Appello degli armeni, il primo popolo cristiano, a Papa Francesco

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A Sua Santità Papa Francesco
 
Santità,
Noi, figli di un popolo fiero di aver abbracciato la Croce di Cristo nel 301, ed essere così riconosciuti quale primo popolo ufficialmente cristiano al mondo, siamo profondamente preoccupati per la guerra, lanciata all’alba del 27 settembre dall’Azerbaigian - senza provocazione alcuna da parte armena - lungo l’intera linea di contatto con l’Artsakh/Nagorno Karabakh e su alcune direttrici del confine di stato con l’Armenia.
 
L’uso combinato di forze di terra e d'aria, inclusi droni kamikaze e missili tattici, contro la popolazione armena e le infrastrutture civili, inclusa la capitale Stepanakert, ha causato e continua a causare vittime e feriti inermi. Da oltre una settimana sono in corso intensi combattimenti fra le forze armate azere coadiuvate dalla Turchia, e dalle forze armate armene.
 
Santità, gli scenari a cui assistiamo oggi ci riportano indietro di 105 anni, al 1915, a quelle immagini dell’orribile massacro che Lei ed i suoi predecessori avete più volte denunciato con forza e determinazione.
 
Memori di tale orrore e portatori dell'indelebile dolore di uno sterminio, ci sentiamo responsabili di fronte all’umanità di fermare la mano dell’aggressore prima che i danni inflitti alla popolazione vengano ulteriormente aggravati.
 
Pertanto, oggi, noi, figli di un popolo millenario, ci rivolgiamo a Lei, in nome di Cristo chieda all’Azerbaigian la cessazione immediata dell’aggressione iniziata il 27 settembre e inviti la Turchia ad abbandonare il territorio dell'Artsakh.

La nostra terra è già abbondantemente irrorata dal sangue di martiri, ci aiuti a fermare la prosecuzione del genocidio.
 
Santo Padre, Lei lo sa, ma ci preme a ribadire, che il popolo armeno non sta combattendo per un territorio, ma per un suo legittimo diritto di esistenza e di professione della sua fede in Cristo.