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ORA BASTA! ALLARME PER I BENI CULTURALI: PROTEGGIAMO I RESTAURATORI A RISCHIO D'ESTINZIONE

                                                 ABSTRACT:

12 anni in attesa. Tanto è il tempo trascorso dall’anno 2004 in cui il Ministro Urbani siglò con il suo nome la legge sulla tutela del patrimonio culturale oggi conosciuta come  “Il Codice”.

In esso per la prima volta il “restauratore di beni culturali” veniva elevato a rango di “dottore”, indicando al contempo la strada per garantire l’accesso alla formazione ad un più vasto numero di aspiranti professionisti del restauro, contro i pochissimi riconosciuti idonei attraverso il concorso di ammissione alle più celebri scuole di restauro nel mondo.

Erano i tempi in cui l’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, l’Opificio delle Pietre Dure, la Scuola per il Restauro di Ravenna e l’Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario dettavano legge. Di quella legge oggi si ha solo un lontano ricordo...

L’Italia delle contraddizioni non si smentisce mai: sceglie di ignorare la voce del Governo che punta una coccarda tricolore sul proprio petto: non solo impedisce il riconoscimento del titolo accademico conquistato dagli allievi delle SAF attraverso quasi 8.000 ore di studio (voluto dalla legge del 2004 e ribadito nella Buona Scuola del 2015), ma permette anche che una norma transitoria (in applicazione di una folle sanatoria nazionale), includa proprio i restauratori altamente formati, molti dei quali divenuti persino docenti nelle medesime scuole che oggi laureano i propri studenti, depauperandoli di un titolo abilitante all’esercizio della professione, già sancito da una commissione statale attraverso selettivi esami d'ingresso e di uscita.

Lo Stato rinnega lo Stato ed intanto il livellamento su un unico piano di differenti (talvolta assenti) percorsi formativi, affossa per sempre la Storia e la Cultura del Restauro Italiano.

Proprio mentre l’Italia spalanca le porte all’Europa accademica e il Ministro dei Beni Culturali annuncia la creazione della task force tutta italiana e proveniente dalle SAF del restauro, assegnata dall'ONU per la tutela del patrimonio culturale mondiale, il vanto nazionale de la crème dei restauratori nel mondo offre allo straniero la cura del proprio patrimonio culturale su un vassoio d’argento!

Ecco perché Italia Nostra onlus e l’associazione ORA Organizzazione Restauratori Alta-formazione lanciano questa petizione, che rivendica il valore della formazione di alta qualità per la conservazione del patrimonio.

Un consistente elenco di promotori e primi firmatari della Petizione si aggiunge per rafforzare il grido di allarme. Tra di essi, nomi illustri del mondo della cultura, del giornalismo e della divulgazione scientifica specialistica, a cui si aggiungono nomi delle rappresentanze Istituzionali.

Le richieste dei sottoscrittori della presente petizione indirizzate al Presidente del Consiglio dei Ministri, all Ministro per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo  e al Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca sono le seguenti:

  1. di riconoscere il diploma conseguito nelle prestigiose Scuole italiane di restauro statali come equipollente alla laurea magistrale a TUTTI I RESTAURATORI in esse formatisi, in applicazione dell’art.29, comma 9 del “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio” (D.lgs 42/2004), superando le eventuali ambiguità presenti nei regolamenti attuativi e quelle derivate dalla legge cosiddetta della "Buona Scuola", nonché dalla erronea interpretazione delle disposizioni normative in materia;
  2. di collocare i diplomati delle S.A.F. per il restauro di beni culturali nel livello 8 di EQF (inquadramento europeo delle qualificazioni professionali), assicurando adeguato riconoscimento alla loro specialissima formazione teorico-metodologica e tecnico-operativa.
  3. di collocare i medesimi diplomati - contestualmente all’adeguato inquadramento EQF - in un elenco specifico che ricomprenda anche i laureati presso tutte le Istituzioni formative accreditate all’insegnamento del Restauro, denominato “Conservatori e Restauratori di Beni Culturali”, da custodirsi presso il Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo o da costituirsi sotto forma di albo, ordine o collegio a salvaguardia dell’alto profilo del Conservatore e Restauratore di Beni Culturali, come GARANZIA PER LA  TUTELA DEL PATRIMONIO STORICO-ARTISTICO DI PROPRIETÀ DELLO STATO E DI TUTTI GLI ITALIANI.

                                        se vuoi approfondire

                    leggi il  TESTO COMPLETO DELLA PETIZIONE

           e guarda l'ELENCO DEI  PROMOTORI E PRIMI FIRMATARI:

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                                              ORA BASTA!
     ALLARME PER IL PATRIMONIO ITALIANO DEI BENI CULTURALI:
           PROTEGGIAMO I RESTAURATORI ALTAMENTE FORMATI
                                 A RISCHIO D’ESTINZIONE

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Diritti negati e denari sprecati. Ecco il duplice - ma ancora evitabile - danno che l’Italia fa a se stessa e al proprio patrimonio artistico culturale, per una posizione di stallo assunta dalle Istituzioni statali (Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo e Ministero dell'Istruzione e dell'Università), che sfuggono al dovere di riconoscere proprio ai restauratori formati nelle loro prestigiosissime Scuole (Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, Opificio delle Pietre Dure con la sede distaccata della Scuola per il Restauro del Mosaico di Ravenna e l'Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario), l'equipollenza tra il loro diploma e quello di laurea magistrale in restauro, che attualmente viene rilasciato dalle Università.

Tra questi professionisti del restauro abbiamo nomi famosi in tutto il mondo, che hanno contribuito nel corso dell’esistenza degli stessi Istituti allo sviluppo della ricerca, dando così un rilevante apporto alla definizione del lavoro interdisciplinare e alla sua crescita, nonché alla formazione delle successive generazioni; tutto ciò ha portato inevitabilmente ad identificare proprio in quei nomi la stessa garanzia di qualità degli Istituti di appartenenza, contribuendo a renderli l’eccellenza di cui oggi il Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo - per non dire l'Italia tutta - giustamente porta vanto per le competenze in materia di conservazione dei beni culturali dimostrate in tutto il mondo.

La questione si trascina da diversi anni, ma ora ha assunto toni che hanno del paradossale.

L'equipollenza del diploma rilasciato dalle Scuole di restauro del Ministero è stata recentemente riconosciuta esclusivamente agli allievi di ultimissima generazione, grazie ad un accordo tra il Ministero dei Beni Culturali ed il Ministero dell’Università e Ricerca. L’Università infatti da pochi anni è obbligata a strutturare l’insegnamento del restauro sul modello delle Scuole del Ministero dei Beni Culturali, che non a caso vengono qualificate dalla normativa come Scuole di Alta Formazione (S.A.F.); ma a loro volta tali storiche Scuole contestualmente devono essere abilitate a insegnare il restauro accreditandosi con parametri universitari. Ecco il primo elemento paradossale.

L’eccellenza dei diplomati delle S.A.F. è da più di 70 anni uno dei motivi di orgoglio del nostro Paese, tanto che il Ministro dei Beni Culturali Franceschini, annunciando l’affidamento all’Italia del ruolo di “caschi blu” del patrimonio culturale da parte dell’ONU, ha reclutato gli specialisti di riferimento esclusivamente fra docenti e diplomati proprio dell'Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro e dell'Opificio delle Pietre Dure.

Eppure l’attuale stravolgimento dell’impianto normativo, che era stato definito nel 2004 con il Codice dei beni culturali e del Paesaggio, richiede persino a diplomati e docenti di questi Istituti di sottoporsi a un riesame della propria qualifica di Restauratore, al pari di chi, non avendo avuto una formazione specifica e prolungata, ma disponendo soprattutto di esperienza lavorativa guadagnata "sul campo", sarà qualificato Restauratore di Beni Culturali!

Attualmente il Ministero dei Beni Culturali sta infatti attuando le disposizioni transitorie finalizzate alla costituzione di un elenco nazionale dei Restauratori nel quale confluiranno operatori con le più svariate tipologie formative. Tuttavia, una volta conclusasi questa procedura di sanatoria, l’accesso alla professione sarà esclusivamente connesso al possesso del titolo di studio di livello universitario. Ecco dunque il secondo paradosso.

Il diniego del riconoscimento di effettiva equipollenza del diploma fino ad oggi conseguito presso l'Opificio delle Pietre Dure (operante dal 1975), presso l'Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro (istituito nel 1939) e l'Istituto Centrale per il Restauro del Patrimonio Archivistico e Librario (istituito nel 1938), è anche uno spreco di denaro pubblico, perché in tali Scuole il costo che lo Stato sostiene in media per formare ogni singolo restauratore è di oltre 250.000 euro, tale è l'investimento in docenti, attrezzature, durata della didattica teorica e pratica.

Eppure lo stesso Stato - ed ecco il terzo paradosso - avendo stravolto nei fatti la normativa del 2004, sta ora inspiegabilmente depotenziando le figure professionali della conservazione di beni culturali formate nelle sue prestigiose Scuole, da sempre universalmente ritenute tra le migliori al mondo, negando ad esse:

  • la validazione di un percorso formativo che ha comportato esami d’ammissione da parte di commissioni statali severi e selettivi all’ingresso e, in uscita, la discussione di una tesi di diploma, con carattere di ricerca teorico-metodologica e tecnico-operativa;
  • l’esercizio professionale di prerogative tipiche dei possessori di laurea magistrale, quali l’insegnamento di ruolo nelle Università - escludendoli di fatto dalla procedura di Abilitazione Scientifica Nazionale (ASN) del MiUR - e l’ammissione a concorsi pubblici (laddove il requisito è richiesto),  la partecipazione a protocolli di ricerca, la conduzione di progetti nell'ambito e per conto della committenza pubblica, ecc.; 
  • l’approfondimento delle competenze professionali a livelli superiori di formazione e aggiornamento con master universitari post-lauream e l'acquisizione di ulteriori crediti formativi, come peraltro esige la normativa statale, che impone l’aggiornamento costante di chi esercita professioni regolamentate;
  • un riconoscimento adeguato (livello 8) nel sistema europeo di classificazione delle professioni (EQF), in ragione dell'altissimo numero dei crediti conseguiti durante il percorso formativo nelle S.A.F., a tutti coloro che si sono diplomati prima del loro adeguamento ai normali parametri universitari.

 A un ulteriore paradosso si potrebbe assistere qualora le gare d’appalto per restauri significativi nel nostro Paese risultassero precluse ai restauratori italiani, seppur di specialissima formazione teorico-metodologica e tecnico-operativa, e assegnate a restauratori stranieri, in virtù di un inquadramento di livello superiore di EQF operato dai propri Governi nazionali, rispetto a quello nel quale stanno per venire collocati i migliori restauratori italiani.

Il mancato riconoscimento del massimo titolo formativo conseguibile nell'ordinamento italiano a questi professionisti, nel negare - di fatto - il raggiungimento di una formazione di livello universitario, svuota di senso l'ingente investimento pubblico, configurando un autentico spreco.

E' DUNQUE DAVVERO RILEVANTE IL DANNO ARRECATO ALLO STATO E ALL’INTERO POPOLO ITALIANO, DALLA DEQUALIFICAZIONE DI FIGURE PROFESSIONALI ESSENZIALI PER IL RICONOSCIMENTO E PER LA BUONA CONSERVAZIONE DEL PATRIMONIO ARTISTICO E STORICO ITALIANO, DI PROPRIETÀ PUBBLICA O PRIVATA, MA MORALMENTE APPARTENENTE A TUTTI GLI ITALIANI, COME RICONOSCE L'ART. 9 DELLA COSTITUZIONE.

Ciò premesso:

I sottoscrittori della presente petizione chiedono pertanto al Parlamento e al Governo italiano, nelle persone del Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi, del Ministro per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini e del Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Stefania Giannini quanto di rispettiva competenza:

  1. di riconoscere il diploma conseguito nelle prestigiose Scuole italiane di restauro statali come equipollente alla laurea magistrale a TUTTI I RESTAURATORI in esse formatisi, in applicazione dell’art.29, comma 9 del “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio” (D.lgs 42/2004), superando le eventuali ambiguità presenti nei regolamenti attuativi e quelle derivate dalla legge cosiddetta della "Buona Scuola", nonché dalla erronea interpretazione delle disposizioni normative in materia;
  2. di collocare i diplomati delle S.A.F. per il restauro di beni culturali nel livello 8 di EQF (inquadramento europeo delle qualificazioni professionali), assicurando adeguato riconoscimento alla loro specialissima formazione teorico-metodologica e tecnico-operativa.
  3. di collocare i medesimi diplomati - contestualmente all’adeguato inquadramento EQF - in un elenco specifico che ricomprenda anche i laureati presso tutte le Istituzioni formative accreditate all’insegnamento del Restauro, denominato “Conservatori e Restauratori di Beni Culturali”, da custodirsi presso il Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo o da costituirsi sotto forma di albo, ordine o collegio a salvaguardia dell’alto profilo del Conservatore e Restauratore di Beni Culturali, come GARANZIA PER LA  TUTELA DEL PATRIMONIO STORICO-ARTISTICO DI PROPRIETÀ DELLO STATO E DI TUTTI GLI ITALIANI.

 

AUTORI

ORA Organizzazione Restauratori Alta-Formazione

ITALIA NOSTRA Onlus

 

PROMOTORI

ORA – organizzazione restauratori alta-formazione

Presidente: Laura Lucioli

Vice-presidenti: Daphne De Luca; Nanni Mole’

 

ITALIA NOSTRA onlus

Presidente: Marco Parini

Vice-presidente: Pietro Petraroia

 

Associazione GIOVANNI SECCO SUARDO

Presidente e fondatore: Lanfranco Secco Suardo

 

RSF – RESTAURATORI SENZA FRONTIERE 

Presidente: Paolo Pastorello

 

On. SILVIA COSTA Presidente della Commissione Cultura e Istruzione del Parlamento europeo

On. SERENA PELLEGRINO Vice-presidente della VIII COMMISSIONE (Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici) della CAMERA DEI DEPUTATI

 

CRISTINA ACIDINI

PIO BALDI

AMEDEO BELLINI

CARLO BERTELLI 

EVELINA BOREA

ENZO BORSELLINO

MASSIMO BRAY

ANDREA CARANDINI

DONATELLA CAVEZZALI

MARCO CIATTI

GIANLUIGI COLALUCCI

ANTONIO FORCELLINO

CARLO FRANCINI  

MARIA CAROLINA GAETANI

ROBERTO GIACOBBO

CARLO GIANTOMASSI

FABIO GRANATA

BARBARA JATTA

ISABELLA LAPI BALLERINI

MARISA LAURENZI TABASSO.

FABRIZIO LEMME

MARCO MAGNIFICO

LETIZIA MONTALBANO

TOMASO MONTANARI

MASSIMO MONTELLA

COSTANZA MORA

ALESSANDRA MORELLI

PAOLO NUMERICO

EDEK OSSER

MICHELA PALAZZO

ANTONIO PAOLUCCI

ANTONIO RAVA

NATHALIE RAVANEL 

ANNA MARIA REGGIANI

LIDIA RISSOTTO

VITTORIO SGARBI

CARLA TOMASI

ROSALIA VAROLI PIAZZA

LICIA VLAD BORRELLI

BRUNO ZANARDI

DONATELLA ZARI

This petition was delivered to:
  • Presidente del Consiglio dei Ministri
    Matteo Renzi
  • Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo
    Dario Franceschini
  • Ministro dei Beni Culturali
    Dario Franceschini
  • Presidente del Consiglio
    Matteo Renzi
  • Presidente Commissione Cultura Parlamento Europeo
    Silvia Costa
  • Presidente VII Commissione Cultura alla Camera dei Deputati
    Flavia Piccoli Nardelli
  • Ministro Istruzione, Università e Ricerca
    Stefania Giannini


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