Opporsi al museo George Patton a Gela

Firmatari recenti
Maria Elisabetta Sanfilippo e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

A Gela si torna a discutere di memoria storica e del modo in cui essa viene rappresentata nello spazio pubblico.
L’amministrazione comunale starebbe infatti valutando la realizzazione di un museo dedicato al generale statunitense George S. Patton, comandante delle forze americane impegnate nella campagna di Sicilia del 1943.

La proposta, avanzata da un’associazione denominata "Mediatica, world company ideas", prevede anche una epigrafe dal tono fortemente simbolico: “Gela 1943. Da qui è iniziata la libertà.”

Questa formulazione ha sollevato più di una perplessità per il carattere fortemente celebrativo, fuorviante e semplificato della narrazione proposta.

Il punto sollevato da diversi osservatori è semplice: è opportuno dedicare un museo a un comandante militare straniero senza considerare anche il comportamento delle truppe che operavano sotto il suo comando?

Intitolare un museo a Patton potrebbe essere percepito come una celebrazione di una figura che, per molti, simboleggia la violenza e la distruzione subite dalla Sicilia e dall'Italia durante la guerra.

La campagna militare iniziata con l’Operazione Husky portò rapidamente le truppe alleate a occupare vaste aree dell’isola.
In molte narrazioni queste truppe vengono presentate come “liberatrici”. 
Tuttavia la documentazione storica mostra come, accanto alle operazioni militari, si verificarono anche episodi estremamente gravi, veri e propri crimini, che coinvolsero civili e prigionieri.
Questi episodi riguardano soldati appartenenti a unità dell’esercito statunitense impegnate nella campagna di Sicilia e quindi militari che operavano sotto il comando generale di Patton, che secondo testimonianze attendibili, avrebbe istigato ufficiali e truppe a non fare prigionieri in un messaggio diffuso sulle navi nelle ore immediatamente precedenti lo sbarco : “Se si arrendono quando tu sei a due-trecento metri da loro, non badare alle mani alzate. Mira tra la terza e la quarta costola, poi spara. Si fottano, nessun prigioniero! E finito il momento di giocare, è ora di uccidere! Io voglio una divisione di killer, perché i killer sono immortali!».

Intitolare un museo a un comandante militare significa attribuirgli un forte valore simbolico. 
Ed è proprio per questo che, di fronte alla proposta avanzata a Gela, molti ritengono inevitabile porsi una domanda.
Alla luce dei fatti documentati e del comportamento di alcune unità poste sotto il suo comando, è davvero appropriato ed opportuno dedicare a George Patton un museo celebrativo proprio in uno dei territori che vissero e subirono direttamente quelle criminali vicende?

La risposta è assolutamente no!

Questo rischierebbe di riaprire vecchie ferite e di dividere ulteriormente la comunità locale e non solo. È importante che il museo rifletta e onori la storia e la cultura d'Italia, della Sicilia e di Gela, celebrando le loro ricche tradizioni, piuttosto che associazioni con figure militari straniere e controverse.

Propongo invece di dedicare il museo a figure locali che hanno contribuito positivamente alla cultura, alla storia o alla scienza, oppure che sia dedicato alla divisione “Livorno” immolatasi integralmente, nel 1943, per difendere il suolo della Patria!

Chiedo a tutti coloro che si sentono toccati da questa questione di firmare questa petizione e di chiedere una revisione della proposta attuale.
Facciamo sentire la nostra voce e assicuriamo che la nostra storia venga raccontata in modo rispettoso e veritiero.
Firmate la petizione per opporvi al museo dedicato a George Patton a Gela.

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Massimo LucioliPromotore della petizione

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Il problema

A Gela si torna a discutere di memoria storica e del modo in cui essa viene rappresentata nello spazio pubblico.
L’amministrazione comunale starebbe infatti valutando la realizzazione di un museo dedicato al generale statunitense George S. Patton, comandante delle forze americane impegnate nella campagna di Sicilia del 1943.

La proposta, avanzata da un’associazione denominata "Mediatica, world company ideas", prevede anche una epigrafe dal tono fortemente simbolico: “Gela 1943. Da qui è iniziata la libertà.”

Questa formulazione ha sollevato più di una perplessità per il carattere fortemente celebrativo, fuorviante e semplificato della narrazione proposta.

Il punto sollevato da diversi osservatori è semplice: è opportuno dedicare un museo a un comandante militare straniero senza considerare anche il comportamento delle truppe che operavano sotto il suo comando?

Intitolare un museo a Patton potrebbe essere percepito come una celebrazione di una figura che, per molti, simboleggia la violenza e la distruzione subite dalla Sicilia e dall'Italia durante la guerra.

La campagna militare iniziata con l’Operazione Husky portò rapidamente le truppe alleate a occupare vaste aree dell’isola.
In molte narrazioni queste truppe vengono presentate come “liberatrici”. 
Tuttavia la documentazione storica mostra come, accanto alle operazioni militari, si verificarono anche episodi estremamente gravi, veri e propri crimini, che coinvolsero civili e prigionieri.
Questi episodi riguardano soldati appartenenti a unità dell’esercito statunitense impegnate nella campagna di Sicilia e quindi militari che operavano sotto il comando generale di Patton, che secondo testimonianze attendibili, avrebbe istigato ufficiali e truppe a non fare prigionieri in un messaggio diffuso sulle navi nelle ore immediatamente precedenti lo sbarco : “Se si arrendono quando tu sei a due-trecento metri da loro, non badare alle mani alzate. Mira tra la terza e la quarta costola, poi spara. Si fottano, nessun prigioniero! E finito il momento di giocare, è ora di uccidere! Io voglio una divisione di killer, perché i killer sono immortali!».

Intitolare un museo a un comandante militare significa attribuirgli un forte valore simbolico. 
Ed è proprio per questo che, di fronte alla proposta avanzata a Gela, molti ritengono inevitabile porsi una domanda.
Alla luce dei fatti documentati e del comportamento di alcune unità poste sotto il suo comando, è davvero appropriato ed opportuno dedicare a George Patton un museo celebrativo proprio in uno dei territori che vissero e subirono direttamente quelle criminali vicende?

La risposta è assolutamente no!

Questo rischierebbe di riaprire vecchie ferite e di dividere ulteriormente la comunità locale e non solo. È importante che il museo rifletta e onori la storia e la cultura d'Italia, della Sicilia e di Gela, celebrando le loro ricche tradizioni, piuttosto che associazioni con figure militari straniere e controverse.

Propongo invece di dedicare il museo a figure locali che hanno contribuito positivamente alla cultura, alla storia o alla scienza, oppure che sia dedicato alla divisione “Livorno” immolatasi integralmente, nel 1943, per difendere il suolo della Patria!

Chiedo a tutti coloro che si sentono toccati da questa questione di firmare questa petizione e di chiedere una revisione della proposta attuale.
Facciamo sentire la nostra voce e assicuriamo che la nostra storia venga raccontata in modo rispettoso e veritiero.
Firmate la petizione per opporvi al museo dedicato a George Patton a Gela.

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I decisori

Comune di Gela, Sindaco
Comune di Gela, Sindaco
Giuseppe Terenziano Di Stefano
Regione Sicilia, Assessorato Beni Culturali
Regione Sicilia, Assessorato Beni Culturali
Francesco Paolo Scarpinato

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Petizione creata in data 14 marzo 2026