TRENITALIA NON PIÙ “PRIVATA” E DEL NORD, MA PER TUTTI E PUBBLICA, COME I SOLDI CHE USA

PETIZIONE CHIUSA

Questa petizione aveva 4922 sostenitori

Il problema

Trenitalia ha come azionista al 100 per cento Ferrovie dello Stato, ovvero, usa i soldi di tutti gli italiani, ma opera a vantaggio solo del Centro-Nord e ha dimenticato il Sud. Che diventi azienda di diritto pubblico e al servizio di tutto il Paese.​

Trenitalia è un'anomalia non più tollerabile: non può fare “l'azienda privata”, avendo quale unico azionista le Ferrovie dello Stato (ovvero soldi di tutti gli italiani), per operare a vantaggio solo di alcuni e a danno degli altri. Una stortura italiana per dividere l'Italia (o continuare a tenerla divisa, pure sui binari). L'ultimo ettolitro che fa traboccare il vaso è stato versato da tempo. È ora di finirla:​

TRENITALIA DIVENTI PUBBLICA​

1 - Trenitalia torni a essere un'azienda pubblica, e risponda degli obblighi di un'azienda pubblica a tutti i cittadini del Paese, non dando troppo ad alcuni e niente ad altri. L'ultima di Trenitalia è il no a un collegamento decente, pur se molto parziale e vergognosamente tardivo, per lo sviluppo di una fascia importante amplissima e dimenticata del Mezzogiorno: la costa jonica, oltretutto risorsa turistica poco sfruttata, perché di fatto irraggiungibile, essendo stata condannata dall'Italia “unita”, da un secolo e mezzo, a non avere treni, autostrade e aeroporti, ma a pagare perché altri ne abbiamo, persino a perdere, per alimentare l'univo traffico che producono: quello delle tangenti. Secondo Trenitalia “non risultano evidenti opportunità commerciali sufficienti per istituire il Frecciargento Sibaritide-Roma”. Invece, “i numeri ci sono”, assicura la parlamentare 5s Rosa Silvana Abate, che ha reso nota la vicenda. La verità, quindi, è che “non risultano evidenti opportunità commerciali sufficienti”, perché Trenitalia resti privata.​

VIA GLI ATTUALI DIRIGENTI​

E, per cominciare:​

2 – via, e subito, il presidente di Trenitalia, Tiziano Onesti e l'amministratore delegato e direttore generale Orazio Iacono.​

CRITERI CHE CAMBIANO CON LA LATITUDINE​

Non ci caschiamo più:

Giusto per un assaggio di come vanno le cose, circa le “opportunità commerciali sufficienti”.​

IL SUD DISCARICA DEI TRENI DISMESSI DAL NORD​

Se state per dirmi che molte di queste decisioni non spettano a Trenitalia, ditemi pure quale è l'azienda che, anche con i soldi dei meridionali, compra treni nuovi per le linee del Nord e butta su quelle del Sud convogli da rottamare, come se non pagassero, quei passeggeri così schifati, lo stesso biglietto e le stesse tasse, in proporzione al reddito, da cui deriva il 100 per 100 dei soldi delle Ferrovie dello Stato, con cui si ingozza immeritatamente Trenitalia, “privata”.​

AL SUD NEGA I TRENI E INVESTE SUI PULLMAN​

La Trenitalia per cui “non risultano evidenti opportunità commerciali sufficienti per istituire il Frecciargento Sibaritide-Roma”, è socia di una azienda che copre quella stessa tratta con pullman, per quattro corse al giorno, in aggiunta a quelle di altre società (totale 12 corse). Come dire che Trenitalia lucra sull'assenza di servizi di Trenitalia al Sud: correggetemi se sbaglio (lei è in errore, Aprile: non meritando voi il Frecciargento, perché siete solo dei terroni, Trenitalia, per garantire la vostra mobilità, sostiene di un'azienda del Sud per darvi “la corriera”. E vi lamentate pure!). Pensate l’avessero fatto fra Rimini e Roma o Riccione e Milano.​

TURISMO EROICO AL SUD, SENZA TRENI, AUTOSTRADE, AEROPORTI​

Il Frecciargento per la Sibaritide potrebbe rendere più facile l'impresa di turisti intenzionati a raggiungere le meraviglie del golfo jonico e più difficile per Zaia e altri pisquani, dire: «Non siete bravi come noi, pur avendo il paradiso»... irraggiungibile senza i treni, le autostrade, gli aeroporti che si è accuratamente evitato di fare al Sud, per impedire facessimo concorrenza a chi finge di non sapere come stanno le cose.​

Persino per avere una Salerno-Reggio Calabria, Giacomo Mancini, allora ministro, dovette porsi contro l'Iri, i poteri del Nord, il suo stesso governo. E la pagò con la fine della sua carriera politica nazionale. Le Ferrovie dello Stato campano di risorse pubbliche e hanno diritto di attingere dalle nostre tasche, solo per garantire uguale diritto alla mobilità a tutti i cittadini italiani. Se delegano a Trenitalia che è “privata” con i soldi nostri, è legittimo il sospetto che qualcuno ci voglia fregare. E se guardo dove è concentrata la rete ferroviaria, invece di essere distribuita; quali treni scorrano a Nord e quali catorci dismessi a Sud, ne ho la certezza: sì, questi ci stanno prendendo in giro. E se ci dicono che “non risultano evidenti opportunità commerciali sufficienti per istituire il Frecciargento Sibaritide-Roma”, o per qualsiasi altra tratta (tanto, se è a Sud, la risposta è sempre la stessa), allora prima o poi ci stufiamo di sentircelo dire.​

Ecco, quel “prima o poi” è arrivato: via i massimi dirigenti di Trenitalia e l'azienda sia pubblica, come i soldi che usa, perché non possa più discriminare fra chi quei soldi versa.

I decisori

Pino Aprile
Pino Aprile

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