

PISCINE ITALCEMENTI DI BERGAMO – UN DIRITTO DA DIFENDERE


PISCINE ITALCEMENTI DI BERGAMO – UN DIRITTO DA DIFENDERE
Il problema
PISCINE ITALCEMENTI DI BERGAMO – UN DIRITTO DA DIFENDERE
Tra poco più di due mesi le Piscine Italcementi chiuderanno per almeno due anni; chiuderà la struttura e il parco e di conseguenza le vasche scoperte. Tutti a pascolare perché per i due anni di vuoto ognuno dovrà arrangiarsi, visto che un piano di tamponamento vero non è stato considerato, a parte il regalo in extremis di 500.000 € al seminario per sistemare la loro struttura. Dunque, ciao refrigerio e relax questa estate in città e ciao anche per l’anno 2026. Bergamo non avrà più una piscina comunale perché la giunta, quella precedente, ha deciso di chiudere “l’emorragia”, così è stato definito il problema delle piscine, e di cedere il controllo ad una società privata naturalmente dedita al profitto fino al 2045 con opzione al 2055. Costo degli interventi di manutenzione e aggiornamenti: 26 milioni sborsati dai bergamaschi in 20 rate annuali di leasing da 1,7 milioni di euro. A parte la cifra sulla quale ci si augura che verranno effettuate verifiche, ci chiediamo perché, con un esborso decisamente più contenuto, il Comune non abbia pensato di sistemare in autonomia l’impianto che fino ad oggi ha sempre soddisfatto tutte le necessità dell’utenza. Sono necessarie tutte le modifiche che verranno apportate? Verrà demolita la bellissima palestra, parte integrante del progetto originale, e l’attuale vasca da 33 metri, interamente sospesa e capolavoro architettonico, verrà riempita per essere surrogata da giochi d’acqua e piscine ludiche. Per noi che la frequentiamo, non c’è una logica. Anche perché inevitabilmente si andrà per un aumento di tutti i prezzi nell’ottica dell’utile a qualunque costo che una società privata insegue, in luogo del servizio al benessere pubblico che l’amministrazione comunale avrebbe invece dovuto tutelare. Il passaggio costringerà molti a fare i conti economici con le future nuove regole, selettive per biglietti, listini, servizi e magari rinunciare all’attività fisica in piscina. Per inciso nel progetto delle meraviglie non è nemmeno prevista la separazione degli impianti della nuova vasca interna da quelle esterne … soluzione che permetterebbe di tenere aperto il parco estivo e le sue piscine indipendentemente dai lavori di ristrutturazione! In aggiunta le società di tuffi chiuderanno i battenti, lasciando a casa 200 ragazzi (la piscina tuffi più vicina è la Cozzi in centro a Milano), e addio ai loro campioni che con buona probabilità ci avrebbero rappresentato alle prossime Olimpiadi, alè!! No comment… Tutto ciò a noi sembra una purga piuttosto che un’opportunità come viene sbandierato e per questo testimoniamo la nostra contrarietà al modo in cui è stata gestita l’intera operazione e per quanto sopra
CHIEDIAMO:
- che rimangano aperti il parco estivo e le vasche esterne per l’estate 2025 che sta arrivando e per quella 2026;
- che il Comune rimanga attore garante negli anni della futura gestione, mantenendo le condizioni e i prezzi di accesso alla struttura al livello di un servizio pubblico quale deve essere;
- che i lavori vengano effettuati per lotti garantendo, nei limiti del possibile, la continuità del servizio (basta prendere spunto dall’impegno di pianificazione profuso durante il periodo di rinnovamento dello stadio e immaginare cosa sarebbe successo se fosse stato chiuso durante tutta la durata dei lavori);
- che venga affrontato e risolto a stretto giro il tema delle società tuffi … coprire temporaneamente la vasca tuffi estiva potrebbe essere un’opportunità per molti (tuffi, nuoto sincronizzato, pallanuoto, sub);
- che venga considerato e sfruttato l’enorme potenziale delle vasche esterne e del parco, inutilizzati e abbandonati per nove mesi all’anno.
Aiutaci a far si che chi decide esca dall’ottica miope del tornaconto economico e si adoperi per focalizzare il vantaggio indiscutibile del servizio pubblico. Servono programmi, impegno, visione, ma i risultati saranno nel vantaggio di tutta la Comunità.
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3651
Il problema
PISCINE ITALCEMENTI DI BERGAMO – UN DIRITTO DA DIFENDERE
Tra poco più di due mesi le Piscine Italcementi chiuderanno per almeno due anni; chiuderà la struttura e il parco e di conseguenza le vasche scoperte. Tutti a pascolare perché per i due anni di vuoto ognuno dovrà arrangiarsi, visto che un piano di tamponamento vero non è stato considerato, a parte il regalo in extremis di 500.000 € al seminario per sistemare la loro struttura. Dunque, ciao refrigerio e relax questa estate in città e ciao anche per l’anno 2026. Bergamo non avrà più una piscina comunale perché la giunta, quella precedente, ha deciso di chiudere “l’emorragia”, così è stato definito il problema delle piscine, e di cedere il controllo ad una società privata naturalmente dedita al profitto fino al 2045 con opzione al 2055. Costo degli interventi di manutenzione e aggiornamenti: 26 milioni sborsati dai bergamaschi in 20 rate annuali di leasing da 1,7 milioni di euro. A parte la cifra sulla quale ci si augura che verranno effettuate verifiche, ci chiediamo perché, con un esborso decisamente più contenuto, il Comune non abbia pensato di sistemare in autonomia l’impianto che fino ad oggi ha sempre soddisfatto tutte le necessità dell’utenza. Sono necessarie tutte le modifiche che verranno apportate? Verrà demolita la bellissima palestra, parte integrante del progetto originale, e l’attuale vasca da 33 metri, interamente sospesa e capolavoro architettonico, verrà riempita per essere surrogata da giochi d’acqua e piscine ludiche. Per noi che la frequentiamo, non c’è una logica. Anche perché inevitabilmente si andrà per un aumento di tutti i prezzi nell’ottica dell’utile a qualunque costo che una società privata insegue, in luogo del servizio al benessere pubblico che l’amministrazione comunale avrebbe invece dovuto tutelare. Il passaggio costringerà molti a fare i conti economici con le future nuove regole, selettive per biglietti, listini, servizi e magari rinunciare all’attività fisica in piscina. Per inciso nel progetto delle meraviglie non è nemmeno prevista la separazione degli impianti della nuova vasca interna da quelle esterne … soluzione che permetterebbe di tenere aperto il parco estivo e le sue piscine indipendentemente dai lavori di ristrutturazione! In aggiunta le società di tuffi chiuderanno i battenti, lasciando a casa 200 ragazzi (la piscina tuffi più vicina è la Cozzi in centro a Milano), e addio ai loro campioni che con buona probabilità ci avrebbero rappresentato alle prossime Olimpiadi, alè!! No comment… Tutto ciò a noi sembra una purga piuttosto che un’opportunità come viene sbandierato e per questo testimoniamo la nostra contrarietà al modo in cui è stata gestita l’intera operazione e per quanto sopra
CHIEDIAMO:
- che rimangano aperti il parco estivo e le vasche esterne per l’estate 2025 che sta arrivando e per quella 2026;
- che il Comune rimanga attore garante negli anni della futura gestione, mantenendo le condizioni e i prezzi di accesso alla struttura al livello di un servizio pubblico quale deve essere;
- che i lavori vengano effettuati per lotti garantendo, nei limiti del possibile, la continuità del servizio (basta prendere spunto dall’impegno di pianificazione profuso durante il periodo di rinnovamento dello stadio e immaginare cosa sarebbe successo se fosse stato chiuso durante tutta la durata dei lavori);
- che venga affrontato e risolto a stretto giro il tema delle società tuffi … coprire temporaneamente la vasca tuffi estiva potrebbe essere un’opportunità per molti (tuffi, nuoto sincronizzato, pallanuoto, sub);
- che venga considerato e sfruttato l’enorme potenziale delle vasche esterne e del parco, inutilizzati e abbandonati per nove mesi all’anno.
Aiutaci a far si che chi decide esca dall’ottica miope del tornaconto economico e si adoperi per focalizzare il vantaggio indiscutibile del servizio pubblico. Servono programmi, impegno, visione, ma i risultati saranno nel vantaggio di tutta la Comunità.
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Petizione creata in data 21 marzo 2025