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… reiterate MINACCE - CONFRONTO MEDIATICO - Pratiche disumane

Luigina OrtisItaly
May 18, 2018
Anche con il presente aggiornamento non è mia intenzione offendere qualcuno ma solamente far conoscere quanto accadutomi La persona […] (conoscente dell’autore del sinistro stradale), subito dopo le mie dimissioni dall’ospedale (settembre 2002), ha iniziato a effettuare brevissime telefonate al mio numero di casa della durata di 3 -5 secondi, e mi diceva, in lingua friulana, una singola frase per volta: - “Vai a lavorare, voglia di far niente” - “devi morire come ….” (proferiva il nome dell’autore dell’incidente) - “Sei matta, matta, matta. Curati la testa” - “Ti faremo scoppiare” oppure “Devi scoppiare” - “Ti mette ben a posto mio cognato” (persona molto influente a livello sociale e politico) - “Chi vuoi che ti creda? Voglia di fare niente!” - “Cosa volevi fare con il Messaggero? Ti abbiamo fermata, vergognati per quello che hai fatto”. Alla fine di ogni comunicazione telefonica restavo impietrita non tanto per le parole, quanto per il tono di voce che non scorderò mai. In esso era percepibile il sentimento espressivo di SFIDA e DISPREZZO, moti dell’animo preponderanti rispetto al contenuto delle frasi di per sé già sufficientemente inquietante. Non avrei immaginato di dover subire – per diversi anni – uno stalking simile, né mi è passato per la mente che i concetti minacciosi potessero esplicitare una linea strategica ben definita e concepita ad arte PER la mia eliminazione. Solo a distanza di anni, dopo aver compiuto uno studio minuzioso sulle dichiarazioni che compongono le “MEMORIE” prodotte in sede di giudizio dal legale e dai consulenti dall’Assicurazione e del suo assicurato, ho compreso che il PIANO di ANNIENTAMENTO della mia persona aveva un programma di azione ad ampio raggio che includeva: - clima di intimidazione; - CAMPAGNA diffamatoria in ambito sociale e giudiziario; - DILAPIDAZIONE patrimoniale; - PROLUNGAMENTO della controversia risarcitoria e lite temeraria; - STRESS cronico (difficoltà di sopravvivenza) e ISTIGAZIONE al suicidio; - pressioni e “AZIONI FUORVIANTI” rivolte alla gestione sinistri e a tre miei patrocinatori affinché NON INSTAURASSERO una causa civile finalizzata ad ottenere un equo indennizzo per i gravi danni che ho subìto il 4 giugno 2002 e di cui l’Assicurazione e i signori […] erano totalmente responsabili; - ostacolare, INIBIRE, frenare l’interessamento manifestato dai mezzi di informazione e di comunicazione (TV locale e nazionale, giornali, …) al mio specifico caso umano: nel 2004 i giornalisti di due importanti testate e della TV regionale mi avevano contattata per intervistarmi MA, poi, dopo il primo articolo (apparso sul quotidiano) tutto è stato dirottato, a mia insaputa, sulle OSSERVAZIONI rilasciate da una persona. Quest’ultima, senza interpellarmi, ha fornito ai giornalisti dichiarazioni NON rispondenti al vero che hanno distorto la mia reale condizione esistenziale e che NON hanno fatto emergere le gravissime mie problematiche risarcitorie. IL VERO È STATO INSABBIATO.
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