Per un governo della sostenibilità - APPELLO alle forze politiche

Il problema

APPELLO ALLE FORZE POLITICHE

Un governo della sostenibilità

per fronteggiare le sfide sociali, economiche, ambientali

L’alternativa al ricorso anticipato alle urne non può consistere in un governo di breve durata. La situazione richiede un governo di legislatura autorevole e determinato a guidare il Paese sulla giusta rotta nelle acque che si preannunciano burrascose, dei prossimi quattro anni.

Stiamo entrando in una nuova grande recessione globale, aggravata sia dalla guerra commerciale sia dalla crisi della domanda interna conseguente ad una prolungata fase di compressione dei salari. Serve un governo deciso a praticare politiche anticicliche per attutire gli effetti economici e sociali della nuova crisi globale. Capace di risposte tangibili per frenare e invertite la tendenza all’impoverimento della classe media, dei ceti lavoratori e popolari. Un esecutivo che dimostri di cogliere con i fatti la sfida del cambiamento con un progetto di riscatto, di sviluppo, di speranza per il Paese in un quadro di solidarietà e di discussione franca dei problemi in sede europea.

Un governo che sappia ripartire dalla questione sociale nei nuovi e complessi termini in cui essa si presenta ma che sono evidenti nella loro gravità (disuguaglianze, povertà, lavoro). Un governo che sappia fare un forte investimento sul fatto che i rimedi allo stato di disagio profondo e dilagante in cui versa la classe media e l’agenda dello sviluppo sostenibile non possano che incrociarsi in modo proficuo, contribuendo a definire un piano per il Paese di ampio respiro con adeguati investimenti: dalla messa in sicurezza dei territori e degli edifici dai rischi sismici e idrogeologici alla progettazione di infrastrutture ecosostenibili, dalla transizione energetica al sostegno alla ricerca scientifica e all’innovazione, dalla scuola alla sanità. Urge un programma di governo che riaffermi, anche attraverso un tangibile allentamento della stretta fiscale secondo il criterio di progressività e con la lotta all’evasione, il primato della crescita sostenibile su quello del contenimento dell’inflazione che in questi anni ha finito per provocare una deflazione permanente - che ha fatto aumentare le disuguaglianze sociali e fra territori, facendo riemergere la questione meridionale - e che si configura come tra le principali cause dell’esplosione dei populismi.

Un governo capace di portare una tale svolta nelle sedi istituzionali dell’Unione Europea, facendo leva sul fatto che l’apertura di un nuovo ciclo economico espansivo costituisce una priorità per tutti i Paesi membri (nessuno è più immune dalla recessione) nonché la condizione imprescindibile per il rilancio del progetto europeo, il quale esige – pena la perdita di credibilità - la definizione di una data certa per la messa in comune del debito, preludio e fondamento dello stato unitario federale europeo.

Un governo preferibilmente guidato da una figura autorevole di solide relazioni comunitarie e internazionali e allo stesso tempo con profonda conoscenza delle dinamiche sociali ed economiche che percorrono il nostro variegato Paese, e consapevole del ruolo strategico dei corpi intermedi.

Un governo dagli obiettivi ambiziosi destinato a durare per il tempo rimanente della legislatura all’insegna della sostenibilità come chiave per rispondere alle grandi questioni sociale, economica ed ambientale.

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Agenda DomaniPromotore della petizione
Questa petizione aveva 93 sostenitori

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Un governo della sostenibilità

per fronteggiare le sfide sociali, economiche, ambientali

L’alternativa al ricorso anticipato alle urne non può consistere in un governo di breve durata. La situazione richiede un governo di legislatura autorevole e determinato a guidare il Paese sulla giusta rotta nelle acque che si preannunciano burrascose, dei prossimi quattro anni.

Stiamo entrando in una nuova grande recessione globale, aggravata sia dalla guerra commerciale sia dalla crisi della domanda interna conseguente ad una prolungata fase di compressione dei salari. Serve un governo deciso a praticare politiche anticicliche per attutire gli effetti economici e sociali della nuova crisi globale. Capace di risposte tangibili per frenare e invertite la tendenza all’impoverimento della classe media, dei ceti lavoratori e popolari. Un esecutivo che dimostri di cogliere con i fatti la sfida del cambiamento con un progetto di riscatto, di sviluppo, di speranza per il Paese in un quadro di solidarietà e di discussione franca dei problemi in sede europea.

Un governo che sappia ripartire dalla questione sociale nei nuovi e complessi termini in cui essa si presenta ma che sono evidenti nella loro gravità (disuguaglianze, povertà, lavoro). Un governo che sappia fare un forte investimento sul fatto che i rimedi allo stato di disagio profondo e dilagante in cui versa la classe media e l’agenda dello sviluppo sostenibile non possano che incrociarsi in modo proficuo, contribuendo a definire un piano per il Paese di ampio respiro con adeguati investimenti: dalla messa in sicurezza dei territori e degli edifici dai rischi sismici e idrogeologici alla progettazione di infrastrutture ecosostenibili, dalla transizione energetica al sostegno alla ricerca scientifica e all’innovazione, dalla scuola alla sanità. Urge un programma di governo che riaffermi, anche attraverso un tangibile allentamento della stretta fiscale secondo il criterio di progressività e con la lotta all’evasione, il primato della crescita sostenibile su quello del contenimento dell’inflazione che in questi anni ha finito per provocare una deflazione permanente - che ha fatto aumentare le disuguaglianze sociali e fra territori, facendo riemergere la questione meridionale - e che si configura come tra le principali cause dell’esplosione dei populismi.

Un governo capace di portare una tale svolta nelle sedi istituzionali dell’Unione Europea, facendo leva sul fatto che l’apertura di un nuovo ciclo economico espansivo costituisce una priorità per tutti i Paesi membri (nessuno è più immune dalla recessione) nonché la condizione imprescindibile per il rilancio del progetto europeo, il quale esige – pena la perdita di credibilità - la definizione di una data certa per la messa in comune del debito, preludio e fondamento dello stato unitario federale europeo.

Un governo preferibilmente guidato da una figura autorevole di solide relazioni comunitarie e internazionali e allo stesso tempo con profonda conoscenza delle dinamiche sociali ed economiche che percorrono il nostro variegato Paese, e consapevole del ruolo strategico dei corpi intermedi.

Un governo dagli obiettivi ambiziosi destinato a durare per il tempo rimanente della legislatura all’insegna della sostenibilità come chiave per rispondere alle grandi questioni sociale, economica ed ambientale.

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Petizione creata in data 23 agosto 2019