PETIZIONE CHIUSA

Per il rilancio della Ricerca Pubblica!

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Per il rilancio della Ricerca Pubblica!

La Ricerca Pubblica è uno strumento fondamentale per lo sviluppo economico e culturale del nostro paese. Essa, infatti, rappresenta l'unica vera possibilità per rilanciare le attività di innovazione e trasferimento tecnologico, a loro volta necessarie per stimolare la ripresa
dell'economia italiana e per la creazione di nuovi posti di lavoro. Il finanziamento pubblico della ricerca non può quindi essere considerato alla stregua di una spesa, ma va invece visto come un investimento, una scelta strategica.

La Ricerca Pubblica andrebbe finanziata adeguatamente, per portarla ai livelli delle nazioni con le quali l'Italia si trova a competere, allineandosi così agli obiettivi strategici dell’Unione Europea, che raccomandano un incremento degli investimenti in sviluppo e ricerca fino al 3% del PIL entro il 2020[1]. Un adeguato investimento permetterebbe inoltre ai ricercatori italiani di incrementare la loro partecipazione ai programmi Europei. La forte competizione per l’accesso a queste risorse richiede infatti il rafforzamento dei singoli ricercatori e dei gruppi di ricerca anche attraverso la realizzazione di attività preliminari e progetti nazionali.

Al Governo e al Parlamento Italiano chiediamo dunque di:

1) adottare ogni misura necessaria per favorire il reclutamento dei giovani ricercatori attraverso procedure rigorose e trasparenti, arginando la "fuga dei cervelli e delle idee", predisponendo un piano straordinario di assunzioni e avviando finalmente una programmazione regolare delle assunzioni negli Enti Pubblici di Ricerca (EPR) con criteri prefissati e stabili;

2) aumentare il finanziamento ordinario degli EPR, non solo per garantirne il funzionamento basilare, ma anche per supportare i ricercatori nello sviluppo di idee nuove, nello svolgimento di attività preliminari e nella dimostrazione di fattibilità indispensabili per ottenere finanziamenti attraverso la partecipazione a bandi competitivi italiani ed europei. Lo sviluppo di queste condizioni potrà inoltre migliorare l'indice di attrattività dell'Italia per i ricercatori stranieri e gli scambi internazionali;

3) riformare la logica dei progetti premiali e di ogni altro schema di finanziamento assegnato con meccanismo di tipo "top-down", in contrasto con quanto riportato nella Carta Europea dei Ricercatori, sostituendoli con finanziamenti assegnati attraverso bandi competitivi aperti a proposte progettuali da valutare attraverso procedure trasparenti ex ante ed ex post.

Il decreto legislativo recante le norme di semplificazione delle attività degli enti pubblici di ricerca ai sensi dell'articolo 13 della legge 7 agosto 2015, n. 124, meglio noto come “Decreto Madia”, in discussione da pochi giorni alle Camere, coglie l'importanza di ridurre la burocrazia e semplificare le procedure amministrative nell'attività di ricerca, in questo andando incontro alle esigenze di flessibilità e responsabilità del ricercatore, e contribuendo quindi a migliorare le condizioni per lo svolgimento delle attività ed anche di attrattività degli Enti.

Alcuni articoli del Decreto, tuttavia, sono in palese contrasto con il raggiungimento dei tre obiettivi ritenuti indispensabili dalla comunità scientifica, e segnatamente con l’obiettivo ultimo del Decreto stesso.

Di tali articoli richiediamo dunque una profonda revisione, in particolare:

-L’ art.5 comma 3, che istituisce un “[..]fondo destinato al finanziamento premiale dei Piani di attività o di specifici programmi e progetti, anche congiunti, proposti dagli Enti vigilati dal Ministero dell’istruzione dell’università e della ricerca, ripartito con decreto del Ministro che ne fissa altresì i criteri, modalità e termini per l’assegnazione”, andrebbe modificato in coerenza con l’art. 2 comma 1, che richiama al ruolo centrale dei ricercatori nelle fasi decisionali e di programmazione della ricerca, come stabilito nella Carta Europea dei ricercatori: “[…]fondo destinato al finanziamento di programmi e progetti proposti dai ricercatori degli Enti vigilati dal Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca in risposta a specifici bandi per il rafforzamento delle attività di ricerca, ripartito con decreto del Ministro che ne fissa altresì i criteri, modalità e termini per l’assegnazione in coerenza con quanto riportato all’art.2 comma 1 e sempre previa valutazione comparativa.” L’entità del fondo andrebbe indicata coerentemente con le modifiche proposte al comma successivo.

-L’ art.5 comma 4, che trasferisce una quota fissa del Fondo Ordinario degli Enti per coprire gli oneri derivanti dal comma 3, va modificato eliminando tale trasferimento e individuando il capitolo più appropriato del bilancio dello Stato da cui attingere per la creazione del fondo di cui al comma 3.

- L’ art. 8 comma 6 prevede un vincolo per le spese del personale fissato all'80% del contributo per il funzionamento assegnato dallo Stato (FOE), vincolo di per sé ragionevole ma da applicarsi esclusivamente previo l’aumento del FOE stesso, e con criteri di gradualità, tenendo ben presente che in alcuni EPR, come il Consiglio Nazionale delle Ricerche, i tagli pregressi al FOE non consentirebbero ad oggi alcun tipo di reclutamento e rinnovamento dei ricercatori.

Primi firmatari:

Vito Mocella, Ricercatore CNR, Consigliere di Amministrazione CNR 

Patrizia Lavia, Dirigente di Ricerca CNR

Bruno Buongiorno Nardelli, Ricercatore CNR

Fabrizio Ricci, Ricercatore associato CNR

Lorenzo Crocco, Primo Ricercatore CNR

Umberto Amato, Dirigente di ricerca, CNR

Alessio De Francesco, Ricercatore CNR

Mario Guarracino, Ricercatore CNR

Alessandra Conversi, Primo Ricercatore, CNR

Valentina Presutti, Ricercatrice, CNR

Maurizio Polemio, Ricercatore CNR

Paola Di Leo, Ricercatore CNR

Ferdinando Formisano, Ricercatore CNR

Italia de Feis, Ricercatore CNR

Luca De Stefano, Primo Ricercatore CNR

Sabino Maggi, Primo Ricercatore CNR

  
[1] European Commission, Taking stock of the Europe 2020 strategy for smart, sustainable and inclusive growth, COM(2014) 130 final, Brussels, 2014 (p. 12).



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