Estendiamo il Fondo di Garanzia INPS ai lavoratori domestici

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UGO NASI ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Parlamento Italiano e a

Chiediamo l'estensione del regime del Fondo di Garanzia INPS - per la tutela del T.F.R. - anche per Colf e Badanti. 

Sostieni anche tu questa Petizione per le seguenti ragioni:

I recenti tragici fatti legati al contagio del c.d. Virus Covid 19 hanno causato la perdita del lavoro per gran parte delle famiglie italiane. Ciò si è riverberato purtroppo anche nei confronti dei Lavoratori Domestici, molti dei quali hanno perso il lavoro.

Parrà strano, ma Colf e Badanti – oramai divenuti elemento nevralgico per le nostre famiglie, con la cura dei nostri anziani, dei disabili e dei nostri bambini -, non sono completamente equiparati quanto a diritti, agli altri lavoratori subordinati.

Se la disciplina retributiva ormai è praticamente la medesima, incredibilmente ciò non avviene invece in relazione a quella Previdenziale, perché mentre per tutti i lavoratori subordinati esiste la tutela prevista dall’art. 2 della L. 297/1982 che ha istituito il Fondo di Garanzia INPS, questo non è previsto invece per i Lavoratori Domestici. Perché questa disparità di trattamento?

Sappiamo che il Fondo di Garanzia INPS interviene garantendo il TFR ai lavoratori che hanno perso il lavoro quando il loro datore, per qualsiasi causa oggettiva o soggettiva, non sia in grado di provvedere alla sua liquidazione.  Una sorta di assicurazione prevista dallo Stato, frutto del nostro Welfare.

Ma in ambito domestico questa tutela (purtroppo) non è però prevista.

Così, spesso, assistiamo al caso del decesso del datore di lavoro, o alla sua repentina irreperibilità, senza che questi disponga o lasci sufficienti sostanze economiche per far fronte al trattamento di fine rapporto del lavoratore domestico. E se, come capita sempre più spesso in caso di morte, l’anziano è nullatenente, la Colf o Badante si trova a non percepire nulla. A non avere neppure ciò che gli spetta a fronte dei contributi pur regolarmente versati all’INPS.

Ciò è profondamente ingiusto oltre ad essere anticostituzionale, e confligge dolorosamente con il dettato degli artt. 2, 3 e 36 della nostra Carta Costituzionale.

È inaccettabile che ad oggi vi siano lavoratori che non vedono tutelato integralmente il frutto del proprio lavoro. I principi di Giustizia, Equità sociale e Solidarietà che contraddistinguono il nostro Paese devono essere riconosciuti anche per Colf e Badanti rimuovendo queste contraddizioni.

Gli esperti in Diritto del Lavoro imputano tale carenza semplicemente ad un difetto di coordinamento della L. 297/1982 (quella che ha istituito il fondo di Garanzia), con la disciplina della L. 339/1958 (la norma fondamentale in merito al rapporto di lavoro domestico), e dell’art. 2120 c.c. che regola il TFR.

Quindi un vuoto legislativo che potrebbe essere facilmente colmato.

Chiediamo quindi con forza che il Parlamento, nella sua duplice espressione di Commissione del Lavoro alla Camera e al Senato proceda al recepimento della presente Proposta di Legge Ordinaria finalizzata ad un’armonizzazione ed equiparazione del “sistema” previdenziale, vista la disparità di trattamento ormai non più giustificabile (e sostenibile) tra Lavoro Domestico e Lavoro Subordinato Ordinario. È  importante correre presto ai ripari, anche perché – lo si ribadisce ancora una volta - la condizione di depauperamento di un numero sempre crescente di famiglie italiane pone in concreto rischio la sostenibilità di una vita dignitosa dei Lavoratori Domestici. Ciò detto ritengo questa Iniziativa/ Petizione che porta il mio nome una rivendicazione giusta, equa e condivisibile di cui mi faccio volentieri primo firmatario e portavoce. Un’ultima precisazione; da studi eseguiti, in punto di Bilancio per le casse INPS questo emendamento/ estensione avrà un’ incidenza economica assai relativa.

In termini giuslavoristici per armonizzare la disciplina di cui alla legge 339/1958 con la L. 297/1982 e dunque per “estendere” il sostegno del Fondo di Garanzia INPS anche ai lavoratori domestici, sarà sufficiente che Camera e Senato novellino la legge sul Rapporto di Lavoro Domestico deliberando l’inserimento - dopo l’art. 19 della L. 339/1958 - di un art. 19 bis dal seguente tenore:

PROPOSTA DI LEGGE:

Art. 19 bis - “Per la corresponsione del T.F.R., si applicano le norme di cui al combinato disposto dell’art. 2120 c.c. e dell’art.2 della L. 297/1982”.

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