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No ad un Presidente della Repubblica che ha lavorato per banche speculative


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Il nuovo Parlamento dimostri che rappresenta i cittadini e non gli squali della finanza.
I partiti dichiarino apertamente che chi ha favorito la svendita dell’Italia lavorando con le grandi banche speculative non potrà salire ai vertici delle istituzioni.

Chi fa parte del sistema che ha saccheggiato il nostro Paese come potrebbe diventare Presidente della Repubblica? Si apre adesso la partita più grossa: l’elezione del prossimo Capo dello Stato.
Finora i nomi che girano sono tutti di quei signori autorevolissimi che a partire dagli anni Novanta sono passati dalle istituzioni repubblicane alle grandi banche speculative, e viceversa.

Per non parlare della speculazione che ha messo in ginocchio l’Italia dal 2011 in poi. Le grosse banche internazionali, forti dei fondi infiniti forniti dalle banche centrali, promuovono il mercato per indebolire gli Stati: mentre esigono l’austerità dalla gente, sanno di poter godere del privilegio del salvataggio pubblico quando i loro investimenti speculativi vanno male.

E’ la filosofia dell’iperliberismo, della scuola di Chicago che favorisce i grandi capitali privati a scapito del bene comune.
 
Il nuovo Parlamento dimostri che rappresenta i cittadini e non gli squali della finanza.

I partiti dichiarino apertamente che chi ha favorito la svendita dell’Italia lavorando con le grandi banche speculative non potrà salire ai vertici delle istituzioni

Per ogni nome si possono rintracciare legami ed esperienze con il mondo finanziario, questi sono solo alcuni dei nomi che circolano:

Mario Draghi, un curriculum eclettico: dal 1993 al 2001 è Presidente del Comitato Privatizzazioni, era direttore del Tesoro quando fu abolita la separazione bancaria, vicepresidente di Goldman Sachs, membro del Club dei 30, attuale Governatore della BCE.

Giuliano Amato, tra i suoi più recenti impegni ricordiamo che è  senior advisor di Deutsche Bank in Italia.

Romano Prodi, anch’egli vanta la “collaborazione” con una delle più importanti banche d’affari del mondo: la Goldman Sachs.
Quanto scrisse il direttore Ambrose Evans-Pritchard del “The Telegraph” venne ripreso dal CorSera: Perche’ ci occupiamo tanto di Prodi, e per chi vuole rimandiamo direttamente all’articolo:
http://www.telegraph.co.uk/finance/markets/2809685/Italians-claim-country-run-by-Goldman-Sachs.html

Mario Monti, International Advisory nel ’93-94 di Groupe Paribas e Bank Austria, nel periodo 1980-1994 è nel cda di Banca Commerciale Italiana e Assicurazioni Generali (stranamente le informazioni sul suo cv sono spezzettate nei diversi siti, a questo link p.e.), il sito della Bocconi lo indica quale International Advisory di Goldman Sachs, vanta anche la presidenza della Trilateral Europe. Goldman Sachs e Trilateral propongono la filosofia della scuola di Chicago rappresentata entusiasticamente in Italia da Emma Bonino e dai radicali.
http://nobigbanks.it/2013/02/25/nobigbanks-sfida-i-partiti-fuori-la-grande-finanza-dal-quirinale/

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