PER LOCAZIONI A CANONE CONCORDATO E ABOLIZIONE DEL DIVIETO DI DETENERE ANIMALI DOMESTICI


PER LOCAZIONI A CANONE CONCORDATO E ABOLIZIONE DEL DIVIETO DI DETENERE ANIMALI DOMESTICI
Il problema
PROBLEMA AFFITTI “CARI E INTROVABILI”.
FIRMA PER UNA MAGGIORE DISPONIBILITA’ DI LOCAZIONI A CANONE CONCORDATO E ABOLIZIONE DEL DIVIETO DI DETENERE ANIMALI DOMESTICI.
Negli ultimi anni è aumentato il numero di cittadini italiani che non riescono ad accedere ad una casa, sia in affitto che in proprietà, a causa del calo del potere d'acquisto e dell'aumento dei prezzi delle abitazioni. Famiglie a reddito medio-basso, giovani coppie, anziani e single inseriti nel mondo del lavoro sono particolarmente colpiti da questa crisi. La scarsità di case a costi accessibili e il continuo aumento degli affitti alimenta le disuguaglianze sociali, rendendo il diritto alla casa un problema di sopravvivenza per una parte crescente della popolazione. La situazione è aggravata dall'espansione del mercato degli affitti brevi per il turismo, soprattutto nelle grandi città, che ha ridotto l'offerta locativa unitamente al divieto, spesso da parte dei proprietari, di affittare a chi detiene un animale domestico (NO ANIMALI). Il sistema di edilizia residenziale pubblica e sociale è insufficiente rispetto alla domanda, posizionandosi ben al di sotto in termini di alloggi disponibili per le fasce più fragili. Le misure necessarie per affrontare la crescente emergenza abitativa in Italia, garantendo un diritto fondamentale alla casa per tutti i cittadini, sono diverse.
Anzitutto una proposta è quella di tutelare il diritto alla casa inserendolo nella Costituzione italiana, con una modifica all'articolo 47, che permetterebbe di affrontare la povertà abitativa come un diritto fondamentale, promuovendo misure integrate per garantire accesso alla casa e sostenere l'istruzione, la formazione e l'occupazione. Inoltre, occorre riportare la gestione delle politiche abitative dalle Regioni al controllo dello Stato, con una riforma costituzionale che restituisca allo Stato la potestà legislativa in materia con un Ministero per la casa, pari a quello presente in altri Paesi europei, dotato di ampia autonomia finanziaria, per dare avvio a un piano pluriennale di edilizia popolare.
Altre proposte riguardano l’istituzione di un Fondo di garanzia per facilitare l'accesso alla locazione, offrendo una garanzia statale per i cittadini in difficoltà; la revisione del fondo per gli inquilini morosi incolpevoli, per fornire un sostegno economico mirato a chi non può più pagare l'affitto; il ritorno all’equo canone, abolito dalla legge n. 431 del 9 dicembre 1998; la possibilità di affittare solo a canone concordato con durata 3+2 invece che al tradizionale canone libero che ha provocato prezzi fuori ogni logica; il divieto al locatore di vietare a un locatario di prendere e tenere con sé uno o più animali domestici estendendo ai locatori quanto previsto dalla riforma del codice civile del 2012 con la quale i condomini non possono vietare a chi vive nella palazzina di tenere animali. Giova ricordare che i giudici italiani, hanno più volte considerato il rapporto tra l'uomo e gli animali d'affezione come uno degli aspetti in cui si estrinseca e realizza la personalità umana, di tal guisa rientrando nell'alveo di protezione dell'art. 2 della Costituzione.
Infine soprattutto utilizzo degli extraprofitti degli Operatori immobiliari e dei privati, che si sono arricchiti speculando col canone libero, da destinare a immobili di edilizia sociale.
Occorre altresì prevedere forme di incentivi, come la riduzione del 50% dell’Imu, per gli immobili destinati ad affitti residenziali e l’aumento dell’80% della stessa IMU per gli immobili residenziali di proprietà tenuti liberi/sfitti, escludendo dal calcolo una eventuale seconda casa per nucleo familiare.
DESTINATARIO: Alla VIII Commissione parlamentare Ambiente-Territorio_Lavori Pubblici
2271
Il problema
PROBLEMA AFFITTI “CARI E INTROVABILI”.
FIRMA PER UNA MAGGIORE DISPONIBILITA’ DI LOCAZIONI A CANONE CONCORDATO E ABOLIZIONE DEL DIVIETO DI DETENERE ANIMALI DOMESTICI.
Negli ultimi anni è aumentato il numero di cittadini italiani che non riescono ad accedere ad una casa, sia in affitto che in proprietà, a causa del calo del potere d'acquisto e dell'aumento dei prezzi delle abitazioni. Famiglie a reddito medio-basso, giovani coppie, anziani e single inseriti nel mondo del lavoro sono particolarmente colpiti da questa crisi. La scarsità di case a costi accessibili e il continuo aumento degli affitti alimenta le disuguaglianze sociali, rendendo il diritto alla casa un problema di sopravvivenza per una parte crescente della popolazione. La situazione è aggravata dall'espansione del mercato degli affitti brevi per il turismo, soprattutto nelle grandi città, che ha ridotto l'offerta locativa unitamente al divieto, spesso da parte dei proprietari, di affittare a chi detiene un animale domestico (NO ANIMALI). Il sistema di edilizia residenziale pubblica e sociale è insufficiente rispetto alla domanda, posizionandosi ben al di sotto in termini di alloggi disponibili per le fasce più fragili. Le misure necessarie per affrontare la crescente emergenza abitativa in Italia, garantendo un diritto fondamentale alla casa per tutti i cittadini, sono diverse.
Anzitutto una proposta è quella di tutelare il diritto alla casa inserendolo nella Costituzione italiana, con una modifica all'articolo 47, che permetterebbe di affrontare la povertà abitativa come un diritto fondamentale, promuovendo misure integrate per garantire accesso alla casa e sostenere l'istruzione, la formazione e l'occupazione. Inoltre, occorre riportare la gestione delle politiche abitative dalle Regioni al controllo dello Stato, con una riforma costituzionale che restituisca allo Stato la potestà legislativa in materia con un Ministero per la casa, pari a quello presente in altri Paesi europei, dotato di ampia autonomia finanziaria, per dare avvio a un piano pluriennale di edilizia popolare.
Altre proposte riguardano l’istituzione di un Fondo di garanzia per facilitare l'accesso alla locazione, offrendo una garanzia statale per i cittadini in difficoltà; la revisione del fondo per gli inquilini morosi incolpevoli, per fornire un sostegno economico mirato a chi non può più pagare l'affitto; il ritorno all’equo canone, abolito dalla legge n. 431 del 9 dicembre 1998; la possibilità di affittare solo a canone concordato con durata 3+2 invece che al tradizionale canone libero che ha provocato prezzi fuori ogni logica; il divieto al locatore di vietare a un locatario di prendere e tenere con sé uno o più animali domestici estendendo ai locatori quanto previsto dalla riforma del codice civile del 2012 con la quale i condomini non possono vietare a chi vive nella palazzina di tenere animali. Giova ricordare che i giudici italiani, hanno più volte considerato il rapporto tra l'uomo e gli animali d'affezione come uno degli aspetti in cui si estrinseca e realizza la personalità umana, di tal guisa rientrando nell'alveo di protezione dell'art. 2 della Costituzione.
Infine soprattutto utilizzo degli extraprofitti degli Operatori immobiliari e dei privati, che si sono arricchiti speculando col canone libero, da destinare a immobili di edilizia sociale.
Occorre altresì prevedere forme di incentivi, come la riduzione del 50% dell’Imu, per gli immobili destinati ad affitti residenziali e l’aumento dell’80% della stessa IMU per gli immobili residenziali di proprietà tenuti liberi/sfitti, escludendo dal calcolo una eventuale seconda casa per nucleo familiare.
DESTINATARIO: Alla VIII Commissione parlamentare Ambiente-Territorio_Lavori Pubblici
2271
I decisori
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Petizione creata in data 2 ottobre 2024