Salviamo i daini del Parco Nazionale del Circeo


Salviamo i daini del Parco Nazionale del Circeo
Il problema
No all'abbattimento di 350 daini nel Parco Nazionale del Circeo.
Secondo quanto riportato da diversi giornali, locali e non, sarebbe giunta la delibera - da parte della direzione del parco - per l'abbattimento di 350 daini dovuto a un problema di sovrappopolazione della specie nel territorio. Il problema? Causano danni e minacciano la biodiversità del parco.
Questa risulterebbe essere la soluzione più "semplice e veloce" ai loro occhi ma, riprendendo le parole dell'ex sindaco di Ponza Piero Vigorelli - che si dichiarò contro tale provvedimento - ciò non è altro che "uno sterminio orribilmente cinico".
Questo non rappresenta altro che l'ennesimo atto di crudeltà e totale disinteresse dell'uomo nei confronti del "più debole", di ciò che pensa sia di sua proprietà avendone quindi il diritto di deciderne il destino. Uno schiaffo a quella che chiamiamo "umanità", di cui tanto ci vantiamo di possedere, e a ciò che abbiamo già fatto, e stiamo continuando a fare, alla nostra CASA.
Perché condannare stermini umani di rilevanza storica e far passare come normalità atti di questo tipo?
<<In questa città ci sono troppi esseri umani adesso. Uccidiamone 350 e vendiamone la carne così da risolvere il problema>>. Questo è assolutamente disumano, ma farlo con degli animali solo perché tali allora è lecito.
Basterebbe poco, investire i soldi spesi per l'uccisione nel trasporto in altri parchi in Italia per esempio.
Altre alternative possibili ci saranno sicuramente: non diamo per scontato di poter decidere il destino di altre vite solo perché queste non hanno l'opportunità di urlarci contro che non vogliono morire.
Salviamoli.
Il problema
No all'abbattimento di 350 daini nel Parco Nazionale del Circeo.
Secondo quanto riportato da diversi giornali, locali e non, sarebbe giunta la delibera - da parte della direzione del parco - per l'abbattimento di 350 daini dovuto a un problema di sovrappopolazione della specie nel territorio. Il problema? Causano danni e minacciano la biodiversità del parco.
Questa risulterebbe essere la soluzione più "semplice e veloce" ai loro occhi ma, riprendendo le parole dell'ex sindaco di Ponza Piero Vigorelli - che si dichiarò contro tale provvedimento - ciò non è altro che "uno sterminio orribilmente cinico".
Questo non rappresenta altro che l'ennesimo atto di crudeltà e totale disinteresse dell'uomo nei confronti del "più debole", di ciò che pensa sia di sua proprietà avendone quindi il diritto di deciderne il destino. Uno schiaffo a quella che chiamiamo "umanità", di cui tanto ci vantiamo di possedere, e a ciò che abbiamo già fatto, e stiamo continuando a fare, alla nostra CASA.
Perché condannare stermini umani di rilevanza storica e far passare come normalità atti di questo tipo?
<<In questa città ci sono troppi esseri umani adesso. Uccidiamone 350 e vendiamone la carne così da risolvere il problema>>. Questo è assolutamente disumano, ma farlo con degli animali solo perché tali allora è lecito.
Basterebbe poco, investire i soldi spesi per l'uccisione nel trasporto in altri parchi in Italia per esempio.
Altre alternative possibili ci saranno sicuramente: non diamo per scontato di poter decidere il destino di altre vite solo perché queste non hanno l'opportunità di urlarci contro che non vogliono morire.
Salviamoli.
PETIZIONE CHIUSA
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Petizione creata in data 9 gennaio 2020