PER UNA CULTURA PUBBLICA, ACCESSIBILE, GRATUITA

PER UNA CULTURA PUBBLICA, ACCESSIBILE, GRATUITA

Firmatari recenti
Paolo Bignami e altri 16 hanno firmato di recente.

Il problema

Siamo le persone che lavorano nei musei e nelle biblioteche del Comune di Bologna, luoghi pubblici, di tutte e tutti.
Con il nostro lavoro quotidiano il patrimonio culturale di Bologna è custodito, valorizzato, promosso, reso accessibile alla collettività e tramandato, nella sua ricchezza, alle future generazioni.
Oggi, purtroppo, per le scelte dell’attuale Amministrazione questo futuro è incerto.
Nuovi grandi spazi sono stati annunciati senza chiarire i progetti culturali che li hanno generati e i modelli di gestione che verranno applicati, mentre musei e biblioteche subiscono una lenta e continua erosione di risorse e personale.
Siamo ogni anno sempre meno e le collaboratrici e i collaboratori esterni, che lavorano insieme a noi da anni, soprattutto nelle biblioteche vivono quotidianamente l'incertezza dell'assegnazione di ore a causa di budget troppo spesso soggetti ad aggiustamenti di bilancio che scongiurino le conseguenze di un appalto sottodimensionato rispetto al fabbisogno.
Alcune sedi di musei e biblioteche sono in condizioni critiche: manca la manutenzione necessaria per garantire la loro sicurezza e talune cadono letteralmente a pezzi. In questo allarmante panorama, al contempo nascono e si rafforzano legami con Fondazioni private che vengono sostenute con fondi pubblici e alle quali si chiede, e si chiederà sempre più, di subentrare nelle nostre realtà, generando lo stravolgimento del senso di comunità costruito nel tempo grazie al lavoro delle persone che con competenza, sapere e professionalità hanno garantito fino a oggi la tutela di ciò che
caratterizza l’anima di Bologna: i beni artistici, archeologici, storici e librari.
Mettere in dialogo ogni giorno visitatrici e visitatori di ogni età con opere d’arte, libri o strumenti musicali, innescare relazioni, favorire la massima accessibilità sociale, fisica e culturale, sono l’espressione tangibile dell’amore per il nostro lavoro che, soprattutto in questo momento storico, ci rende fiere e fieri. Vorremmo essere messi in condizione di continuare a farlo, poiché il valore sociale e pubblico della cultura si traduce nella
crescita del benessere collettivo.

I numeri del 2024 ci raccontano che nei musei comunali i visitatori sono aumentati del 42%, nelle biblioteche 1,6 milioni di persone hanno usufruito dei servizi, con oltre 700mila prestiti, in netto aumento rispetto all'anno precedente. Dati virtuosi che però non sono stati accompagnati dalla crescita delle risorse: assistiamo a un progressivo taglio del budget per gli acquisti di libri, attrezzature, iniziative culturali e attività didattiche e la promessa di assumere 150 persone si è concretizzata nella delusione di sole 41 assunzioni (16 nei musei, 25 nelle biblioteche).

Al Comune di Bologna chiediamo assunzioni per musei e biblioteche; domandiamo di respingere la cessione a Fondazioni di parti o servizi fondamentali delle nostre strutture; di combattere ogni forma di precarizzazione e di attivarsi per garantire la presenza stabile di quei saperi fondanti e necessari per una corretta gestione del patrimonio
culturale. Conservatori, restauratori, bibliotecari, professionisti della didattica e della comunicazione devono essere figure strutturate negli staff delle nostre realtà e non essere soggette al selvaggio turnover delle gare d’appalto.
Chiediamo meno “progetti pilota”, più servizi e un maggiore e reale nostro coinvolgimento nei processi di decisione e scelta delle politiche culturali.

Per affermare tutto questo a gran voce e per rendere partecipi voi tutte e tutti di quello che sta accadendo al patrimonio a noi comune, oggi abbiamo scelto di fare uno “sciopero ribelle”, al contrario, lavorando.
Vi racconteremo quanto sta accadendo attraverso le storie delle personalità che hanno reso Bologna una grande città.
Se anche a voi sta a cuore il nostro patrimonio culturale, firmate questa petizione
Stateci accanto, perché il nostro lavoro difende il patrimonio culturale di tutte e tutti voi.

Le lavoratrici e i lavoratori di musei e biblioteche comunali in stato di agitazione

avatar of the starter
PubblicaMente CulturaPromotore della petizione

4532

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Il problema

Siamo le persone che lavorano nei musei e nelle biblioteche del Comune di Bologna, luoghi pubblici, di tutte e tutti.
Con il nostro lavoro quotidiano il patrimonio culturale di Bologna è custodito, valorizzato, promosso, reso accessibile alla collettività e tramandato, nella sua ricchezza, alle future generazioni.
Oggi, purtroppo, per le scelte dell’attuale Amministrazione questo futuro è incerto.
Nuovi grandi spazi sono stati annunciati senza chiarire i progetti culturali che li hanno generati e i modelli di gestione che verranno applicati, mentre musei e biblioteche subiscono una lenta e continua erosione di risorse e personale.
Siamo ogni anno sempre meno e le collaboratrici e i collaboratori esterni, che lavorano insieme a noi da anni, soprattutto nelle biblioteche vivono quotidianamente l'incertezza dell'assegnazione di ore a causa di budget troppo spesso soggetti ad aggiustamenti di bilancio che scongiurino le conseguenze di un appalto sottodimensionato rispetto al fabbisogno.
Alcune sedi di musei e biblioteche sono in condizioni critiche: manca la manutenzione necessaria per garantire la loro sicurezza e talune cadono letteralmente a pezzi. In questo allarmante panorama, al contempo nascono e si rafforzano legami con Fondazioni private che vengono sostenute con fondi pubblici e alle quali si chiede, e si chiederà sempre più, di subentrare nelle nostre realtà, generando lo stravolgimento del senso di comunità costruito nel tempo grazie al lavoro delle persone che con competenza, sapere e professionalità hanno garantito fino a oggi la tutela di ciò che
caratterizza l’anima di Bologna: i beni artistici, archeologici, storici e librari.
Mettere in dialogo ogni giorno visitatrici e visitatori di ogni età con opere d’arte, libri o strumenti musicali, innescare relazioni, favorire la massima accessibilità sociale, fisica e culturale, sono l’espressione tangibile dell’amore per il nostro lavoro che, soprattutto in questo momento storico, ci rende fiere e fieri. Vorremmo essere messi in condizione di continuare a farlo, poiché il valore sociale e pubblico della cultura si traduce nella
crescita del benessere collettivo.

I numeri del 2024 ci raccontano che nei musei comunali i visitatori sono aumentati del 42%, nelle biblioteche 1,6 milioni di persone hanno usufruito dei servizi, con oltre 700mila prestiti, in netto aumento rispetto all'anno precedente. Dati virtuosi che però non sono stati accompagnati dalla crescita delle risorse: assistiamo a un progressivo taglio del budget per gli acquisti di libri, attrezzature, iniziative culturali e attività didattiche e la promessa di assumere 150 persone si è concretizzata nella delusione di sole 41 assunzioni (16 nei musei, 25 nelle biblioteche).

Al Comune di Bologna chiediamo assunzioni per musei e biblioteche; domandiamo di respingere la cessione a Fondazioni di parti o servizi fondamentali delle nostre strutture; di combattere ogni forma di precarizzazione e di attivarsi per garantire la presenza stabile di quei saperi fondanti e necessari per una corretta gestione del patrimonio
culturale. Conservatori, restauratori, bibliotecari, professionisti della didattica e della comunicazione devono essere figure strutturate negli staff delle nostre realtà e non essere soggette al selvaggio turnover delle gare d’appalto.
Chiediamo meno “progetti pilota”, più servizi e un maggiore e reale nostro coinvolgimento nei processi di decisione e scelta delle politiche culturali.

Per affermare tutto questo a gran voce e per rendere partecipi voi tutte e tutti di quello che sta accadendo al patrimonio a noi comune, oggi abbiamo scelto di fare uno “sciopero ribelle”, al contrario, lavorando.
Vi racconteremo quanto sta accadendo attraverso le storie delle personalità che hanno reso Bologna una grande città.
Se anche a voi sta a cuore il nostro patrimonio culturale, firmate questa petizione
Stateci accanto, perché il nostro lavoro difende il patrimonio culturale di tutte e tutti voi.

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Petizione creata in data 12 aprile 2025