Appello per i bambini e i ragazzi

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Lettera al Comune di Udine

I bambini e i ragazzi stanno sopportando in questa emergenza sanitaria gravi condizioni in termini di distanziamento sociale e relazionale. Lo ha ricordato anche il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella: hanno perso la scuola, il gioco e le relazioni con i pari, l’attività fisica, la socialità e vivono da troppo tempo isolati e sovra esposti agli strumenti di comunicazione digitale, costretti a surrogare ogni esperienza emotiva e sensoriale. Il loro punto di vista non è mai stato ascoltato né preso in considerazione. La didattica a distanza, pur importante in questo periodo, non è sinonimo di scuola, la scuola è molto di più. È relazioni, esperienza, comunità.

Bambini e ragazzi, circa 15 mila a Udine, sono cittadini con pieni diritti e doveri. Sembra invece che acquisiscano visibilità solo nel momento in cui costituiscono un problema di conciliazione per gli adulti di riferimento: “a chi li lascio mentre devo lavorare?”.          
In effetti questa sta diventando una grave criticità e lo sarà ancor di più durante l’estate: molti genitori hanno dovuto utilizzare le ferie nelle prime settimane di emergenza e le misure previste dal governo (congedi parentali e voucher per baby sitter) non sono sufficienti a coprire le esigenze di chi dovrà riprendere le attività lavorative dal 4 maggio, presentano comunque dei rischi né possono sostituire l'esperienza di relazione tra pari che va ricostruita.

Altre realtà comunali e regionali stanno lavorando per riprogettare e riaprire in modalità sicura i servizi per i minori (tra cui i nidi, i centri estivi e altre esperienze di summerschool) in quanto considerati servizi essenziali, in grado di garantire i diritti educativi e di socialità dei bambini e dei ragazzi.

Se un ritorno a scuola prima di settembre non sarà possibile, chiediamo servizi alla nostra città! Parchi, giardini e scuole possono diventare luogo di socialità sicura e per piccoli gruppi, coinvolgendo tutti i soggetti, dalle istituzioni scolastiche all'Azienda Sanitaria, dall’Università alle Associazioni sportive e culturali, al Terzo settore, che nel Comune di Udine da anni hanno maturato grande esperienza di lavoro con i bambini e i giovani. Abbiamo appreso dalla stampa come molte realtà del terzo settore della città hanno già presentato delle proposte per la ripartenza immediata dei servizi all'infanzia e all'adolescenza: non possiamo né aspettare né accettare che si usi strumentalmente l'alibi del governo centrale per nascondere immobilismo e assenza di visione.

Chiediamo pertanto che l'amministrazione comunale di Udine, nel pieno rispetto delle disposizioni sanitarie e di sicurezza:

  • si attivi da subito per progettare, con un gruppo di esperti di settore sopra richiamati, l'apertura di servizi che diano risposta a questi bisogni urgenti, come ad esempio i nidi, i doposcuola, i centri estivi per la fascia 3-14 anni e le attività sportive e culturali per i ragazzi 14-18 anni. 
  • metta a disposizione per tale scopo i suoi spazi (come ad esempio parchi, edifici scolastici, biblioteche, ludoteca) e ne consenta l'utilizzo da parte di terzi;
  • predisponga, in collaborazione con le associazioni disponibili e con le scuole, un piano di attività di volontariato che preveda la partecipazione attiva dei ragazzi delle secondarie di secondo grado, in favore della popolazione più fragile della città;
  • effettui subito una ricognizione degli spazi aggiuntivi da mettere a disposizione delle scuole che a settembre riapriranno con necessità di maggiori spazi.

Vogliamo una Udine che lavori sulla fiducia, in primis nei confronti dei bambini e dei ragazzi, tutelando i loro diritti sanciti a livello internazionale e riconoscendoli come cittadini e come risorsa per la comunità, anche in una fase di emergenza come quella che stiamo vivendo.

Udine, 28 aprile 2020

Primi firmatari:
Linda Carello
Laura Del Favero
Francesca Plateo
Laura Squeraroli
Annalisa Soldà