Petizione popolare per il rilancio dei consultori familiari nella Locride

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Il problema

PETIZIONE POPOLARE
Per il rilancio dei Consultori Familiari nella Locride
Rivolta al
Direttore Generale dell'ASP di Reggio Calabria,
ai Sindaci e alle Sindache della Locride
e a tutte le Istituzioni del territorio
Premessa
Noi cittadine e cittadini della Locride, associazioni, operatori e operatrici sociali, professionisti e professioniste della salute, esprimiamo forte preoccupazione per lo stato di progressivo impoverimento della rete dei consultori familiari nel nostro territorio.
Nel corso degli anni, i consultori familiari hanno subito un progressivo svuotamento delle proprie funzioni, una riduzione del personale e delle équipe multidisciplinari e una perdita di centralità nelle politiche di prevenzione e promozione della salute.
Questa situazione ha determinato una crescente difficoltà di accesso a servizi fondamentali per la salute delle donne, delle famiglie, degli adolescenti e delle persone più fragili, allontanando il territorio dallo spirito originario della Legge 405/1975, che concepisce il consultorio come presidio pubblico di prossimità, ad accesso libero e gratuito, fondato su un approccio multidisciplinare, integrato, partecipato e orientato alla prevenzione.
Riteniamo che la ricostruzione della rete consultoriale non possa limitarsi al ripristino dei servizi esistenti, ma debba diventare un progetto collettivo di salute pubblica e partecipazione territoriale.
Chiediamo
al Direttore Generale dell'ASP di Reggio Calabria:
1 di garantire nella Locride una distribuzione territoriale dei consultori familiari conforme alla normativa vigente, assicurando almeno un consultorio familiare ogni 20.000 abitanti;
2 di dotare i consultori familiari delle équipe multidisciplinari previste dalla legge, assicurando la presenza stabile delle professionalità necessarie;
3 di promuovere programmi di formazione e aggiornamento del personale consultoriale secondo il modello integrato, multidisciplinare, olistico e partecipato previsto dalla Legge 405/1975;
4 la promozione di accordi istituzionali finalizzati a garantire sedi adeguate, accessibili e riconoscibili per i servizi consultoriali, salvaguardando le sedi territoriali già dedicate ed agibili, allocando nelle Case di Comunità solo i consultori privi di strutture idonee.
Chiediamo infine
a tutte le istituzioni e alle realtà del territorio:
di garantire che i consultori familiari siano luoghi pienamente accessibili, inclusivi e accoglienti per tutte le persone, con particolare attenzione alle donne migranti, alle persone LGBTQ+, alle persone con disabilità e a chi si trova in condizioni di vulnerabilità sociale, promuovendo interventi di mediazione culturale, contrasto alle discriminazioni e pari accesso ai servizi;
b di promuovere iniziative pubbliche di informazione e sensibilizzazione per far conoscere ai cittadini e alle cittadine il ruolo, le funzioni e i servizi offerti dai consultori familiari;
di favorire la realizzazione di incontri e presentazioni informative nelle scuole secondarie del territorio sui temi della salute affettiva, relazionale, sessuale e riproduttiva, della prevenzione e dell'accesso ai servizi consultoriali;
c di sostenere la creazione di una rete territoriale integrata con i servizi sanitari di secondo e terzo livello e con i servizi sociali del territorio;
d di consentire la partecipazione civica e la collaborazione da parte del volontariato e degli Enti del Terzo Settore disponibili a partecipare alle attività di promozione, orientamento e supporto, secondo la normativa vigente.
Conclusioni
Crediamo che la salute territoriale, la prevenzione, l'autodeterminazione delle persone e il sostegno alle famiglie non possano prescindere dall'esistenza di consultori familiari pubblici, accessibili, qualificati e pienamente funzionanti.
Per queste ragioni chiediamo alle istituzioni competenti di assumere impegni concreti, verificabili e tempestivi per restituire alla Locride una rete consultoriale all'altezza dei bisogni della popolazione e dei princípi sanciti dalla legge.

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Mariachiara ZuccoPromotore della petizione

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