Per il diritto di cittadinanza allo studio del linguaggio audiovisivo nelle scuole

Il problema

In un tempo in cui il cinema come arte e linguaggio rischia di essere ridotto a semplice prodotto da piattaforma, insieme a un gruppo di autori e a Daniele Vicari (il cui libro Il cinema l’immortale ha ispirato alcune di queste riflessioni) abbiamo sentito l’urgenza di rivendicare la dignità culturale e formativa del cinema e la sua centralità come mestiere dell’immaginario.

Il SalinaDocFest si fa promotore di questa riflessione attraverso un’azione concreta: una lettera aperta-manifesto da sottoporre a istituzioni scolastiche e culturali, per chiedere l’introduzione dello studio del linguaggio audiovisivo come materia obbligatoria nelle scuole italiane.

1. Il tempo dell’immagine

Viviamo nel tempo dell’immagine. Le nuove generazioni nascono e crescono immerse in un flusso costante di contenuti audiovisivi: video, film, serie, social media. L’immaginario collettivo si forma davanti a uno schermo. Eppure la scuola continua a ignorare sistematicamente il linguaggio delle immagini, come se non fosse parte integrante della nostra cultura e della nostra realtà. Questo scarto è diventato insostenibile.

2. Il Cinema come Linguaggio, non solo mercato

Il cinema è da sempre una forma espressiva capace di costruire immaginari alternativi. Non si tratta solo di difendere la sala o l’esperienza collettiva della visione, ma di proteggere il cinema come linguaggio autonomo, in grado di interpretare il presente e di produrre visioni del possibile, anche e soprattutto in opposizione all’omologazione mediatica globale. La tecnologia cambia, ma l’urgenza espressiva di senso resta. Dobbiamo affermare che il cinema è cultura, conoscenza, gesto sociale e politico.

3. Il Diritto allo Studio del Linguaggio Audiovisivo

Se nel passato alfabetizzarsi voleva dire imparare a leggere e scrivere parole, oggi essere cittadini consapevoli significa saper leggere, interpretare e creare immagini. L’alfabetizzazione visiva non è un lusso: è un diritto. Ed è tempo che la scuola italiana lo riconosca.

4. Un nuovo Immaginario per un’altra educazione

Se lo stomaco tende a rigettare i cibi indigesti, gli occhi tendono a ripetere le immagini moleste: in un’epoca saturata da immagini, lo studio del linguaggio audiovisivo può diventare un atto di autodifesa culturale, un modo per decifrare, smontare, ricostruire. Il cinema, nella sua essenza poetica e artigianale, offre ai giovani non solo uno strumento per comprendere il mondo, ma anche per immaginarne uno nuovo.

5. Il cinema come mestiere dell’immaginario

La difesa del cinema non è solo difesa del “film”, ma del suo fare: scrivere, inquadrare, montare, musicare, sonorizzare, recitare, scenografare. Il mestiere del cinema vive nella pratica di chi accende la luce giusta, trova la nota perfetta, costruisce una scena credibile. È un lavoro collettivo, ma creativo; antico e modernissimo. E oggi, nel tempo dell’intelligenza artificiale e dell’autogenerazione delle immagini, è ancora più urgente preservare il capitale umano del cinema, le sue competenze, il suo valore formativo e simbolico.

6. Il documentarista come eroe del futuro

In un’epoca in cui la fiction genera direttamente la realtà sostituendosi al referente e la regia a distanza rischia di cancellare l’esperienza effettiva del set cinematografico, il documentarista assume un nuovo ruolo centrale: è colui che cammina, incontra, osserva, racconta, riportando alla luce storie dimenticate, territori marginali, persone invisibili. Lontano dalla virtualità, restituisce realtà e ne fa esperienza condivisa.

7. Il documentario come Erlebnis 

Nella scuola il documentario ha un ruolo specifico e potente. Porta il mondo in classe, favorisce l’acquisizione di una grammatica affettiva dei sentimenti, attraverso temi come la sessualità, la fluidità di genere, la depressione, il rapporto padri e figli. In un sistema scolastico che ambisce a formare persone oltre che cittadini, il documentario si configura come strumento educativo privilegiato, capace di restituire ai giovani il senso della Erlebnis o “esperienza vissuta” (Walter Benjamin) 

8. Le Eolie come “Isole del Cinema”

Il Manifesto SDF 2025 è un progetto che guarda lontano: fare delle Eolie, dove realizzarono i loro capolavori cineasti di fama mondiale come Rossellini, Antonioni, De Seta, i fratelli Taviani, e oggi Nolan per la sua nuova Odissea, un laboratorio permanente di cinema. Un luogo dove studiare e insegnare i mestieri del cinema, dove formare giovani provenienti da ogni parte del mondo, dove imparare a costruire miti e visioni.

9. Conclusione: una Lettera aperta con raccolta di firme di tutti i cittadini

Data l’eterogeneità del mondo cinematografico italiano, più che un manifesto si propone una lettera aperta rivolta al Ministero dell’Istruzione e della Cultura, per chiedere il riconoscimento ufficiale del linguaggio audiovisivo come materia scolastica fondamentale. Una proposta che nasce da un’urgenza culturale, educativa e politica. Perché le immagini, se non le domini, ti dominano. E perché il cinema, oggi più che mai, deve tornare a essere una scuola di pensiero, di sogno e di libertà.

Giovanna Taviani e il SalinaDocFest.

In collaborazione con G.B. Palumbo & C. Editore.           

Il Manifesto sarà presentato ufficialmente durante la XIX Edizione del SalinaDocFest in programma dal 15 al 20 luglio. In questa occasione, sarà lanciata la raccolta firme nazionale e successivamente trasmessa da G.B. Palumbo & C. Editore a una rete di docenti e dirigenti scolastici.

L’iniziativa sarà aperta fino al 30 dicembre 2025, per poi essere presentata nel corso del 2026 all’attenzione del Ministero dell'Istruzione e del Merito e del Ministero della Cultura.

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Giovanna Taviani - SalinaDocFestPromotore della petizioneFestival internazionale del documentario narrativo

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Il problema

In un tempo in cui il cinema come arte e linguaggio rischia di essere ridotto a semplice prodotto da piattaforma, insieme a un gruppo di autori e a Daniele Vicari (il cui libro Il cinema l’immortale ha ispirato alcune di queste riflessioni) abbiamo sentito l’urgenza di rivendicare la dignità culturale e formativa del cinema e la sua centralità come mestiere dell’immaginario.

Il SalinaDocFest si fa promotore di questa riflessione attraverso un’azione concreta: una lettera aperta-manifesto da sottoporre a istituzioni scolastiche e culturali, per chiedere l’introduzione dello studio del linguaggio audiovisivo come materia obbligatoria nelle scuole italiane.

1. Il tempo dell’immagine

Viviamo nel tempo dell’immagine. Le nuove generazioni nascono e crescono immerse in un flusso costante di contenuti audiovisivi: video, film, serie, social media. L’immaginario collettivo si forma davanti a uno schermo. Eppure la scuola continua a ignorare sistematicamente il linguaggio delle immagini, come se non fosse parte integrante della nostra cultura e della nostra realtà. Questo scarto è diventato insostenibile.

2. Il Cinema come Linguaggio, non solo mercato

Il cinema è da sempre una forma espressiva capace di costruire immaginari alternativi. Non si tratta solo di difendere la sala o l’esperienza collettiva della visione, ma di proteggere il cinema come linguaggio autonomo, in grado di interpretare il presente e di produrre visioni del possibile, anche e soprattutto in opposizione all’omologazione mediatica globale. La tecnologia cambia, ma l’urgenza espressiva di senso resta. Dobbiamo affermare che il cinema è cultura, conoscenza, gesto sociale e politico.

3. Il Diritto allo Studio del Linguaggio Audiovisivo

Se nel passato alfabetizzarsi voleva dire imparare a leggere e scrivere parole, oggi essere cittadini consapevoli significa saper leggere, interpretare e creare immagini. L’alfabetizzazione visiva non è un lusso: è un diritto. Ed è tempo che la scuola italiana lo riconosca.

4. Un nuovo Immaginario per un’altra educazione

Se lo stomaco tende a rigettare i cibi indigesti, gli occhi tendono a ripetere le immagini moleste: in un’epoca saturata da immagini, lo studio del linguaggio audiovisivo può diventare un atto di autodifesa culturale, un modo per decifrare, smontare, ricostruire. Il cinema, nella sua essenza poetica e artigianale, offre ai giovani non solo uno strumento per comprendere il mondo, ma anche per immaginarne uno nuovo.

5. Il cinema come mestiere dell’immaginario

La difesa del cinema non è solo difesa del “film”, ma del suo fare: scrivere, inquadrare, montare, musicare, sonorizzare, recitare, scenografare. Il mestiere del cinema vive nella pratica di chi accende la luce giusta, trova la nota perfetta, costruisce una scena credibile. È un lavoro collettivo, ma creativo; antico e modernissimo. E oggi, nel tempo dell’intelligenza artificiale e dell’autogenerazione delle immagini, è ancora più urgente preservare il capitale umano del cinema, le sue competenze, il suo valore formativo e simbolico.

6. Il documentarista come eroe del futuro

In un’epoca in cui la fiction genera direttamente la realtà sostituendosi al referente e la regia a distanza rischia di cancellare l’esperienza effettiva del set cinematografico, il documentarista assume un nuovo ruolo centrale: è colui che cammina, incontra, osserva, racconta, riportando alla luce storie dimenticate, territori marginali, persone invisibili. Lontano dalla virtualità, restituisce realtà e ne fa esperienza condivisa.

7. Il documentario come Erlebnis 

Nella scuola il documentario ha un ruolo specifico e potente. Porta il mondo in classe, favorisce l’acquisizione di una grammatica affettiva dei sentimenti, attraverso temi come la sessualità, la fluidità di genere, la depressione, il rapporto padri e figli. In un sistema scolastico che ambisce a formare persone oltre che cittadini, il documentario si configura come strumento educativo privilegiato, capace di restituire ai giovani il senso della Erlebnis o “esperienza vissuta” (Walter Benjamin) 

8. Le Eolie come “Isole del Cinema”

Il Manifesto SDF 2025 è un progetto che guarda lontano: fare delle Eolie, dove realizzarono i loro capolavori cineasti di fama mondiale come Rossellini, Antonioni, De Seta, i fratelli Taviani, e oggi Nolan per la sua nuova Odissea, un laboratorio permanente di cinema. Un luogo dove studiare e insegnare i mestieri del cinema, dove formare giovani provenienti da ogni parte del mondo, dove imparare a costruire miti e visioni.

9. Conclusione: una Lettera aperta con raccolta di firme di tutti i cittadini

Data l’eterogeneità del mondo cinematografico italiano, più che un manifesto si propone una lettera aperta rivolta al Ministero dell’Istruzione e della Cultura, per chiedere il riconoscimento ufficiale del linguaggio audiovisivo come materia scolastica fondamentale. Una proposta che nasce da un’urgenza culturale, educativa e politica. Perché le immagini, se non le domini, ti dominano. E perché il cinema, oggi più che mai, deve tornare a essere una scuola di pensiero, di sogno e di libertà.

Giovanna Taviani e il SalinaDocFest.

In collaborazione con G.B. Palumbo & C. Editore.           

Il Manifesto sarà presentato ufficialmente durante la XIX Edizione del SalinaDocFest in programma dal 15 al 20 luglio. In questa occasione, sarà lanciata la raccolta firme nazionale e successivamente trasmessa da G.B. Palumbo & C. Editore a una rete di docenti e dirigenti scolastici.

L’iniziativa sarà aperta fino al 30 dicembre 2025, per poi essere presentata nel corso del 2026 all’attenzione del Ministero dell'Istruzione e del Merito e del Ministero della Cultura.

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Giovanna Taviani - SalinaDocFestPromotore della petizioneFestival internazionale del documentario narrativo

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