PETIZIONE CONTRO I BOTTI

Il problema

visti:

-          l'articolo 50 della Costituzione della Repubblica italiana;

-          l'articolo 1 dello Statuto speciale per la Sardegna, di cui alla legge costituzionale 26 febbraio
1948, n. 3;

-          gli articoli 103 e 104 del Regolamento interno del Consiglio regionale della Sardegna

-          ed in particolare l’articolo 703 del Codice Penale

 

I sottoscritti,

Cittadini della Sardegna, chiedono: 

 

-          Pene più severe e maggiori controlli per chi, non rispettando l’articolo 703 del codice penale sopracitato, faccia brillare materiale esplosivo di qualunque natura esso sia

-          Divieto di vendita di tale materiale se non direttamente a persone con licenza per il suo utilizzo

 

Motivazioni:

-          Nonostante l’articolo 703 del codice penale reciti 

“chiunque, senza la licenza dell’Autorità, in un luogo abitato o nelle adiacenze, o lungo una pubblica via o in direzione di essa, spara armi da fuoco, accende fuochi d’artificio, o lancia razzi, o innalza aerostati con fiamme o in genere, fa accensioni o esplosioni pericolose, è punito con l’ammenda fino a €103,00. Se il fatto è commesso in un luogo ove sia adunanza o concorso di persone, la pena è l’arresto fino ad un mese”,

in vari comuni della Sardegna, ogni giorno vengono sparati botti di varia natura; questi spesso sono in mano a bambini e utilizzati in piazze o altri luoghi dove sostano o transitano varie persone; inoltre è ormai una moda l’utilizzo di fiochi d’artificio per i compleanni, come lo sparo di piccole bombe perfino nel cuore della notte

-          per molti cittadini i botti sono diventati un vero incubo in quanto:

·         spaventano gli animali, compresi quelli domestici, portandoli a fuggire (se non impossibilitati) e talvolta muoiono di paura

·         spaventano le persone, in particolar modo cardiopatici e bambini autistici

·         possono ferire chi li utilizza (ogni anno non mancano anche i casi di bambini che restano gravemente danneggiati dai botti) e i malcapitati che si trovano a passare nelle vicinanze della deflagrazione

·         inquinano l’aria, e in un periodo come il nostro, dove si parla tanto della necessità di preservare l’ambiente, sembra veramente assurdo consentire l’utilizzo di materiale inquinante che non ha alcuna utilità necessaria

 

Conclusioni:

Molti comuni hanno già proibito il loro utilizzo tutto l’anno, come Parma, Chieti, Fidenza, Sassari etc; ma la Sardegna potrebbe essere la prima regione a fare qualcosa di concreto in tal senso, mostrando un grande senso di civiltà. Poiché però proibirli e punire i trasgressori con delle multe, non servirebbe perché sarebbe necessario un controllo da parte delle forze dell’ordine, troppo dispendioso in termini di personale, l’unico modo è proibirne anche la vendita.

Confidando nell’interesse della Regione per l’argomento e per i bisogni dei propri cittadini ormai esasperati dalle continue deflagrazioni, sottoscriviamo tale petizione da inviare a tutti gli organi competenti. 

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Maria Teresa DessìPromotore della petizione

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Il problema

visti:

-          l'articolo 50 della Costituzione della Repubblica italiana;

-          l'articolo 1 dello Statuto speciale per la Sardegna, di cui alla legge costituzionale 26 febbraio
1948, n. 3;

-          gli articoli 103 e 104 del Regolamento interno del Consiglio regionale della Sardegna

-          ed in particolare l’articolo 703 del Codice Penale

 

I sottoscritti,

Cittadini della Sardegna, chiedono: 

 

-          Pene più severe e maggiori controlli per chi, non rispettando l’articolo 703 del codice penale sopracitato, faccia brillare materiale esplosivo di qualunque natura esso sia

-          Divieto di vendita di tale materiale se non direttamente a persone con licenza per il suo utilizzo

 

Motivazioni:

-          Nonostante l’articolo 703 del codice penale reciti 

“chiunque, senza la licenza dell’Autorità, in un luogo abitato o nelle adiacenze, o lungo una pubblica via o in direzione di essa, spara armi da fuoco, accende fuochi d’artificio, o lancia razzi, o innalza aerostati con fiamme o in genere, fa accensioni o esplosioni pericolose, è punito con l’ammenda fino a €103,00. Se il fatto è commesso in un luogo ove sia adunanza o concorso di persone, la pena è l’arresto fino ad un mese”,

in vari comuni della Sardegna, ogni giorno vengono sparati botti di varia natura; questi spesso sono in mano a bambini e utilizzati in piazze o altri luoghi dove sostano o transitano varie persone; inoltre è ormai una moda l’utilizzo di fiochi d’artificio per i compleanni, come lo sparo di piccole bombe perfino nel cuore della notte

-          per molti cittadini i botti sono diventati un vero incubo in quanto:

·         spaventano gli animali, compresi quelli domestici, portandoli a fuggire (se non impossibilitati) e talvolta muoiono di paura

·         spaventano le persone, in particolar modo cardiopatici e bambini autistici

·         possono ferire chi li utilizza (ogni anno non mancano anche i casi di bambini che restano gravemente danneggiati dai botti) e i malcapitati che si trovano a passare nelle vicinanze della deflagrazione

·         inquinano l’aria, e in un periodo come il nostro, dove si parla tanto della necessità di preservare l’ambiente, sembra veramente assurdo consentire l’utilizzo di materiale inquinante che non ha alcuna utilità necessaria

 

Conclusioni:

Molti comuni hanno già proibito il loro utilizzo tutto l’anno, come Parma, Chieti, Fidenza, Sassari etc; ma la Sardegna potrebbe essere la prima regione a fare qualcosa di concreto in tal senso, mostrando un grande senso di civiltà. Poiché però proibirli e punire i trasgressori con delle multe, non servirebbe perché sarebbe necessario un controllo da parte delle forze dell’ordine, troppo dispendioso in termini di personale, l’unico modo è proibirne anche la vendita.

Confidando nell’interesse della Regione per l’argomento e per i bisogni dei propri cittadini ormai esasperati dalle continue deflagrazioni, sottoscriviamo tale petizione da inviare a tutti gli organi competenti. 

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Maria Teresa DessìPromotore della petizione

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Petizione creata in data 5 novembre 2023