Pace per l'Ucraina: armistizio e negoziati subito.

Il problema

 

Sono il dottor Luciano Conte medico di famiglia a Sora (Fr) impegnato nella solidarietà internazionale. Ho scritto questa petizione rivolta a tutti gli operatori di pace che  vogliono dare sostegno ai propri parlamentari europei in favore di un'azione corale che i porti a un'armistizio immediato e l'apertura di un tavolo delle trattative per la Pace in Ucraina (e non solo).

 

 

Lettera aperta agli operatori di Pace e ai  parlamentari europei.

Voglio dare voce ai tanti amici, pazienti, persone normali e persone impegnate che incontro quotidianamente, che cercano come me, di far arrivare il loro desiderio di pace in ambiti dove si decidono le sorti delle

E' dunque nostro intento far conoscere ai nostri rappresentanti il nostro desiderio di Pace.

Vogliamo che sappiano che dalla base, da utenti dei telegiornali e fruitori delle notizie in rete, sentiamo giornalmente, un senso di responsabilità e di indignazione, unito alla voglia di non sentirsi rassegnati e impotenti.

Vogliamo che sappiano che esiste una base, un popolo trasversale, che vi sostiene e sostiene le vostre idee e le azioni volte alla Pace, consapevoli che in tutta Europa c'è  un pensiero divergente, una visione diversa e cioè che si può fare di più; vogliamo coinvolgere tale base, tale popolo di operatori di pace per  unirlo  a Voi responsabili delle Istituzioni Europee: una esortazione verso un primo passo di un cammino che porti ad un traguardo di Pace, cambiando linguaggio, prospettiva e approccio.

Un processo che coinvolga persone comuni, un popolo fatto di  lavoratori, intellettuali, letterati, artisti, associazioni, sindacati e partiti politici e persone comuni, cioè tutti coloro che  pensano che la loro voce unita a quella di altri non resti inascoltata.

Una voce che giunga alle massime cariche politiche dell'Europa per dimostrare a tutti che l'Europa non è solo un insieme di regole e una mera unità monetaria, ma una Entità Politica capace di parlare all'unisono e che faccia sapere al resto del mondo che: o dagli accordi di Minsk o dalla proposta di pace della Cina o da qualsiasi altro spunto attuabile, da dovunque venga, si debba assolutamente partire utilizzando i mezzi opportuni per far tacere le armi.

Le parole come: tregua, cessate il fuoco, tavolo delle trattative, accordo, sono  parole  tanto attese e ancora non pronunciate.

Non pronunciate da chi sembra non capire le sofferenze del popolo Ucraino: dei loro ragazzi morti come soldati, dei civili inermi uccisi, delle loro città rase al suolo, del destino dei profughi e della gente che ha preso tutto, e ha abbandonato tutto.

Non pronunciate da chi sembra non capire le sofferenze della gente di Kazan o di altre province russe che vede partire i loro figli coscritti, per un fronte lontano, per partecipare ad una guerra non loro, con il rischio di saltare in aria in un blindato o essere o in sei in una fossa per proteggersi dal freddo, e poi fatti a pezzi da un drone.

Non pronunciate da chi non capisce che le ripercussioni economiche di questo conflitto pesano sì sulle nazioni europee che vedono bollette energetiche e delle materie prime aumentate, ma anche di quei paesi che dipendono dal grano Russo e Ucraino e del Gas importato come la Tunisia, l'Algeria ed altri paesi del Nord Africa e del Medio Oriente dove manca latte, zucchero,medicinali  e cous cous.

Non pronunciate da chi non vuole capire che l'uranio impoverito avvelena corsi d'acqua,  aria e terreni per generazioni e che il rischio atomico è ben presente, basti pensare al rischio connesso alle centrali nucleari o all'uso di armi tattiche.

Non pronunciate da chi non vuole capire che tutti diventiamo più poveri.

L'Ucraina perché perde un popolo. 

La Russia perché perde una generazione di giovani.

L'Europa che vede già una sottrazione delle risorse dal Welfare in favore delle spese per la difesa.

E soprattutto le nuove generazioni di tutto il mondo che si porteranno sulle spalle gli effetti e le conseguenze a lungo termine di questo conflitto.

Parole  non pronunciate da chi non ha capito che vogliamo uscire fuori dalle logiche geopolitiche che non interessano il popolo, visto che il rischio di una annessione da blitzkrieg è stato sventato, e che gli accordi di Yalta e la divisione in blocchi erano funzionali ad un'epoca oramai superata, e che il miliardo di euro  inviati dall'Italia ed i 2,5 dalla G.B. e i 44,3 degli Stati Uniti sotto forma di armi fossero stati utilizzati per lo sviluppo delle regioni adesso martoriate dalla guerra ci sarebbe stato uno stato di benessere e convivenza pacifica per almeno altri 1000 anni.

Ebbene vi scriviamo affinchè ci si adoperi tutti, ognuno dal proprio posto: voi Parlamentari noi cittadini per far risorgere un'Europa più aperta, pacifica, giusta e capace di dialogo con una voce propria e unica e forte, un'azione corale che coinvolga i leader di tutti i paesi che compongono l'unione europea, per invitare subito tutte le parti in causa ad un immediato cessate il fuoco ed a sedersi ad un tavolo delle trattative insieme alle altre potenze per ottenere una Pace duratura.

Vi invitiamo a sottoscrivere la presente petizione per dare forza ai nostri rappresentanti presenti nelle Istituzioni Europee per  costruire una Casa Europea attenta e occupata con tutte le sue forze a costruire e difendere la PACE per l’oggi e per  le future generazioni.

Questo è il nostro e vostro compito.

Sora (Europa) 1 maggio 2023

Dott. Luciano Conte

 

 

 

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Luciano ContePromotore della petizione

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Il problema

 

Sono il dottor Luciano Conte medico di famiglia a Sora (Fr) impegnato nella solidarietà internazionale. Ho scritto questa petizione rivolta a tutti gli operatori di pace che  vogliono dare sostegno ai propri parlamentari europei in favore di un'azione corale che i porti a un'armistizio immediato e l'apertura di un tavolo delle trattative per la Pace in Ucraina (e non solo).

 

 

Lettera aperta agli operatori di Pace e ai  parlamentari europei.

Voglio dare voce ai tanti amici, pazienti, persone normali e persone impegnate che incontro quotidianamente, che cercano come me, di far arrivare il loro desiderio di pace in ambiti dove si decidono le sorti delle

E' dunque nostro intento far conoscere ai nostri rappresentanti il nostro desiderio di Pace.

Vogliamo che sappiano che dalla base, da utenti dei telegiornali e fruitori delle notizie in rete, sentiamo giornalmente, un senso di responsabilità e di indignazione, unito alla voglia di non sentirsi rassegnati e impotenti.

Vogliamo che sappiano che esiste una base, un popolo trasversale, che vi sostiene e sostiene le vostre idee e le azioni volte alla Pace, consapevoli che in tutta Europa c'è  un pensiero divergente, una visione diversa e cioè che si può fare di più; vogliamo coinvolgere tale base, tale popolo di operatori di pace per  unirlo  a Voi responsabili delle Istituzioni Europee: una esortazione verso un primo passo di un cammino che porti ad un traguardo di Pace, cambiando linguaggio, prospettiva e approccio.

Un processo che coinvolga persone comuni, un popolo fatto di  lavoratori, intellettuali, letterati, artisti, associazioni, sindacati e partiti politici e persone comuni, cioè tutti coloro che  pensano che la loro voce unita a quella di altri non resti inascoltata.

Una voce che giunga alle massime cariche politiche dell'Europa per dimostrare a tutti che l'Europa non è solo un insieme di regole e una mera unità monetaria, ma una Entità Politica capace di parlare all'unisono e che faccia sapere al resto del mondo che: o dagli accordi di Minsk o dalla proposta di pace della Cina o da qualsiasi altro spunto attuabile, da dovunque venga, si debba assolutamente partire utilizzando i mezzi opportuni per far tacere le armi.

Le parole come: tregua, cessate il fuoco, tavolo delle trattative, accordo, sono  parole  tanto attese e ancora non pronunciate.

Non pronunciate da chi sembra non capire le sofferenze del popolo Ucraino: dei loro ragazzi morti come soldati, dei civili inermi uccisi, delle loro città rase al suolo, del destino dei profughi e della gente che ha preso tutto, e ha abbandonato tutto.

Non pronunciate da chi sembra non capire le sofferenze della gente di Kazan o di altre province russe che vede partire i loro figli coscritti, per un fronte lontano, per partecipare ad una guerra non loro, con il rischio di saltare in aria in un blindato o essere o in sei in una fossa per proteggersi dal freddo, e poi fatti a pezzi da un drone.

Non pronunciate da chi non capisce che le ripercussioni economiche di questo conflitto pesano sì sulle nazioni europee che vedono bollette energetiche e delle materie prime aumentate, ma anche di quei paesi che dipendono dal grano Russo e Ucraino e del Gas importato come la Tunisia, l'Algeria ed altri paesi del Nord Africa e del Medio Oriente dove manca latte, zucchero,medicinali  e cous cous.

Non pronunciate da chi non vuole capire che l'uranio impoverito avvelena corsi d'acqua,  aria e terreni per generazioni e che il rischio atomico è ben presente, basti pensare al rischio connesso alle centrali nucleari o all'uso di armi tattiche.

Non pronunciate da chi non vuole capire che tutti diventiamo più poveri.

L'Ucraina perché perde un popolo. 

La Russia perché perde una generazione di giovani.

L'Europa che vede già una sottrazione delle risorse dal Welfare in favore delle spese per la difesa.

E soprattutto le nuove generazioni di tutto il mondo che si porteranno sulle spalle gli effetti e le conseguenze a lungo termine di questo conflitto.

Parole  non pronunciate da chi non ha capito che vogliamo uscire fuori dalle logiche geopolitiche che non interessano il popolo, visto che il rischio di una annessione da blitzkrieg è stato sventato, e che gli accordi di Yalta e la divisione in blocchi erano funzionali ad un'epoca oramai superata, e che il miliardo di euro  inviati dall'Italia ed i 2,5 dalla G.B. e i 44,3 degli Stati Uniti sotto forma di armi fossero stati utilizzati per lo sviluppo delle regioni adesso martoriate dalla guerra ci sarebbe stato uno stato di benessere e convivenza pacifica per almeno altri 1000 anni.

Ebbene vi scriviamo affinchè ci si adoperi tutti, ognuno dal proprio posto: voi Parlamentari noi cittadini per far risorgere un'Europa più aperta, pacifica, giusta e capace di dialogo con una voce propria e unica e forte, un'azione corale che coinvolga i leader di tutti i paesi che compongono l'unione europea, per invitare subito tutte le parti in causa ad un immediato cessate il fuoco ed a sedersi ad un tavolo delle trattative insieme alle altre potenze per ottenere una Pace duratura.

Vi invitiamo a sottoscrivere la presente petizione per dare forza ai nostri rappresentanti presenti nelle Istituzioni Europee per  costruire una Casa Europea attenta e occupata con tutte le sue forze a costruire e difendere la PACE per l’oggi e per  le future generazioni.

Questo è il nostro e vostro compito.

Sora (Europa) 1 maggio 2023

Dott. Luciano Conte

 

 

 

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Petizione creata in data 4 maggio 2023