PETIZIONE CHIUSA

Per un modello energetico distribuito, per un mondo senza nucleare.

Questa petizione aveva 43 sostenitori


La crisi economica globale originata dal crollo finanziario del 2008, coi devastanti effetti occupazionali e sociali purtroppo ben noti nel nostro Paese, si è andata a sovrapporre alla crisi globale dell’ambiente, che ha nel cambiamento del clima il suo più attuale e drammatico riferimento.
Il coincidere di queste crisi avrebbe dovuto rimettere in discussione dalle fondamenta il modello di sviluppo, dal quale entrambe sono state generate, per muoversi con determinazione verso una tante volte evocata riconversione ecologica dell’economia e della società, attraverso una transizione difficile ma possibile.
In questa direzione si è espressa la maggioranza degli italiani solo due anni fa. Con la vittoria dei referendum sull’acqua pubblica e contro il nucleare, si è aperta una prospettiva che va anche oltre l’importanza indiscutibile delle due questioni, ancora aperte nella traduzione della volontà popolare in atti e leggi definitive: si è posto il problema della salvaguardia di alcuni “beni comuni” e “nuovi diritti”, che non possono essere governati solo dalle logiche del mercato.
Oggi questa battaglia deve continuare: analogamente alla ripubblicizzazione dell’acqua, che sta proseguendo con un articolato movimento dal basso, è necessario farla definitivamente finita col nucleare, in Italia e in Europa, anche introducendo una gestione trasparente e sicura (ad oggi non garantita dalla società deputata, Sogin) delle scorie, degli impianti e di quanto resta del ciclo nucleare.
Tuttavia non possiamo limitarci solo a questi importanti temi. Iniziative molto più corpose e propositive devono essere intraprese per effettuare il passaggio ad un nuovo modello di sviluppo. Parte significativa della transizione sarebbe compiuta se si imboccasse con decisione la strada dell’economia dei beni durevoli e sostenibili, in particolare nel settore energetico. L’attuale modo di produrre e consumare energia, con oltre l’80% di ricorso ai combustibili fossili su scala mondiale, è il massimo responsabile dell’incremento delle emissioni di CO2 e della sua concentrazione in atmosfera, alla base, appunto, dello sconvolgimento climatico.
Proprio per far fronte a questa situazione, che la rivista Nature denunciava nel 2012 come: “non è stata mai così grave”, la UE, dopo la convenzione di Aarhus, sui diritti alla giustizia ambientale, lanciò nel 2007 la strategia dei tre 20% al 2020, obiettivi vincolanti per i Paesi aderenti. Oggi in Europa, le road map e gli scenari in discussione vanno oltre le politiche del pacchetto “20 – 20 – 20” e chiedono obiettivi vincolanti al 2030 sulle emissioni di gas serra e sull’ energia: il taglio del 55% delle emissioni, rispetto al 1990; il contributo delle fonti rinnovabili al 45%; ulteriori misure di efficienza energetica per contenere la crescita dei consumi puntando alla completa “decarbonizzazione”, almeno della produzione elettrica, al 2050.
Dopo i referendum, non sentendosela di riproporre per la terza volta il nucleare, il governo Monti ha proposto, per di più a “tempo scaduto”, una Strategia Energetica Nazionale (SEN), che è stata per il momento assunta anche dal governo Letta. Ancora una volta, come in tutti i Piani Energetici Nazionali che si succedettero nel secolo scorso, la SEN rispecchia gli interessi aziendali dell’ENI e dell’Enel e dei finanziatori delle infrastrutture (gasdotti, depositi etc.), rispettivamente con il via libera alle trivellazioni per il petrolio, anche offshore, con la progettazione di facilities per il gas e con la promozione del carbone come alimentazione delle centrali termoelettriche. I colossali interessi di grandi gruppi prevalgono su quelli del Paese, dell’ambiente e della salute dei cittadini.
La proposta che la SEN fa poi dell’Italia come “hub” europeo del gas, non ha alcun assenso in sede UE – ogni Paese avendo una sua politica energetica raccordata solo parzialmente con gli altri –, e rivela la sua totale inconsistenza a fronte del nuovo ruolo che gli Stati Uniti stanno esplicitamente assumendo come leader mondiale per il gas, ottenuto nel loro sottosuolo tramite nuove tecnologie, soprattutto il “fracking”.
Ancora, in accoglimento delle lamentele, soprattutto degli operatori elettrici di Assoelettrica, per la competizione finalmente aperta nel settore elettrico dalle fonti rinnovabili, la SEN, col compiacente concorso dell’AEEG, ignora la gradualità con la quale vanno ridotti, sicuramente, gli incentivi (e sconfitte le speculazioni), deprimendo così gravemente uno dei pochi settori a forte sviluppo. L’Italia nel 2011 era stata la massima installatrice mondiale di Fotovoltaico, oggi, con la fine degli incentivi del V conto energia, servono misure regolamentari certe per mantenere lo sviluppo della filiera delle fonti rinnovabili .
È evidente che la SEN non è assolutamente in grado di far sì che l’Italia rispetti gli obiettivi europei del “20 – 20 – 20”. Chiediamo quindi che il Governo Letta non dia corso a questa SEN e che invece vari una strategia energetica di transizione, che in sintonia con le scelte europee, sostenga:
•alt al carbone e alle trivellazioni per il petrolio,
•no alla proliferazione di rigassificatori e depositi del gas,
•un piano per la ricerca, a partire da quella pubblica, nei settori energetici più avanzati,
•un piano industriale realistico per l’attuazione dei tre 20% e degli obiettivi della road map UE al 2030 in raccordo con i Piani energetici di cui, almeno alcune Regioni si sono già da tempo dotate e con una capacità di coordinamento dei PAES comunali.
È assolutamente necessario aprire un confronto fra le parti sociali per avviare una riconversione ecologica in tutti i settori produttivi, partendo anche dagli obiettivi di efficienza proposti già due anni fa dalla Confindustria e dalle tre Confederazioni sindacali CGIL, CISL e UIL. Sarà questo il miglior punto di partenza per dare occupazione “pulita e rinnovabile”, soprattutto ai giovani, e contemporaneamente fornire il contributo del nostro Paese alla lotta ai cambiamenti climatici.
Uscire completamente e con sicurezza dal nucleare, contribuire al controllo del clima, costruire un modello sostenibile, decentrato e democratico, è possibile se un movimento articolato si consolida dal basso, coinvolge lavoratori, cittadini, movimenti e associazioni, e investe tutti gli ambiti della produzione, del consumo, della organizzazione delle città, degli stili di vita collettivi e individuali.
Ognuno di noi, nell’ambito del proprio ruolo, s’impegna a sostenere lo sviluppo di questo movimento.

Primi firmatari:

Mario Agostinelli Energia Felice
PierLuigi Albini Direttore Tconzero
Riccardo Almaviva RSU Roma
Aurelio Angelini Università Palermo
Franco Azzali Legacultura Piadena
Marco Balconi DES Brianza
Andrea Baranes Banca Etica
Vittorio Bardi Si Fer No Nuke
Riccardo Basosi Vicerettore Energia Univ. Siena
Carla Bellani Acli
Marco Bersani Attac
don Bruno Bignami Teologo, assistente Acli
Roberto Biorcio Università Milano
Raffaella Bolini Arci
Mauro Bonaiuti Università Torino
M.Grazia Bonfante "Salviamo il paesaggio, difendiamo i territori"
Roberto Brambilla Coordinamento Lista Civica
Antonio Bruno Comunità di San Benedetto al Porto
Mauro Bulgarelli Si Fer No Nuke
Carlo Buttarelli FLC Enea
Agostino Butti Rifiutizero Lombardia
Consulelo Cabrini "Se non ora quando"
Domenico Capodilupo Ingegnere
Enrico Camanni Giornalista
Giovanni Carrosio Università di Trieste
Dante Caserta WWF
Alberto Castagnola Economista
Donatella Castellucci Architetto
Mirko Cavalletto DES Basso Garda
Giulietto Chiesa Giornalista
Nicola Cipolla CEPES
Vittorio Cogliati Dezza Legambiente
Riccardo Colombo Sbilanciamoci
Vincenzo Comito Sbilanciamoci
Eliana Como FIOM
Angelo Consoli CETRI TIRES
Ezio Corradi NO Triv
Guido Cosenza Fisico
Valentina Crivellari Energetica Soc.Coop
Bianca Dacono Annoni Unaltralombardia
Giuseppe de Marzo Rete città solidali
Massimo de Santi Si Fer No Nuke
Livio de Santoli Università La Sapienza
Marica DiPierri A Sud
Damiano Di Simine Presidente Legambiente Lombardia
Giuseppe Farinella Capo progetto solare provincia MI
Sergio Ferraris Direttore responsabile Qualenergia
Domenico Finiguerra Stop Consumo di suolo
Benito Fiori AmbienteScienze
Andrea Fontana Federazioni Giornalisti Ambientalisti
Marisa Fugazza Emergency
Francesco Garibaldo Ricercatore
Alessandro Giannì Greenpeace
Alfonso Gianni Cercare ancora
Giacomo Giovanelli DES Como
Alfiero Grandi ARS
Lucie Greyl Centro Documentazione Conflitti Ambientali
Serenella Iovino Università Torino
Beniamino Lami SPI-CGIL
Massimiliano Lepratti Associazione Economia e Sostenibilità
Adriano Licini Mountain Wilderness Italia
Alberto Magnaghi Università di Firenze e Società dei territorialisti
Oreste Magni Ecoistituto della Valle del Ticino
Oscar Mancini Si Fer No Nuke
Maria Maranò Legambiente
Maurizio Marcelli FIOM
Marco Mariano Retenergia
Andrea Masullo Greenaccord
Gianni Mattioli Pres.UNESCO-DESS
Maurizio Mele Arci
Roberto Meregalli Beati Costruttori di Pace
Mariagrazia Midulla WWF
Roberto Musacchio Altramente
Emilio Molinari Contratto mondiale dell'acqua
Giuseppe Morandi Legacultura Piadena
Paolo Moreschi Medici Senza Frontiere
Marco Morosini Politecnico di Zurigo
Bruno Muratore Giornalista
Gianni Naggi Si Fer No Nuke
Vincenzo Naso Presidenza CIRPS
Alfonso Navarra Energia Felice
Amalia Navoni Coordinamento Nord Sud del mondo

Giorgio Nebbia Università di Bari

Giuseppe Onufrio Greenpeace
Beppe Orlandi Comitato No Triv
Giorgio Osti Università di Trieste
Elio Pagani Forum contro le guerre
Giorgio Parisi Università La Sapienza
Lapo Pasquetti Avvocato
Gabriele Patti Arci Milano
Donatella Pavan Giornalista, esperta ambiente
Giovanna Perrotta Legambiente
Marco Pezzoni CreaFuturo
Wolfango Pirelli CGIL Lecco
Nicoletta Pirotta IFE Italia
Gabriele Polo Giornalista Fond. Sabbatini
Rosario Rappa FIOM
Bruno Ravasio CGIL Brianza
Francesca Re David FIOM
Rosa Rinaldi Si Fer No Nuke
Gianni Rinaldini Fondazione Sabbatini
Debora Rizzuto Si Fer No Nuke
Roberto Romano Sbilanciamoci
Valerio Rossi Albertini Portavoce CNR
Mario Sai Spi-CGIL
Ave Savi Oltre lo specchio, Cremona
Massimo Scalia Pres. UNESCO-DESS
Karl-Ludwig Schibel Coordinatore Agenzia Utopie concrete
Massimo Serafini No Petroleras Si renovable
Gianni Silvestrini Kyoto Club
Francesco Sinopoli FLC-CGIL
Gigi Sullo Giornalista
Gianni Tamino Biologo, Università Padova
Giovanna Tinè Si Fer No Nuke
Ettore Torreggiani FIOM
Alessandro Tracchi FIOM
Sergio Venezia Coenergia
Erasmo Venosi Fisico
Guido Viale Economista
Sergio Zabot Esperto energia
Alex Zanotelli Missionario comboniano
Umberto Zona Si Fer No Nuke
Rinaldo Zorzi Ri-Esco



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