Il parlamento decida sulla Cannabis e Cannabis Light!

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Oggi, 30 Maggio 2019, la Corte di Cassazione ha stabilito che la vendita di derivati della Cannabis - a qualunque titolo - è proibita in Italia. La decisione arriva - abbastanza a sorpresa - dopo un periodo molto lungo in cui le sentenze e disposizione di legge erano incerte, oscillando tra la vendita di prodotti con un THC tra lo 0,2% e lo 0,6%. 

Arriva anche dopo mesi di attacco continuo, e spesso a torto o alimentando disinformazione, di esponenti del governo, che in un modo degno dei peggiori regimi mondiali hanno deciso di prendere di mira chi legalmente ha deciso di investire in questo business: siamo stati paragonati a pusher, spacciatori, delinquenti. Siamo stati accusati di drogare i bambini, di distruggere le famiglie, di danneggiare l'economia. Insomma, siamo stati accusati di essere la peggiore specie possibile di essere umani. 

Non è nostra intenzione giudicare l'operato delle corti e della magistratura - sebbene il rifiuto di trasmettere gli atti alla corte costituzionale, la smania di sentenziare dopo tutte le esortazioni politiche, suonino un po' sinistre - ma riteniamo che il momento di agire sia ORA. 

Esortiamo tutte le parti della società civile, giornalisti, elettori, imprenditori e persone impiegate nella filiera, a manifestare la propria libera opinione e a chiedere con forza al Parlamento Italiano di legiferare sulla Cannabis (battaglia annosa) e sulla Cannabis light.

Quest'ultima - ricordiamolo - una sostanza depotenziata e dai numerosi effetti, dalla fragranza piacevole e al centro di un business in rapida crescita ed espansione, che crea IMPIEGO, posti di lavoro, ricchezza da distribuire e può generare fondi ed entrate erariali in questi tempi perigliosi. 

FIRMA ORA PER CHIEDERE AL PARLAMENTO DI AGIRE! 

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Sotto una lettera aperta che avevamo predisposto tempo fa, inviata ai ministri e che non ha MAI ricevuto risposta: 

Cari Ministri Di Maio e Salvini,

apprendiamo in questi giorni a mezzo stampa che a quanto pare il commercio di canapa legale (e tutte le attività correlate) è diventato una priorità nazionale. Secondo alcuni, una minaccia.
Per carità, è da un po’, da qualche mese, che a cadenza regolare si inizia a parlare di canapa, di “erba legale”, come la definisce qualcuno… quindi non è che non ce lo aspettassimo.

Nonostante tutto, quando abbiamo letto alcune vostre dichiarazioni, ci siamo guardati preoccupati. La nostra è una piccola azienda, di ragazzi, che mettono la passione in ciò che fanno.
Di certo non facciamo attività di spaccio, né infrangiamo i vincoli di legge. Eppure Lei definisce noi (e i nostri clienti) spacciatori, dice che farci chiudere è un passo avanti nella lotta alla droga.
Non ci fraintenda, Ministro, noi non siamo qui per discutere di politica, per prendere una posizione o per assumere un colore politico (abbastanza ironicamente, l’unico colore che ci piace è il verde..non è anche il suo colore preferito?).



Lei sa che il business della canapa (senza nemmeno arrivare a parlare di legalizzazione o meno), si stima sia tra gli 80 e i 400 milioni di euro l’anno? Denari, questi, che vengono regolarmente fatturati e dichiarati, e che fruttano anche allo Stato. Ci faccia sapere se regalare questa cifra alla malavita è una delle priorità nazionali, non ci sorprenderebbe. 

Lei sa che i dati e le ricerche suggeriscono che, nei paesi in cui si è percorsa la strada della legalizzazione o semi-legalizzazione, o anche la semplice liberalizzazione della Canapa (di nuovo, senza spingerci nemmeno fino all’uso ricreativo), le percentuali di dipendenza dalle droghe - specie fra i giovani come noi - sono calate decisamente?
Che, a dirla tutta, la piaga della droga sembra essere più affrontabile con un approccio illuminato e moderno, che con il proibizionismo?

Lei ha idea del numero di posti di lavoro che la filiera offre?
Dalle coltivazioni, al commercio, la rivendita, l’impacchettamento, persino le grafiche, le descrizioni, il marketing e così via?
Posti di lavoro che solitamente vanno ai giovani, che spesso privilegiano il Sud Italia, che possono essere un volano per l’economia in alcune zone del nostro bel paese.
Posti di lavoro che non sono lo spacciare davanti alle scuole.. così, per dire.



Lei sa che, per via di tutte le cose sopra citate, il nostro business è una minaccia per la criminalità? Per gli spacciatori, quelli veri?



Noi non spacciamo. I nostri clienti non spacciano. Anzi: facciamo della legalità il nostro punto forte, un valore in cui crediamo e che condividiamo.



Vuole sapere qual è il problema?

Il problema è che noi, per aprire la nostra azienda, abbiamo dovuto superare immani difficoltà.
Il problema è che quando facciamo i colloqui di lavoro, ci troviamo davanti una generazione allo sbando, iper-formata e sotto pagata.
Il problema è quanto dobbiamo versare di tasse per mantenere aperta una piccola attività. Il problema è il convincere le persone, specie i giovani, che i nostri prodotti legali siano più sicuri di quelli illegali. Il problema è la fatica - che solo la dedizione permette di affrontare - per andare avanti in questo paese. 

Mi dica, Ministro, la Canapa le fa più paura di tutte queste cose?

Le fa più paura dell’inoccupazione?
Della povertà?
Dell’illegalità?
Della dipendenza?


Se la risposta è sì, continui pure a dire cose inesatte e vada avanti per la sua strada.
Se la risposta è no, percorra questa strada con noi, insieme.



Sinceramente, 

i ragazzi di Special Weed/Il Distributore Srl. 

Roma. 


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