Per la riapertura della Biblioteca e dell'Archivio della GNAMC di Roma

Il problema

 

Onorevole Ministro Giuli,

Le scriviamo per portare alla Sua attenzione la grave situazione che si è venuta a creare dopo la chiusura al pubblico nel luglio del 2024 della Biblioteca e degli Archivi della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, a causa di “urgenti e improcrastinabili lavori di adeguamento impiantistico e normativo”. A oggi, tuttavia, a quanto ci consta, i lavori non sono stati avviati, né è stata indicata una data di fine. Per noi, per le studentesse e gli studenti dei nostri corsi, e per le studiose e gli studiosi tutti, italiani e non, la chiusura di risorse così importanti e preziose costituisce un grave vulnus all’attività di ricerca e formazione, per le storiche e gli storici dell’arte dentro e fuori il nostro Paese.

Oltre alla biblioteca, che è una delle pochissime a Roma in grado di offrire alla consultazione i cataloghi delle più recenti mostre internazionali, gli archivi della galleria sono una risorsa di eccezionale rilevanza, unica al mondo. L’Archivio Bio-iconografico conserva lo spoglio della rassegna stampa dal 1946 al 2010, ed è strumento indispensabile per ricostruire le vicende dell’arte in Italia negli ultimi ottant’anni. I fondi storici, che grazie alle recenti acquisizioni (acquisti, comodati, donazioni) sono oggi cinquantotto, conservano documenti inediti di artisti, critici, galleristi che hanno segnato le sorti dell’arte nel nostro Paese. 

Dal 1946, anno della prima apertura al pubblico della Biblioteca della Galleria, non si era mai verificata una chiusura totale e a tempo indeterminato: anche quando essa fu sottoposta a un radicale intervento di rinnovamento da parte di Costantino Dardi, fu sempre garantita la consultazione in spazi alternativi a quelli deputati.

Lo scontento della comunità scientifica cresce perché studentesse e studenti, studiose e studiosi vedono le loro ricerche bloccate, e non sanno quando potranno riprendere, perché quelle della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea sono risorse insostituibili. Nel deprecare la chiusura, il 10 febbraio la Consulta Universitaria Nazionale di Storia dell’Arte chiedeva alla Direttrice architetta Renata Cristina Mazzantini un incontro, ma non ha avuto risposte.

Ritenendo la chiusura degli archivi e della biblioteca della GNAMC un danno alla funzione istituzionale della Galleria, che è anche quella di offrire formazione e sviluppo della ricerca, siamo a chiederLe un Suo intervento affinché venga ripristinata subito la consultazione degli Archivi e della Biblioteca della GNAMC, negli spazi che la Direttrice riterrà opportuno concedere.

 

Ringraziandola per l’attenzione che vorrà portare alla nostra richiesta, siamo disponibili a un incontro per illustrare le esigenze della comunità scientifica che rappresentiamo.

 

In attesa di un cortese riscontro, inviamo i nostri migliori saluti

 

La Consulta Universitaria per la Storia dell'Arte

 

 

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Il problema

 

Onorevole Ministro Giuli,

Le scriviamo per portare alla Sua attenzione la grave situazione che si è venuta a creare dopo la chiusura al pubblico nel luglio del 2024 della Biblioteca e degli Archivi della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, a causa di “urgenti e improcrastinabili lavori di adeguamento impiantistico e normativo”. A oggi, tuttavia, a quanto ci consta, i lavori non sono stati avviati, né è stata indicata una data di fine. Per noi, per le studentesse e gli studenti dei nostri corsi, e per le studiose e gli studiosi tutti, italiani e non, la chiusura di risorse così importanti e preziose costituisce un grave vulnus all’attività di ricerca e formazione, per le storiche e gli storici dell’arte dentro e fuori il nostro Paese.

Oltre alla biblioteca, che è una delle pochissime a Roma in grado di offrire alla consultazione i cataloghi delle più recenti mostre internazionali, gli archivi della galleria sono una risorsa di eccezionale rilevanza, unica al mondo. L’Archivio Bio-iconografico conserva lo spoglio della rassegna stampa dal 1946 al 2010, ed è strumento indispensabile per ricostruire le vicende dell’arte in Italia negli ultimi ottant’anni. I fondi storici, che grazie alle recenti acquisizioni (acquisti, comodati, donazioni) sono oggi cinquantotto, conservano documenti inediti di artisti, critici, galleristi che hanno segnato le sorti dell’arte nel nostro Paese. 

Dal 1946, anno della prima apertura al pubblico della Biblioteca della Galleria, non si era mai verificata una chiusura totale e a tempo indeterminato: anche quando essa fu sottoposta a un radicale intervento di rinnovamento da parte di Costantino Dardi, fu sempre garantita la consultazione in spazi alternativi a quelli deputati.

Lo scontento della comunità scientifica cresce perché studentesse e studenti, studiose e studiosi vedono le loro ricerche bloccate, e non sanno quando potranno riprendere, perché quelle della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea sono risorse insostituibili. Nel deprecare la chiusura, il 10 febbraio la Consulta Universitaria Nazionale di Storia dell’Arte chiedeva alla Direttrice architetta Renata Cristina Mazzantini un incontro, ma non ha avuto risposte.

Ritenendo la chiusura degli archivi e della biblioteca della GNAMC un danno alla funzione istituzionale della Galleria, che è anche quella di offrire formazione e sviluppo della ricerca, siamo a chiederLe un Suo intervento affinché venga ripristinata subito la consultazione degli Archivi e della Biblioteca della GNAMC, negli spazi che la Direttrice riterrà opportuno concedere.

 

Ringraziandola per l’attenzione che vorrà portare alla nostra richiesta, siamo disponibili a un incontro per illustrare le esigenze della comunità scientifica che rappresentiamo.

 

In attesa di un cortese riscontro, inviamo i nostri migliori saluti

 

La Consulta Universitaria per la Storia dell'Arte

 

 

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