

Radiazione dell'Albo dei Giornalisti di Vittorio Feltri
Il problema
Egr. Signor Ministro della Giustizia, On Alfonso Bonafede,
Spett.le Consiglio Nazionale - Ordine dei Giornalisti,
Spett,le Ordine dei Giornalisti Consiglio Regionale della Lombardia,
Spett.le Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni,
L'art. 2 della Legge 3 febb. 1963 n. 69 recante l'Ordinamento della Professione di Giornalista come aggiornato dalla Legge 198/2016 e al D.Lgs. 67/2017, recita: “È diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà di informazione e di critica, limitata dall’osservanza delle norme di legge dettate a tutela della personalità altrui ed è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti, osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede. Devono essere rettificate le notizie che risultino inesatte, e riparati gli eventuali errori. Giornalisti e editori sono tenuti a rispettare il segreto professionale sulla fonte delle notizie, quando ciò sia richiesto dal carattere fiduciario di esse, e a promuovere lo spirito di collaborazione tra colleghi, la cooperazione fra giornalisti e editori, e la fiducia tra la stampa e i lettori”.
L'articolo 24 della stessa legge, invece, stabilisce che: “Il Ministro della giustizia esercita l’alta vigilanza sui Consigli dell’Ordine. Egli può, con decreto motivato, sentito il parere del Consiglio nazionale, sciogliere un Consiglio regionale o interregionale, che non sia in grado di funzionare regolarmente; quando sia trascorso il termine di legge senza che si sia provveduto alla elezione del nuovo Consiglio o quando il Consiglio, richiamato all'osservanza degli obblighi ad esso imposti, persista nel violarli. Con lo stesso decreto il Ministro nomina, scegliendo fra i giornalisti professionisti, un commissario straordinario, al quale sono affidate le funzioni fino alla elezione del nuovo Consiglio, che deve avere luogo entro novanta giorni dal decreto di scioglimento”.
Ancora, al Titolo III della stessa normativa, e precisamente all'art. 48, si stabilisce che "Gli iscritti nell'albo, negli elenchi o nel registro, che si rendano colpevoli di fatti non conformi al decoro e alla dignità professionali, o di fatti che compromettano la propria reputazione o la dignità dell’ordine, sono sottoposti a procedimento disciplinare. Il procedimento disciplinare è iniziato d’ufficio dal Consiglio regionale o interregionale, o anche su richiesta del procuratore generale competente ai sensi dell’art. 44".
Il seguente articolo 51 della stessa norma, fissando una gradualità crescente delle sanzioni disciplinari, stabilisce che "Le sanzioni disciplinari sono pronunciate con decisione motivata dal Consiglio, previa audizione dell’incolpato. Esse sono: a) l’avvertimento; b) la censura; c) la sospensione dall'esercizio della professione per un periodo non inferiore a due mesi e non superiore ad un anno; d) la radiazione dall'albo”.
Infine, all'articolo 55 di detta norma, viene stabilito che " La radiazione può essere disposta nel caso in cui l’iscritto con la sua condotta abbia gravemente compromesso la dignità professionale fino a rendere incompatibile con la dignità stessa la sua permanenza nell'albo, negli elenchi o nel registro".
In ragione e conseguenza delle richiamate norme e in considerazione degli eventi che vedono protagonista il 'giornalista' e direttore editoriale (non responsabile) del quotidiano Libero (Editoriale Libero S.r.l.), signor Vittorio Feltri, emergono con chiarezza le conseguenze sanzionatorie alle quali lo stesso deve soggiacere.
Gravissime, infatti, sono le affermazioni rese dal giornalista Vittorio Feltri durante la trasmissione televisiva ‘Fuori dal Coro di Mario Giordano’ che è andata in onda il 21/04/2020 sul canale Rete 4 di Mediaset.
Non meno gravi, poi, sono quelle ulteriormente rese durante la trasmissione radiofonica 'La Zanzara', andata in onda il 22/04/2020 sulla Radio24 del Gruppo24ore.
Per non parlare, infine, di quelle messe nero su bianco e pubblicate online in un articolo, poi 'svanito' dalla rete, come per magia. (https://www.liberoquotidiano.it/news/personaggi/22236180/vittorio_feltri_fuori_dal_coro_meridionali_inferiori_noi.html
Orbene, qualcuno potrebbe obiettare che tali comportamenti travalicano le competenze che la legge ha demandato ai Consigli di disciplina territoriali degli Ordini dei giornalisti.
Tale difesa, però, stride con la realtà dei fatti e con la cronica inerzia dell’Ordine dei giornalisti di Milano.
Quest’ultimo, infatti, ha avuto innumerevoli possibilità di intervenire energicamente e contrastare le più che note esternazioni del suo iscritto, Vittorio Feltri.
Sebbene ciò, però, non solo non è mai intervenuto ma, cosa più grave, ha da sempre evitato di dare risposta a quanti, a gran voce, ne chiedevano la radiazione ( Cfr. fra i tanti la petizione di Sandro Ruotolo su https://www.change.org/p/facciamorete-ordine-dei-giornalisti-radiazione-di-vittorio-feltri-carloverna58-odg-cnog ).
Questo omertoso e complice comportamento, non può e non deve passare inosservato ed impunito.
A fronte di ciò, dunque, è doveroso chiedere al Ministro della Giustizia di intervenire applicando quanto al richiamato art 24 della della Legge 3 febb. 1963 n. 69 (come modificata dalla Legge 198/2016 e al D.Lgs. 67/2017).
Nello specifico, in forza di tale previsione normativa, si chiede al Signor Ministro della Giustizia di procedere con lo sciogliere il Consiglio Regionale dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, avendo questo dimostrato di non essere in grado di funzionare regolarmente, avendo consentito che i comportamenti del giornalista Vittorio Feltri giungessero sino a travolgere l’immagine dell’intera categoria dei giornalisti italiani.
Con le sue ultime esternazioni, poi, il giornalista Vittorio Feltri ha offeso l’intero processo storico evolutivo che ha portato all'unità d’Italia e con esso, in particolare, il Meridione.
Si chiede, quindi, al Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti di procedere con immediatezza alla radiazione del giornalista Vittorio Feltri, dato che lo stesso con i sui comportamenti ha compromesso il decoro e la dignità professionale propria della categoria, nonché la reputazione e la dignità dell’intero ordine dei giornalisti.
Ancora si chiede all'Agcom, di monitorare le trasmissioni in cui con maggiore frequenza in questi ultimi mesi, il giornalista Vittorio Feltri, ha utilizzato espressioni ampiamente fuori le righe caratterizzate da un linguaggio evidentemente discriminatorio.
L'urgenza di tali interventi è resa ancor più improcrastinabile in ragione della linea 'difensiva' stigmatizzata nel comunicato a firma del presidente del Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti (https://www.odg.it/caso-feltri-cnog-valuta-danno-di-immagine-per-giornalisti-segnalazioni-disciplinari-per-conduttori-tv-e-intervento-agcom-per-hatespeech-in-trasmissioni/37139
Cordialità
Francesco Mennillo
PETIZIONE CHIUSA
Il problema
Egr. Signor Ministro della Giustizia, On Alfonso Bonafede,
Spett.le Consiglio Nazionale - Ordine dei Giornalisti,
Spett,le Ordine dei Giornalisti Consiglio Regionale della Lombardia,
Spett.le Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni,
L'art. 2 della Legge 3 febb. 1963 n. 69 recante l'Ordinamento della Professione di Giornalista come aggiornato dalla Legge 198/2016 e al D.Lgs. 67/2017, recita: “È diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà di informazione e di critica, limitata dall’osservanza delle norme di legge dettate a tutela della personalità altrui ed è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti, osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede. Devono essere rettificate le notizie che risultino inesatte, e riparati gli eventuali errori. Giornalisti e editori sono tenuti a rispettare il segreto professionale sulla fonte delle notizie, quando ciò sia richiesto dal carattere fiduciario di esse, e a promuovere lo spirito di collaborazione tra colleghi, la cooperazione fra giornalisti e editori, e la fiducia tra la stampa e i lettori”.
L'articolo 24 della stessa legge, invece, stabilisce che: “Il Ministro della giustizia esercita l’alta vigilanza sui Consigli dell’Ordine. Egli può, con decreto motivato, sentito il parere del Consiglio nazionale, sciogliere un Consiglio regionale o interregionale, che non sia in grado di funzionare regolarmente; quando sia trascorso il termine di legge senza che si sia provveduto alla elezione del nuovo Consiglio o quando il Consiglio, richiamato all'osservanza degli obblighi ad esso imposti, persista nel violarli. Con lo stesso decreto il Ministro nomina, scegliendo fra i giornalisti professionisti, un commissario straordinario, al quale sono affidate le funzioni fino alla elezione del nuovo Consiglio, che deve avere luogo entro novanta giorni dal decreto di scioglimento”.
Ancora, al Titolo III della stessa normativa, e precisamente all'art. 48, si stabilisce che "Gli iscritti nell'albo, negli elenchi o nel registro, che si rendano colpevoli di fatti non conformi al decoro e alla dignità professionali, o di fatti che compromettano la propria reputazione o la dignità dell’ordine, sono sottoposti a procedimento disciplinare. Il procedimento disciplinare è iniziato d’ufficio dal Consiglio regionale o interregionale, o anche su richiesta del procuratore generale competente ai sensi dell’art. 44".
Il seguente articolo 51 della stessa norma, fissando una gradualità crescente delle sanzioni disciplinari, stabilisce che "Le sanzioni disciplinari sono pronunciate con decisione motivata dal Consiglio, previa audizione dell’incolpato. Esse sono: a) l’avvertimento; b) la censura; c) la sospensione dall'esercizio della professione per un periodo non inferiore a due mesi e non superiore ad un anno; d) la radiazione dall'albo”.
Infine, all'articolo 55 di detta norma, viene stabilito che " La radiazione può essere disposta nel caso in cui l’iscritto con la sua condotta abbia gravemente compromesso la dignità professionale fino a rendere incompatibile con la dignità stessa la sua permanenza nell'albo, negli elenchi o nel registro".
In ragione e conseguenza delle richiamate norme e in considerazione degli eventi che vedono protagonista il 'giornalista' e direttore editoriale (non responsabile) del quotidiano Libero (Editoriale Libero S.r.l.), signor Vittorio Feltri, emergono con chiarezza le conseguenze sanzionatorie alle quali lo stesso deve soggiacere.
Gravissime, infatti, sono le affermazioni rese dal giornalista Vittorio Feltri durante la trasmissione televisiva ‘Fuori dal Coro di Mario Giordano’ che è andata in onda il 21/04/2020 sul canale Rete 4 di Mediaset.
Non meno gravi, poi, sono quelle ulteriormente rese durante la trasmissione radiofonica 'La Zanzara', andata in onda il 22/04/2020 sulla Radio24 del Gruppo24ore.
Per non parlare, infine, di quelle messe nero su bianco e pubblicate online in un articolo, poi 'svanito' dalla rete, come per magia. (https://www.liberoquotidiano.it/news/personaggi/22236180/vittorio_feltri_fuori_dal_coro_meridionali_inferiori_noi.html
Orbene, qualcuno potrebbe obiettare che tali comportamenti travalicano le competenze che la legge ha demandato ai Consigli di disciplina territoriali degli Ordini dei giornalisti.
Tale difesa, però, stride con la realtà dei fatti e con la cronica inerzia dell’Ordine dei giornalisti di Milano.
Quest’ultimo, infatti, ha avuto innumerevoli possibilità di intervenire energicamente e contrastare le più che note esternazioni del suo iscritto, Vittorio Feltri.
Sebbene ciò, però, non solo non è mai intervenuto ma, cosa più grave, ha da sempre evitato di dare risposta a quanti, a gran voce, ne chiedevano la radiazione ( Cfr. fra i tanti la petizione di Sandro Ruotolo su https://www.change.org/p/facciamorete-ordine-dei-giornalisti-radiazione-di-vittorio-feltri-carloverna58-odg-cnog ).
Questo omertoso e complice comportamento, non può e non deve passare inosservato ed impunito.
A fronte di ciò, dunque, è doveroso chiedere al Ministro della Giustizia di intervenire applicando quanto al richiamato art 24 della della Legge 3 febb. 1963 n. 69 (come modificata dalla Legge 198/2016 e al D.Lgs. 67/2017).
Nello specifico, in forza di tale previsione normativa, si chiede al Signor Ministro della Giustizia di procedere con lo sciogliere il Consiglio Regionale dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, avendo questo dimostrato di non essere in grado di funzionare regolarmente, avendo consentito che i comportamenti del giornalista Vittorio Feltri giungessero sino a travolgere l’immagine dell’intera categoria dei giornalisti italiani.
Con le sue ultime esternazioni, poi, il giornalista Vittorio Feltri ha offeso l’intero processo storico evolutivo che ha portato all'unità d’Italia e con esso, in particolare, il Meridione.
Si chiede, quindi, al Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti di procedere con immediatezza alla radiazione del giornalista Vittorio Feltri, dato che lo stesso con i sui comportamenti ha compromesso il decoro e la dignità professionale propria della categoria, nonché la reputazione e la dignità dell’intero ordine dei giornalisti.
Ancora si chiede all'Agcom, di monitorare le trasmissioni in cui con maggiore frequenza in questi ultimi mesi, il giornalista Vittorio Feltri, ha utilizzato espressioni ampiamente fuori le righe caratterizzate da un linguaggio evidentemente discriminatorio.
L'urgenza di tali interventi è resa ancor più improcrastinabile in ragione della linea 'difensiva' stigmatizzata nel comunicato a firma del presidente del Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti (https://www.odg.it/caso-feltri-cnog-valuta-danno-di-immagine-per-giornalisti-segnalazioni-disciplinari-per-conduttori-tv-e-intervento-agcom-per-hatespeech-in-trasmissioni/37139
Cordialità
Francesco Mennillo
I decisori


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Petizione creata in data 22 aprile 2020