, molto competente e davvero leale, il quale SCARDINI la serie di errori giudiziari (verificatisi a cascata a partire dal 4.06.2002!) e si attivi per mettere DI FRONTE alle proprie RESPONSABILITÀ PROFESSIONALI i signori XXX, *** ed anche il medico legale che ha attivato illegittimamente l’esecuzione immobiliare sulla casa di mia proprietà.
In me è, inoltre, FORTE la SPERANZA di ricorrere alla Corte Europea per i diritti dell’uomo.
LA MIA ESISTENZA in VITA può essere PRESERVATA solo attraverso l’attuazione dei summenzionati INTERVENTI TECNICI; in caso contrario farò la fine GIÀ espressami da un avvocato d’ufficio il 24 aprile 2013, ovvero:
“Altri professionisti presenteranno ulteriori denunce penali, nei suoi confronti, per ACCORPARLE e farla poi dichiarare – da un Giudice – incapace di intendere e di volere” (testuali parole!).
Questa frase fa ricordare i metodi repressivi di alcuni regimi totalitari?
Il filosofo SPINOZA non ha esitato a dare della giustizia una definizione puramente legale. Egli afferma: «La giustizia è la costante disposizione dell’animo ad attribuire a ciascuno ciò che gli compete per diritto civile». (Trattato teologico-politico, cap. 16).
Pertanto la giustizia, prima ancora di essere formulata nelle leggi, è scritta nella ragione e nella coscienza degli uomini.
L’occhio deve imparare a vedere i diritti altrui e a riconoscerli.
Poiché tutti gli esseri umani sono uguali, è giusto che a ognuno di essi vengano attribuiti i medesimi diritti e i medesimi doveri.
Un noto scrittore si è così espresso: «L’uguaglianza degli uomini NON è così SCONTATA nella realtà come lo è nelle dichiarazioni. Anche quando, orgogliosi delle nostre conquiste, affermiamo che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, sappiamo che DI FATTO NON È proprio così! L’uguaglianza fra gli esseri umani è una dichiarazione di grande valore sul piano teorico, ma è soprattutto una conquista da realizzare sul piano concreto. Operare per questa uguaglianza significa lavorare al servizio della giustizia».
Inoltre, è stato Platone stesso a mettere in luce che la giustizia è il frutto del DOMINIO di SÉ. Egli infatti sostiene che la giustizia è il risultato della vittoria della libertà sulle facoltà irascibili e concupiscibili, in modo tale che ognuna di esse possa COMPIERE IN MODO ORDINATO ciò che le è proprio. Da Aristotele la giustizia si è meritata il nobile titolo di «VIRTÙ PERFETTA» (Etica Nicomachea, V. 3).
GRAZIE sincere per l’ATTENZIONE CONCESSAMI
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