

Palio di Bientina Senza Corsa con i Cavalli
Il problema
Il Comune di Bientina, paese di circa 9.000 abitanti situato nella provincia di Pisa, è uno dei luoghi in Italia dove ogni anno va in scena la sottomissione dei cavalli, costretti a correre con fantini addosso per contendersi un Palio.
Il Palio di Bientina (PI) detto "del Valentino", così come lo conosciamo oggi, ha avuto inizio nel 1993 e solo dal 2001 la piazza centrale, dedicata a Vittorio Emanuele II, è diventata palcoscenico di questa rievocazione storica attribuita a usanze datate attorno alla seconda metà del 1700[1].
Dal punto di vista sociale, antropologico e folkloristico, la suddivisione del paese in contrade, le sfilate con costumi tipici, la musica, gli sbandieratori, tutte le attività correlate, assieme al senso di profonda appartenenza a un gruppo, sono dettagli che avvolgono di fascino questo luogo rendendolo suggestivo.
Ciò, però, stride fortemente col senso di ingiustizia che si genera in qualsiasi animo sensibile davanti alla caratteristica corsa coi cavalli, imposta a questi animali ogni anno nel mese di luglio.
I cavalli sono animali estremamente delicati, che meritano rispetto e il diritto alla libertà lontano dagli interessi umani. Costringerli a correre nella piccola piazza del paese, tra la folla, i rumori, con addosso degli esseri umani è quanto di più immorale si possa far loro.
Domenica 19 luglio (2026), nonostante la superflua benedizione del parroco della chiesa dell'Assunta, il cavallo "Fizzamia" si è ferito, cadendo a terra assieme al fantino che aveva sulla propria schiena durante la seconda batteria. È stato necessario l'intervento del pronto soccorso veterinario che ha trasportato d'urgenza la creatura alla Clinica di San Rossore [2]. Dell'animale ancora non si conoscono con certezza le condizioni di salute.
Questa petizione nasce dalla volontà di esternare pubblico dissenso verso l'impiego degli animali in occasione di questo palio. Bientina vanta numerose persone residenti che non sostengono affatto l'uso dei cavalli per le corse, e molte altre ve ne sono nei comuni limitrofi e nel resto dell'Italia. Il Comune, la chiesa coinvolta e l'organizzazione devono tener presente l'opinione divergente di chi vorrebbe un palio con sole rievocazioni storiche che non contemplino il coinvolgimento degli animali.
Chiediamo dunque al Comune di Bientina di trasformare questo evento dalla cadenza annuale in un momento di festa e di aggregazione senza creature sottomesse che rischiano di farsi male o di morire per correre sotto le fruste.
Si ringrazia già da adesso chi vorrà schierarsi in difesa degli animali, dalla parte di usi e costumi che non costino stress, sofferenza, assoggettamento o morte per le altre specie.
Fonti:
[1] TerreDiPisa.it
[2] La Nazione / Il Tirreno

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Il problema
Il Comune di Bientina, paese di circa 9.000 abitanti situato nella provincia di Pisa, è uno dei luoghi in Italia dove ogni anno va in scena la sottomissione dei cavalli, costretti a correre con fantini addosso per contendersi un Palio.
Il Palio di Bientina (PI) detto "del Valentino", così come lo conosciamo oggi, ha avuto inizio nel 1993 e solo dal 2001 la piazza centrale, dedicata a Vittorio Emanuele II, è diventata palcoscenico di questa rievocazione storica attribuita a usanze datate attorno alla seconda metà del 1700[1].
Dal punto di vista sociale, antropologico e folkloristico, la suddivisione del paese in contrade, le sfilate con costumi tipici, la musica, gli sbandieratori, tutte le attività correlate, assieme al senso di profonda appartenenza a un gruppo, sono dettagli che avvolgono di fascino questo luogo rendendolo suggestivo.
Ciò, però, stride fortemente col senso di ingiustizia che si genera in qualsiasi animo sensibile davanti alla caratteristica corsa coi cavalli, imposta a questi animali ogni anno nel mese di luglio.
I cavalli sono animali estremamente delicati, che meritano rispetto e il diritto alla libertà lontano dagli interessi umani. Costringerli a correre nella piccola piazza del paese, tra la folla, i rumori, con addosso degli esseri umani è quanto di più immorale si possa far loro.
Domenica 19 luglio (2026), nonostante la superflua benedizione del parroco della chiesa dell'Assunta, il cavallo "Fizzamia" si è ferito, cadendo a terra assieme al fantino che aveva sulla propria schiena durante la seconda batteria. È stato necessario l'intervento del pronto soccorso veterinario che ha trasportato d'urgenza la creatura alla Clinica di San Rossore [2]. Dell'animale ancora non si conoscono con certezza le condizioni di salute.
Questa petizione nasce dalla volontà di esternare pubblico dissenso verso l'impiego degli animali in occasione di questo palio. Bientina vanta numerose persone residenti che non sostengono affatto l'uso dei cavalli per le corse, e molte altre ve ne sono nei comuni limitrofi e nel resto dell'Italia. Il Comune, la chiesa coinvolta e l'organizzazione devono tener presente l'opinione divergente di chi vorrebbe un palio con sole rievocazioni storiche che non contemplino il coinvolgimento degli animali.
Chiediamo dunque al Comune di Bientina di trasformare questo evento dalla cadenza annuale in un momento di festa e di aggregazione senza creature sottomesse che rischiano di farsi male o di morire per correre sotto le fruste.
Si ringrazia già da adesso chi vorrà schierarsi in difesa degli animali, dalla parte di usi e costumi che non costino stress, sofferenza, assoggettamento o morte per le altre specie.
Fonti:
[1] TerreDiPisa.it
[2] La Nazione / Il Tirreno

I decisori
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Petizione creata in data 20 luglio 2026