Tredicesima solidale: un'iniziativa dal basso

0 hanno firmato. Arriviamo a 500.
Più firme aiuteranno questa petizione a ottenere una risposta da parte del decisore. Aiuta a portare questa petizione a 500 firme!
Iniziativa per una tredicesima solidale 2020 ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a chi ha un reddito stabile, coscienza civica e vuole rispondere al dovere di solidarietà (art.2 Cost)

Le diseguaglianze che caratterizzano da sempre il tessuto sociale del nostro Paese, e alle quali i diversi governi che si sono succeduti dal dopoguerra in poi non sono riusciti finora a porre rimedi strutturali (ad esempio intervenendo in modo drastico sulla piaga dell’evasione fiscale), appaiono drammaticamente in crescita. Molto si discute su persone e categorie più direttamente colpite dalla crisi economica e sociale generata dalla pandemia del Covid 19 e sulle misure adottate per combatterla, arginarla, circoscriverla, bloccarla. È certamente l’intero Paese a soffrire dei sacrifici e delle difficoltà quotidiane anche psicologiche (che riguardano soprattutto i più giovani e i più vecchi) e dell’incertezza sui tempi che, tra un’ondata e l’altra, si allungano sempre di più.

Ma è innegabile che il prezzo, in termini strettamente economici, sta gravando, e in modo crescente, sul mondo del lavoro non dipendente (dallo spettacolo alla cultura, dal turismo allo sport, fino alla ristorazione, alla piccola imprenditoria e al commercio, tanto ambulante che stanziale, con le mille attività connesse). E sta gravando ancora di più su tutto l’universo del lavoro fragile”, composto di lavoratrici e lavoratori precari, occasionali, stagionali, temporanei, autonomi, il cui “posto” di lavoro è travolto dalla crisi; e di tantissime lavoratrici e di tantissimi lavoratori “invisibili”, quelli “in nero”, che circolano nelle nostre città e campagne e non vengono più chiamati a svolgere questo o quel “lavoretto”. Le misure di sostegno, che con lodevole sforzo si sono adottate o si stanno adottando a livello statale, regionale o comunale, appaiono in molti casi largamente tardive e comunque insufficienti, perché non in grado di raggiungere, in modo capillare, l’intero mondo dei “nuovi poveri” da Covid 19.

L’attenzione è rivolta anche, ma in misura decisamente inferiore, alle “categorie non colpite” (delle quali si sa ben poco dal punto di vista quantitativo). Persone privilegiate, i cui redditi non sono stati toccati dalla crisi in corso. Si pensi non solo all’impiego fisso, pubblico e privato, di livello medio-alto o alto, ma anche all’ampio settore di chi gode, ad altro titolo, di entrate consistenti e regolari. Il tema di “garantiti e non garantiti” è ricorrente sui mezzi di comunicazione di massa e rischia di alimentare ulteriormente quella conflittualità sociale che riempie le strade e le piazze delle nostre città. Alcuni auspicano un intervento dall’alto. Noi subito, oggi, proponiamo un intervento dal basso, volontario, individuale, come testimonianza di quella responsabilità civile diffusa e di quel sentimento di unità che ancora recentemente il presidente Mattarella ha invocato.

Non sentono i piùfortunati l’imperativo morale di reagire in chiave solidaristica a questa situazione eccezionalmente grave? E di rispondere così a quel dovere inderogabile di solidarietà che l’art. 2 della Costituzione pone fra i valori fondanti della Repubblica? Chi è convinto che la risposta a questa domanda debba essere positiva, chi pensa che occorra entrare immediatamente in azione, chi (tra i più anziani) è intenzionato a estendere ad altri la consueta e diffusa solidarietà familiare (soprattutto verso figli e nipoti) potrebbe compiere un preciso gesto di solidarietà, particolarmente appropriato in questa fine d’anno. Tutti coloro che questo imperativo condividono potrebbero associarsi in un’iniziativa comune, politicamente rilevante, devolvendo a favore dei nuovi poveri una parte delle proprie entrate annuali (la “tredicesima” o almeno una sua parte). Non è difficile compiere un gesto veloce, diretto e concreto: basta un bonifico (o un qualsiasi altro tipo di versamento) destinato a una delle tante organizzazioni diffuse a livello nazionale o locale (oppure ai servizi sociali del proprio Comune di residenza) che garantiscono da sempre ascolto, vicinanza e assistenza quotidiana agli emarginati e alle persone in difficoltà. Ciascuno scelga liberamente l’organizzazione, che meglio conosce e di cui ha piena fiducia, alla quale indirizzare il proprio contributo.

Vi chiediamo di sottoscrivere con nome e cognome l’appello, indicando se volete:
1) la professione
2) l’organizzazione (o le organizzazioni) a cui intendete destinare il contributo (in questo modo sarà possibile dare maggiore visibilità a molte organizzazioni meritorie che sono poco conosciute a livello nazionale)

Promotori:
Aghina Ernesto (Torre Annunziata)
Alfieri Gabriella (Catania)
Allegretti Umberto (Cagliari)
Antonini Anna (San Gimignano)
Bambi Federigo (Firenze)
Banfi Emanuele (Milano)
Barsotti Vittoria (Firenze)
Bertolini Letizia (Pavia)
Bonomi Ilaria (Milano)
Brunori Maria Teresa (Firenze)
Calandrini Viviana Francesca (Firenze)
Cardinale Ugo (Torino)
Caretti Paolo (Firenze)
Cimino Francesca (Roma)
Coluccia Rosario (Lecce)
Condorelli Luigi (Firenze)
Conte Floriana (Foggia)
Crespellani Teresa (Cagliari)
De Siervo Ugo (Firenze)
Durante Vincenzo (Firenze)
Greco Pietro (Padova)
Le Divelec Serena (Firenze)
Levi Donata (Udine)
Librandi Rita (Napoli)
Maraschio Nicoletta (Firenze)
Renieri Alessandro (San Gimignano)
Sabatini Francesco (Roma)
Serianni Luca (Roma)
Sorace Domenico (Firenze)
Stefanelli Stefania (Firenze)
Varano Vincenzo (Firenze)
Villa Maria Luisa (Milano)
Zaccaria Roberto (Roma)

0 hanno firmato. Arriviamo a 500.
Più firme aiuteranno questa petizione a ottenere una risposta da parte del decisore. Aiuta a portare questa petizione a 500 firme!