Riformare il sistema di voto degli italiani all'estero per fermare i brogli elettorali

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Il voto per gli italiani all'estero rappresenta una grande conquista democratica per un numero consistente di cittadini italiani, crescente a ritmi elevati di anno in anno (114.000 italiani trasferiti all'estero nel solo 2016).

Tuttavia, la modalità di svolgimento elettorale ha in più casi messo in discussione i princìpi costituzionali secondo cui il voto deve essere personale, uguale, libero e segreto. 

Quali sono le problematiche rilevate nel voto degli italiani all'estero?

Il voto per posta ha messo in luce numerose falle del sistema che hanno causato frequenti brogli, testimoniati da numerose inchieste giornalistiche negli anni. Qui un elenco non esaustivo:

  • plichi elettorali giunti incompleti (schede doppie o mancanti, etc.)
  • elenchi elettorali non aggiornati (sono presenti anche soggetti defunti)
  • plichi consegnati in ritardo, oltre il termine utile per votare
  • plichi sottratti dai cosiddetti "cacciatori di plichi" che li rivendono a candidati senza scrupoli
  • schede false, riprodotte da tipografie in possesso dei files originali
  • difficoltà per i cittadini di interfacciarsi con i Consolati per richiedere un nuovo plico in caso di consegna non effettuata o contenuto alterato
  • plichi contenenti materiale di propaganda elettorale o altro
  • materiale elettorale redatto esclusivamente in lingua italiana, tanto nel plico quanto sui siti dei Consolati, nonostante una componente importante di italiani all'estero non parla correntemente l'italiano
  • gravi noncuranze e irregolarità osservate da numerosi testimoni nella fase di spoglio

Cosa si chiede pertanto con questa petizione?

Si chiede urgentemente di modificare il sistema di voto degli italiani all'estero, affinché consenta a tutti di esercitare il proprio diritto e sia effettivamente rappresentativo della volontà popolare.

Quali sono le proposte di miglioramento che possono essere messe in atto?

  • inversione del sistema di voto, come accade in altri Paesi o, per l'Italia, in occasione del voto per i Comites: i cittadini che vogliono votare fanno preventivamente richiesta ai Consolati (anche online) e riceveranno il plico al loro indirizzo di residenza estero. Darebbe modo di votare solo a chi è realmente interessato. 
  • voto online, con carta di identità elettronica, come accade in numerosi Paesi. Risulta più rapido, meno costoso e più sicuro, oltre a consentire, grazie al sistema di riconoscimento digitale, l'accesso a numerosi servizi offerti dai Consolati ad oggi con notevoli ritardi e difficoltà.
  • voto presso le sedi consolari, per lo meno limitato ai cittadini che risiedono entro una certa distanza dalle stesse sedi: eviterebbe l'invio dei plichi postali, limitati a chi risiede lontano (in tal caso si può utilizzare una raccomandata). Ridurrebbe i costi e aumenterebbe la sicurezza. 
  • accordi con enti locali stranieri, per consentire di votare in ambienti pubblici con possibilità di riconoscimento da parte di pubblici ufficiali locali.
  • ulteriori metodi individuati attraverso le buone pratiche di altri Paesi.

Cosa faremo con i dati di questa petizione?

  • Li sottoporremo ai portavoce eletti in Parlamento affinché possano dare maggiore forza a un'iniziativa politica volta a migliorare il sistema di voto all'estero.
  • Un numero elevato di sottoscrittori servirà a sensibilizzare l'opinione pubblica.
  • Eventualmente, i risultati serviranno a dare maggiore forza a una Petizione al Parlamento Europeo intrapresa da candidati ed elettori italiani.


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