Vittoria confermata

Investire sul Parco delle Cave tutelando la vocazione agricolo-naturalistica

Questa petizione ha creato un cambiamento con 3.954 sostenitori!


Il Piano di intervento integrato (PII) "Calchi Taeggi" ha generato 5 milioni di euro di oneri di urbanizzazione che verranno investiti sul Parco delle Cave.

Il 29 ottobre 2018 è stata approvata una delibera in Consiglio di Municipio 7 con una serie di interventi richiesti e poi a fine dicembre 2018 è stata pubblicata una bozza di progetto basato sulla delibera citata.

Oltre a interventi a lungo attesi, si sono così palesati alcuni interventi discutibili e che sono giudicati da molti utenti del parco come invasivi e dannosi, che rischiano di compromettere la specificità del luogo: un parco urbano con una forte vocazione agricola e naturalistica. Questa vocazione è l’elemento che oggi lo rende tanto amato dai sui fruitori e che richiama visitatori da tutta la città.

Vocazione agricola perché con le cascine Caldera e l’antica Linterno è possibile ammirare nel cuore della città un panorama agreste antico con strade in terra battuta, filari di alberi, marcite medioevali, prati a fienagione, irrigati da antichi fontanili, come era una volta la campagna del milanese.

Vocazione naturalistica perché le aree più interne del Parco, grazie al loro isolamento e al buio, si sono via via popolate di specie selvatiche ormai rare nelle aree urbane (le foto degli appassionati lo dimostrano: abbiamo gufi, volpi, aironi, gheppi, svassi, scoiattoli, leprotti ecc.).

Il buio e l’assenza di pesticidi hanno fatto tornare le lucciole. In tarda primavera migliaia di cittadini da tutta Milano vengono “alle cave” per osservare questo fenomeno, ormai sparito anche dalle campagne.

Noi crediamo che questa duplice vocazione vada assolutamente preservata e valorizzata.

Di questa vocazione non c’è traccia né nella delibera, né nel progetto conseguente.

La vasca/fontana di via Cancano/Milesi.

L’idea progettuale della fontana era di portare la peculiarità del parco, la sua vocazione agreste-naturalistica, verso la città. La vasca era alimentata da un fontanile, è presente un pontile, un canneto e ricordava uno stagno. Per un certo periodo ha funzionato proprio così, passandoci a fianco la sera era possibile sentire gracidare le rane sopra delle ninfee in mezzo alle canne.

Secondo la delibera questo piccolo angolo di natura dovrebbe diventare una fontana con “zampilli illuminati” (sic!), perdendo quindi tutto il significato simbolico che aveva e rendendola simile a centinaia di fontane.

Noi crediamo che non solo vada ripreso quel progetto, quell’idea, e anzi che vada migliorato intervenendo anche su quella decina di metri di asfalto fra la vasca e la via Forze Armate con elementi di arredo urbano, verde (ad esempio un pergolato e delle sedute) per smorzare l’isola di calore che si crea in estate.

Asfaltare e illuminare il percorso del margine est (area umida, bosco, marcita, Aurora).

La parte più controversa del progetto è secondo noi quella che prevede di asfaltare i viali in terra battuta e calcestre della parte più paesaggistica e naturalistica del Parco: l’area sud-est. Oggi le stradine in terra battuta corrono a fianco allo stagno (area umida), al boschetto, alla marcita, conducono poi alla cascina Linterno da una parte e proseguono lungo il bosco dall’altra lungo la famosa chiusa idraulica settecentesca “Trii baselloni”, girando intorno alla cava Casati.

Qual è il senso di asfaltare e illuminare questo angolo di paradiso agricolo-naturalistico?

Se pensiamo ai parchi cittadini del Sempione e di Porta Venezia, hanno tutti i viali principali in terra battuta, ghiaia e calcestre. Nessuno si sognerebbe mai di asfaltarli.

Inoltre, facendo il conto come da progetto, il percorso che si vuole asfaltare e illuminare è di circa 1800 metri, pari quindi a circa 965.000 di costo! (Asfaltatura: 1.800mx6m=10.800 mq x 70 euro mq = 756.000 euro + illuminazione: 1.800m x 116 euro = 209.000 euro. Totale = 965.000 euro!).

Quel percorso è lo stesso che viene usato dalle migliaia di cittadini che vengono a vedere le lucciole in primavera/estate, nel buio, nel silenzio, e in totale sicurezza.

È davvero una priorità spendere 1 milione di euro per rovinare questo stupendo angolo paesaggistico che richiama visitatori da tutta Milano? Crediamo che questo angolo vada tutelato dal punto di vista paesaggistico e naturalistico.

Asfaltare il margine cava Aurora

La Cava Aurora è un gioiellino grazie alla cura appassionata dell’associazione che la gestisce. Non si capisce quindi l’esigenza di asfaltare il margine della cava, come da delibera e progetto, oggi in terra battuta e ghiaia. Se l’intento è quello sacrosanto di consentire alle persone con disabilità di accedere alla cava e ai locali dell’associazione, allora sono possibili soluzioni meno impattanti, più adatte al paesaggio e persino meno costose, come un vialetto solo pedonale in asfalto di colore naturale o una passerella in legno. Si prenda esempio dai parchi naturali nord-americani che hanno percorsi accessibili a basso impatto.

Parcheggio in via Broggini

Nel 2019 l’idea di togliere verde per fare un parcheggio auto suona come un’eresia! Non ha nessuna giustificazione, perché se da una parte correttamente non si vuole più consentire l’accesso in auto all’interno del Parco, le possibilità di parcheggio al di fuori del Parco ci sono e valgono per tutti i cittadini. Non saranno qualche decina di posti a cambiare la situazione, d’altra parte fare parcheggi al posto del verde, che con tanta fatica è stato conquistato, è un’aberrazione nel solo dirlo. Infine, il Parco è più che accessibile con i mezzi pubblici (63, 67, 78, 49, 80, 433 ecc.) e con le bici.

“Punto ristoro”

La mancanza di progettualità la si evince anche dall’idea di dotare il parco di un non definito “punto di ristoro” dall’esorbitante costo di 600.000 euro.

Un parco a vocazione agricola e naturalistica necessita di un punto di ristoro? Che tipo di esercizio commerciale si intende realizzare? Il Parco delle cave, nella zona a ridosso dell’area umida, necessita di un banale bar che vende prodotti industriali confezionati con il rischio di aumentare l’inquinamento da imballaggi di plastica, alluminio e vetro?

Non si può pensare invece a un punto-parco informativo e che possa magari vendere i prodotti agricoli del territorio sfusi? Ma a questo punto non abbiamo anche le cascine Linterno e Caldera che possono svolgere questa funzione, se opportunamente attrezzate, dato che ci sono 600.000 euro a disposizione?  A mio avviso, prevedere un “punto ristoro” manca di visione progettuale.

Connessioni con i parchi e la città

Come è possibile che con 5 milioni a disposizione non si sia pensato a soluzioni efficaci per connettere i tre parchi, Cave, Trenno e Bosco in città? Oggi Parco delle Cave e Bosco in città e Trenno sono separati dalla via Caldera. Che, come chiunque frequenti il parco sa bene, è pericolosissima. Le auto corrono velocissime e sebbene vi siano due attraversamenti ciclo-pedonali oggi non è possibile attraversare in sicurezza. Mi sarei aspettato che la delibera avesse previsto due castellane (attraversamenti ciclopedonali rialzati) in prossimità di questi passaggi.

Allo stesso modo nella delibera e nel progetto non c’è traccia della sistemazione dell’ingresso da via Fratelli Zoia. Quel lato andrebbe progettato in modo che sia facilmente accessibile prevedendo poi una castellana in via Fratelli Zoia in prossimità del passaggio ciclopedonale che conduce alla via Olivieri, così da pensare poi al collegamento col futuro parco della Piazza d’armi.

Margine nord-ovest, cava Ongari-Cerruti: qual è il progetto?

L'area della cava Ongari-Cerruti, è la parte del parco che merita finalmente un intervento e dove andrebbero concentrati la maggior parte degli sforzi.

Nella delibera e nel progetto non c’è traccia di come si vuole questa parte, se non un percorso ciclopedonale asfaltato e illuminato da via Caldera a via Broggini, e una passarella sopra il fontanile Misericordia per l’accesso alla Ongari-Cerruti e delle aree giochi e sportive.

Noi vorremmo che al di là di questi interventi corretti e attesi, si possa completare il parco migliorando il suo cuore naturalistico, e quindi prevedere più nel dettaglio una piena fruizione di questa parte di Parco valorizzando la vocazione naturalistica.

Il sistema delle acque nel Parco

Il Parco delle cave è un complicato intreccio di vecchi fontanili, nuovi canali, rogge.
Vi sono diversi problemi nel governo delle acque che noi utenti vediamo solo parzialmente quando i laghetti sono bassi o lo stagno è in secca. Nella delibera e nel progetto da 5 milioni non c'è nessun accenno a interventi di miglioramento di questo sistema delle acque, né al miglioramento della zona umida per evitare che vada in secca.

Chiudiamo quindi con una domanda che suona da appello: assessore Maran, presidente Bestetti, volete essere ricordati come gli amministratori che hanno completato il progetto di un parco urbano unico nel panorama milanese oppure come coloro i quali lo hanno rovinato per sempre, banalizzando e rendendolo poco distinguibile dagli altri parchi cittadini?

Quando mai avremo 5 milioni di euro a disposizione per il Parco delle Cave? Perché sprecarli per interventi invasivi e dannosi sulle parti migliori quando invece si può finalmente completare un progetto e rendere tutto il Parco bello, accessibile e che persegua la sua consolidata vocazione agricolo-naturalistica anche nel margine nord-ovest e nella cava Ongari-Cerruti così come lo è oggi per il margine est?



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