Perché De Falco viene trasferito? Vogliamo conoscerne le ragioni #VeritàSuDeFalco

Il problema

Molti, come me, lo ricorderanno in quanto eroe: De Falco, il funzionario di guardia costiera che, nei giorni dopo il disastro Costa Concordia, era diventato un simbolo di responsabilità, in contrapposizione allo sconsiderato Schettino. 

Gregorio de Falco aveva infatti con particolare fermezza ordinato telefonicamente al capitano della nave colpita, Francesco Schettino, di tornare a bordo con l’equipaggio. 

Il naufragio della Costa Concordia, avvenuto il 13 gennaio 2012, sarà un evento che ci perseguiterà per molti anni ancora.

Il principale responsabile della morte di 32 innocenti - molti di essi coraggiosi che scelsero di non salire sulla scialuppa di salvataggio per dare priorità a bambini e anziani - è il comandante Francesco Schettino, ora a piede libero, talvolta immortalato a feste mondane e persino protagonista di interventi pubblici.

Ad oggi, mentre il relitto della nave viene demolito al porto di Genova e il processo a carico di Schettino è in corso a Grosseto, giunge la notizia che il capitano Gregorio De Falco subisce un trasferimento a funzioni amministrative.

Il responsabile del drammatico naufragio – costato milioni di euro e 32 vite umane, è a piede libero; chi in quel momento cercava di prendere provvedimenti per il drammatico incidente, subisce un trasferimento.

Che messaggio stiamo dando al Paese? Perché chi commette reati è a piede libero e chi è onesto e responsabile subisce un’ingiustizia simile?

Ci auguriamo che dietro alla scelta del trasferimento ci siano ragioni ben fondate e responsabili. Vista la situazione però, pretendiamo davvero di conoscerle.

Ministro Lupi, chiediamo esser messi al corrente  della ragione di questa scelta.

Ivan Vadori, giornalista

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Ivan VadoriPromotore della petizioneGiornalista. Regista del documentario “La voce di Impastato”. Il lavoro si snoda lungo l'inchiesta che cerca di fare luce proprio sul collegamento tra l’omicidio di Alcamo Marina e l’assassinio dell'attivista di Cinisi. L'indagine procede attraverso video-interviste ai maggiori conoscitori della vicenda Impastato e a persone vicine e care a Peppino: dal giornalista di “La Repubblica” Salvo Palazzolo, al magistrato Gian Carlo Caselli, al sociologo Nando Dalla Chiesa, alla giornalista de “il Fatto Quotidiano” Antonella Mascali, al presidente di “Radio 100 Passi” Danilo Sulis, al fratello di Peppino Giovanni Impastato, al presidente di “Libera” Don Ciotti, al magistrato Franca Imbergamo, allo scrittore Carlo Lucarelli, al co-autore di “Radio Aut” Salvo Vitale. Il docufilm di Ivan Vadori racconta la tenacia e la determinazione di Peppino Impastato nel suo impegno nella lotta alla mafia e per la ricerca della verità.
Vittoria confermata
Questa petizione ha creato un cambiamento con 44.756 sostenitori!

Il problema

Molti, come me, lo ricorderanno in quanto eroe: De Falco, il funzionario di guardia costiera che, nei giorni dopo il disastro Costa Concordia, era diventato un simbolo di responsabilità, in contrapposizione allo sconsiderato Schettino. 

Gregorio de Falco aveva infatti con particolare fermezza ordinato telefonicamente al capitano della nave colpita, Francesco Schettino, di tornare a bordo con l’equipaggio. 

Il naufragio della Costa Concordia, avvenuto il 13 gennaio 2012, sarà un evento che ci perseguiterà per molti anni ancora.

Il principale responsabile della morte di 32 innocenti - molti di essi coraggiosi che scelsero di non salire sulla scialuppa di salvataggio per dare priorità a bambini e anziani - è il comandante Francesco Schettino, ora a piede libero, talvolta immortalato a feste mondane e persino protagonista di interventi pubblici.

Ad oggi, mentre il relitto della nave viene demolito al porto di Genova e il processo a carico di Schettino è in corso a Grosseto, giunge la notizia che il capitano Gregorio De Falco subisce un trasferimento a funzioni amministrative.

Il responsabile del drammatico naufragio – costato milioni di euro e 32 vite umane, è a piede libero; chi in quel momento cercava di prendere provvedimenti per il drammatico incidente, subisce un trasferimento.

Che messaggio stiamo dando al Paese? Perché chi commette reati è a piede libero e chi è onesto e responsabile subisce un’ingiustizia simile?

Ci auguriamo che dietro alla scelta del trasferimento ci siano ragioni ben fondate e responsabili. Vista la situazione però, pretendiamo davvero di conoscerle.

Ministro Lupi, chiediamo esser messi al corrente  della ragione di questa scelta.

Ivan Vadori, giornalista

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Ivan VadoriPromotore della petizioneGiornalista. Regista del documentario “La voce di Impastato”. Il lavoro si snoda lungo l'inchiesta che cerca di fare luce proprio sul collegamento tra l’omicidio di Alcamo Marina e l’assassinio dell'attivista di Cinisi. L'indagine procede attraverso video-interviste ai maggiori conoscitori della vicenda Impastato e a persone vicine e care a Peppino: dal giornalista di “La Repubblica” Salvo Palazzolo, al magistrato Gian Carlo Caselli, al sociologo Nando Dalla Chiesa, alla giornalista de “il Fatto Quotidiano” Antonella Mascali, al presidente di “Radio 100 Passi” Danilo Sulis, al fratello di Peppino Giovanni Impastato, al presidente di “Libera” Don Ciotti, al magistrato Franca Imbergamo, allo scrittore Carlo Lucarelli, al co-autore di “Radio Aut” Salvo Vitale. Il docufilm di Ivan Vadori racconta la tenacia e la determinazione di Peppino Impastato nel suo impegno nella lotta alla mafia e per la ricerca della verità.

I decisori

Maurizio Lupi
Maurizio Lupi
Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti

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