Pesante accordo-ponte al 50% di Cigs per salvare Askanews. La vertenza non è finita

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Al Ministero del Lavoro è stato raggiunto un accordo ponte per traghettare l’agenzia di stampa Askanews fino al momento in cui rientrerà l’importante contratto con la Presidenza del Consiglio, evitando il ricorso paventato dall’azienda alla Cassa Integrazione unilaterale al 70%. Il Comitato di Redazione ringrazia tutti coloro che hanno firmato il nostro appello sostenendo la nostra battaglia, ma la strada per uscire dalla crisi resta lunga e la vertenza Askanews non è purtroppo finita. Lo dimostrano le parole del presidente del Cda Giuseppe Cornetto Bourlot che appena un giorno dopo la firma ha definito l'accordo sottoscritto una soluzione "temporanea, che presuppone risposte strutturali per far sì che l'azienda torni ad essere competitività nel lungo periodo".

Per questo i giornalisti dell’agenzia di stampa Askanews rinnovano l’appello al Parlamento appena eletto, alle forze politiche, alle istituzioni, ai sindacati nazionali, agli imprenditori affinché mantengano alta l’attenzione sulla nostra vicenda, per salvaguardare la storia, il presente di professionalità e qualità di un’agenzia che rappresenta una voce importante dell’informazione di base in Italia.

Siamo rimasti strangolati dalle lungaggini della gara sui servizi giornalistici avviata oltre 10 mesi fa dalla presidenza del Consiglio e ora la situazione resta critica. L’azienda aveva respinto tutte le soluzioni che, ancora una volta, con alto senso di responsabilità i giornalisti avevano proposto per affrontare le difficoltà e aveva deciso di andare avanti con la procedura di cassa integrazione unilaterale al 70%, prefigurando 58 esuberi tra i giornalisti, cioè due terzi della redazione. Un ultimo tentativo di mediazione ha dato un risultato.

L’accordo firmato consente per un tempo determinato all’agenzia di sopravvivere con un 50% di Cigs, in attesa del lotto del bando di gara per i servizi di agenzia della Presidenza del Consiglio. I giornalisti si sono presi ancora una volta la responsabilità di mantenere in piedi l’agenzia e si aspettano che nei prossimi spazi di trattativa anche il management e l’editore Luigi Abete facciano la loro parte.

Firmate il nostro appello, non lasciate che la voce di Askanews si spenga lentamente. #saveaskanews



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