Actualización de la peticiónHome Food - Approvazione DDL S.1271 del 27/02/2014Cronistoria dell'Home Restaurant in Italia

Home Restaurant
3 oct 2016
Approfittiamo dell'invito a sostenere la nostra nuova petizione contro la nuova legge, per ricapitolare l'evoluzione dell'Home Restaurant in Italia
[ firma la nuova petizione qui: https://www.change.org/p/commissione-attività-produttive-parlamento-italiano-legge-home-restaurant ]
L'HOME RESTAURANT IN ITALIA
Gli HOME RESTAURANT hanno iniziato ad affacciarsi nella realtà della sharing economy italiana, piano piano, da un paio d'anni a questa parte, seguendo l'onda mondiale.
Immediatamente la FIPE, Federazione Italiana Pubblici Esercizi, l’associazione che difende gli interessi dei ristoratori, ne ha bloccato lo sviluppo riuscendo ad ottenere un parere dal Ministero dello Sviluppo Economico che li ha equiparati ai ristoranti, richiedendo le identiche regolamentazioni (impossibili da attuare a casa propria vedi *nota* in fondo all'articolo).
http://www.homerestaurant.com/docs/parere-mise.pdf
Sull'onda del parere, non vincolante, del ministero sono state erogate delle sanzioni anche per migliaia di euro, la cui pubblicità ha scoraggiato la diffusione dell'Home Restaurant in Italia.
Abbiamo richiesto una legge che regolamentasse chiaramente l'Home restaurant, ne sono state presentate 4, tutte più o meno valide.
http://www.homerestaurant.com/docs/HomeRestaurant-ConfrontoLeggi.pdf
Il 25 settembre 2016 la Commissione Parlamentare per le Attività Produttive le ha riunite in una sola con dei limiti che di fatto impediranno la diffusione dell’Home Restaurant in Italia, dato che l’85% degli interessati ha dichiarato che se questa legge passerà, rinuncerà all’apertura.
Qui la nuova proposta di legge:
http://www.homerestaurant.com/docs/LeggeHR1234.pdf
Qui trovate il sondaggio da cui si evince che la nuova legge abbatterà dell'85% il numero di aperture di Home Restaurant in Italia:
https://www.facebook.com/groups/homerestaurantitalia/
La proposta di legge prevede l'obbligo di acquisire i pagamenti esclusivamente in modalità elettronica, imposizione che nessun'altra attività ha, e di acquisire tali pagamenti esclusivamente tramite delle piattaforme web. In sostanza un Home Restaurant non potrà mai operare in autonomia, con il passaparola o con un proprio sito web e gli sarà fatto divieto di percepire denaro in contanti o direttamente.
Anche i limiti di numero di coperti consentiti sono minimi, 1,3 al giorno di media, per un massimo di 500 all'anno.
Questa è a nostro avviso una una legge che va contro il buon senso e contro le sentenze del TAR che dicono che non si possono discriminare singole categorie di attività (come i B&B, ad esempio) imponendo loro obblighi che non esistono in nessun'altra categoria. Una legge, infine, che va contro l'indirizzo dell'Europa, la quale ha detto chiaramente che nel settore della sharing economy, in cui ricadono senza dubbio tanto il B&B che l'Home Restaurant, dovrebbe essere VIETATO VIETARE!
Per questo motivo stiamo sostenendo una petizione da presentare a tutti gli estensori della legge attuale per convincerli ad eliminare i limiti più restrittivi, che impedirebbero l'85% delle aperture di Home Restaurant previste.
Firmate la petizione qui:
https://www.change.org/p/commissione-attività-produttive-parlamento-italiano-legge-home-restaurant
*** FAQ HOME RESTAURANT ***
COS'È L'HOME RESTAURANT
È la possibilità di cucinare a casa propria per chi voglia assaggiare i propri piatti, dietro pagamento di un corrispettivo.
L'HOME RESTAURANT È CONCORRENZA SLEALE NEI CONFRONTI DEI RISTORANTI?
Il numero di visitatori che andrà in Home Restaurant non intaccherà minimamente il pubblico che va nei ristoranti. Ma sì, può essere considerata un'attività concorrente, per quanto di certo non sleale. Il successo di un'economia liberista, come la nostra, si basa sull'iniziativa privata e la concorrenza è il motore che la muove. Bloccare la concorrenza per legge è un limite e un danno allo sviluppo economico del Paese.
PERCHÉ ALLORA I RISTORANTI DEVONO SOTTOSTARE A REGOLE STRINGENTI E AI CONTROLLI SANITARI E GLI HOME RESTAURANT NO?
Perché sono regole che riguardano solo i "pubblici esercizi" e i ristoranti lo sono, mentre casa propria no.
Per pubblico esercizio s’intende, ai sensi della legge italiana, un locale aperto al pubblico in cui si svolga un'attività di impresa avente come oggetto la prestazione di servizi al pubblico.
Il carattere di “pubblicità” di un esercizio, intesa come condizione di fruibilità del locale è dato dalla possibilità concreta per chiunque di accedervi liberamente e di poter fruire dei servizi erogati.
Casa propria non è accessibile pubblicamente; la porta non è aperta a chiunque, ma è sempre ben chiusa a chiave. Ne consegue banalmente che non è un "Pubblico esercizio" e non deve sottostare ai controlli che tali esercizi necessitano per operare.
Un Home Restaurant non accoglie infatti "avventori" casuali, bensì accetta di ricevere visitatori consapevoli, dietro loro espressa richiesta.
Il fatto che non siano obbligati a sottomettersi per legge a determinate regole, non significa che gli Home Restaurant non le vogliano. La totalità di chi vuole aprire un Home Restaurant è disposto a prendere il certificato HACCP o un'assicurazione.
ALLORA ANDARE IN HOME RESTAURANT CI ESPONE AL RISCHIO DI INTOSSICAZIONI ALIMENTARI?
Non più che a casa propria, e questo rischio è nettamente inferiore al rischio di prendersi un'intossicazione in ristorante. Anzi, secondo i numeri stessi della FIPE, possiamo calcolare che il rischio di prendersi un'intossicazione al ristorante è il doppio rispetto al rischio di prendere un'intossicazione a casa. In entrambi i casi il rischio è minimo. (* vedi in fondo all'articolo).
GLI HOME RESTAURANT PAGHEREBBERO LE TASSE?
Certo. Qualsiasi attività deve pagare le tasse, tutte, al superamento di un certo reddito minimo. Ecco come, nel caso dell'Home Restaurant.
L'attività di Home restaurant è un'attività saltuaria d'impresa.
Il reddito derivante dall'attività, da iscrivere nel QUADRO RL DEL MODELLO UNICO, viene calcolato sottraendo dal totale delle ricevute emesse la somma delle spese documentate.
- L'Homer (l'esercente l'attività di Home restaurant) deve rilasciare ai clienti una ricevuta (vedi fac-simile http://www.homerestaurant.com/docs/ricevuta-fiscale-home-restaurant.pdf).
- Spese documentate: fatture per acquisto carne / pesce / formaggi / salumi / bevande / ecc… impiegate nell'attività di Home Restaurant.
- Dichiarazione dei redditi: Quadro RL modello UNICO (redditi derivanti da attività occasionale commerciale
- CORRISPETTIVI (SOMMA DELLE RICEVUTE EMESSE) - SPESE DOCUMENTATE = REDDITO DA TASSARE
- CONTRIBUTI PREVIDENZIALI INPS: fino a quando l'attività si mantiene saltuaria non esiste obbligo di versamento contributi previdenziali;
N.B.: nel caso in cui l'attività da saltuaria diventa abituale (al superamento dei 5000 Euro / anno di reddito) occorre richiedere l'attribuzione della partita IVA ed iscriversi all'INPS gestione commercio. Fino al raggiungimento dei 30.000 Euro di reddito / annuo è previsto un regime agevolato di tassazione e di inps.
NOTE
* REQUISITI PER APRIRE UN HOME RESTAURANT RICHIESTI A COLORO CHE FANNO RICHIESTA CON SCIA AL COMUNE, BASANDOSI SUL PARERE DEL MINISTERO
- possedere l'abilitazione SAB (ex REC) ottenibile frequentando l'omonimo corso (Somministrazione Alimenti e Bevande) del costo all'incirca di 600/800 euro. Il corso viene effettuato da enti provinciali o comunali o enti privati da questi ultimi appaltati. Ha una durata di circa 100 ore con esame finale.
Il corso è facoltativo se si ha lavorato come dipendente per almeno due anni negli ultimi cinque nel settore della ristorazione e se si possiede un diploma di scuola alberghiera o equipollente.
- idoneità del locale (presenza di bagno interno ad uso dei clienti, bagno interno ad uso dei dipendenti, condizione acustica)
- piano HACCP, sostituisce il vecchio libretto sanitario ed è necessario che non solo il proprietario, ma anche tutte le maestranze seguano il relativo corso dove si viene eruditi sulle corrette procedure per il trattamento, la preparazione, la manipolazione e la somministrazione di cibi e bevande.
- redazione piano di autocontrollo da inviare all'ASL o all'ente sanitario preposto nel comune riportante: 1) dati aziendali e caratteristiche dei prodotti che si intende servire 2) elencare di possedere i prerequisiti strutturali necessari e le modalità operative che devono essere garantite per produrre alimenti sicuri ed integri. 3) il piano HACCP di cui sopra.
- l’Idoneità Sanitaria del locale. Verificare che l'impianto idrico, l'eventuale canna fumaria, il trattamento rifiuti, la distanza minima tra cucina e sala, l'impianto elettrico siano a norma in base alle specifiche richieste dall'ASL locale. L'ASL farà un controllo per verificare che quanto sopra riportato sia a norma e solo dopo rilascerà l'idoneità sanitaria.
Autorizzazioni e Adempimenti fiscali
- Apertura partita IVA in forma individuale (costo € 400 circa) o costituzione di una società (di persone o di capitali (costo dai 1.500 ai 3.000 euro)
- Iscrizione all'ente INPS
- Iscrizione all'INAIL
- Presentazione della SCIA (segnalazione certificata di inizio attività) al Comune in cui si decide di avviare il ristorante. E' un modulo di autocertificazione ritirabile presso lo Sportello Unico per le Attività Produttive che dovrà essere compilato e inviato appunto al municipio almeno 30 giorni prima l'apertura del locale.
- Comunicazione Unica da inviare telematicamente alla Camera di commercio. Per ulteriori dettagli leggi: Comunicazione unica
Licenza commerciale da richiedere all'ufficio del Commercio del Comune indicando se si è proprietari del locale o locatari nel cui caso si dovrà procedere alla registrazione del contratto d'affitto negli uffici del Registro.
- Iscrizione al CONAI (consorzio nazionale imballaggi) € 5,16.
Comunicazione all'agenzia delle dogane l'eventuale vendita di alcolici nel locale. (€ 16 per la marca da bollo).
- Autorizzazione all'esposizione insegna da comunicare al Comune con relativa tassa annuale da pagare in base alle caratteristiche dell'insegna.
- Se desiderate diffondere musica nel locale dovrete versare quanto richiesto dalla SIAE per i diritti d'autore.
- Per tutti gli adempimenti fiscali riportati sopra è sempre opportuno appoggiarsi ad un commercialista che vi possa fornire una consulenza precisa e puntuale a riguardo ed espletare le relative pratiche. Costo annuale indicativo: dai 1.000 ai 3.000 euro.
Se non ci sono intoppi e va tutto liscio hai già speso dalle 4.000 alle 6.000 euro.
INTOSSICAZIONI ALIMENTARI IN HOME RESTAURANT?
AL RISTORANTE SI RISCHIA IL DOPPIO.
Fatto 10 Euro il costo medio di un pasto consumato fuori, considerati i dati FIPE del 2015, che ci indicano che in quell'anno sono stati spesi 76 miliardi per mangiare fuori casa, considerati il numero di pasti serviti in casa (60 milioni a pranzo e 60 milioni a cena al giorno), possiamo calcolare (*) che la percentuale di pasti consumati a casa in un anno sono 36,2 miliardi, contro i 7,6 miliardi di quelli consumati fuori casa.
35.000 è il numero medio di tossinfezioni registrati un un anno in Italia e consideriamo il caso peggiore delle statistiche FIPE, ovvero che il 70% di esse si verifichi in famiglia e il 30% nei canali della ristorazione.
La conclusione è che la probabilità di prendersi un'infezione al RISTORANTE è doppia rispetto a quella di prendersela in FAMIGLIA.
Probabilità comunque minima in entrambi i casi: 1 su 723.000 al ristorante, 1 su 1.477.551 in famiglia.
Numeri presi da:
* Fipe, cresce la voglia di mangiare fuori casa. In un anno spesi 76 miliardi
http://www.repubblica.it/economia/rapporti/osserva-italia/stili-di-vita/2015/10/26/news/fipe_cresce_la_voglia_di_mangiare_fuori_casa_in_un_anno_spesi_76_miliardi-125920139/
* Fipe - Audizione Camera del 16/01/2016
http://www.fipe.it/comunicazione/note-per-la-stampa/item/4237-fipe-al-parlamento-gli-home-restaurant-sono-una-distorsione-del-mercato-senza-controlli-a-rischio-igiene-e-salute.html
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