Opponetevi alla rimozione delle opere del maestro Nani Razetti. "Razetti non si tocca"

Il problema

L’Associazione culturale “Pro Razetti”, assieme a un gruppo di cittadini di Diamante, 
è promotrice dell’iniziativa “Razetti non si tocca” che vuole evitare la rimozione della 
Via Crucis attualmente nella Chiesa del Buon Pastore, appositamente realizzata dal 
Maestro Nani Razetti.
“E’ un’opera di grande rilevanza artistica, dice Angelo Aligia presidente 
dell’Associazione, alla quale tutti i cittadini sono affezionati visto che è l’unica opera 
pubblica di un artista che ha dedicato la sua vita a Diamante, promotore nel 1981 della 
“Operazione murales” che ha fatto conoscere la città in tutto il mondo e che ha avuto 
un seguito in tutti gli anni successivi facendola diventare famosa come la città più 
dipinta d’Italia”.
L’opera realizzata negli anni 80, su commissione del Parroco del tempo Mons. 
Leonardo Aloise, è unica nel suo genere per la potente forza drammatica delle figure e 
soprattutto per l’originale concezione con pannelli non incorniciati che si susseguono 
con diversi rapporti fra di loro e col muro che diventa importante nella fruizione dei 
dipinti.
“Più che quadri, dice Aligia, una vera e propria installazione che anticipa le tendenze 
degli anni successivi”.
Per l’associazione che ha come finalità la tutela e la valorizzazione delle opere di 
Razetti, si tratta di un’iniziativa che mortifica l’amore del Maestro per Diamante e 
l’affetto che tutti i Diamantesi nutrono per quelle opere diventate patrimonio di tutta la 
città. Da qui la richiesta di un ripensamento da parte del Parroco, la sensibilizzazione 
dell’opinione pubblica e della Autorità competenti.
Come prima iniziativa è stata promossa questa raccolta di firme a corredo di una petizione 
alle Autorità competenti per evitare la rimozione dell’opera. Successivamente sarà inviata 
alla Sovrintendenza ai Beni ambientali di Cosenza, al Vescovo di San Marco Argentano, 
al Sindaco di Diamante e all’attuale Parroco della Chiesa del Buon Pastore.
Da quello che si sa non è stata nemmeno prevista una nuova sistemazione dei dipinti 
che rischiano di finire in qualche magazzino, dimenticati o perduti.
“In tutti i casi, precisa Aligia, un deterioramento dell’opera che è stata appositamente 
concepita per la Chiesa del Buon Pastore e non avrebbe senso senza il rapporto col 
muro che è fondamentale nella concezione di Razetti”

avatar of the starter
Gabriella De MariaPromotore della petizione

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Il problema

L’Associazione culturale “Pro Razetti”, assieme a un gruppo di cittadini di Diamante, 
è promotrice dell’iniziativa “Razetti non si tocca” che vuole evitare la rimozione della 
Via Crucis attualmente nella Chiesa del Buon Pastore, appositamente realizzata dal 
Maestro Nani Razetti.
“E’ un’opera di grande rilevanza artistica, dice Angelo Aligia presidente 
dell’Associazione, alla quale tutti i cittadini sono affezionati visto che è l’unica opera 
pubblica di un artista che ha dedicato la sua vita a Diamante, promotore nel 1981 della 
“Operazione murales” che ha fatto conoscere la città in tutto il mondo e che ha avuto 
un seguito in tutti gli anni successivi facendola diventare famosa come la città più 
dipinta d’Italia”.
L’opera realizzata negli anni 80, su commissione del Parroco del tempo Mons. 
Leonardo Aloise, è unica nel suo genere per la potente forza drammatica delle figure e 
soprattutto per l’originale concezione con pannelli non incorniciati che si susseguono 
con diversi rapporti fra di loro e col muro che diventa importante nella fruizione dei 
dipinti.
“Più che quadri, dice Aligia, una vera e propria installazione che anticipa le tendenze 
degli anni successivi”.
Per l’associazione che ha come finalità la tutela e la valorizzazione delle opere di 
Razetti, si tratta di un’iniziativa che mortifica l’amore del Maestro per Diamante e 
l’affetto che tutti i Diamantesi nutrono per quelle opere diventate patrimonio di tutta la 
città. Da qui la richiesta di un ripensamento da parte del Parroco, la sensibilizzazione 
dell’opinione pubblica e della Autorità competenti.
Come prima iniziativa è stata promossa questa raccolta di firme a corredo di una petizione 
alle Autorità competenti per evitare la rimozione dell’opera. Successivamente sarà inviata 
alla Sovrintendenza ai Beni ambientali di Cosenza, al Vescovo di San Marco Argentano, 
al Sindaco di Diamante e all’attuale Parroco della Chiesa del Buon Pastore.
Da quello che si sa non è stata nemmeno prevista una nuova sistemazione dei dipinti 
che rischiano di finire in qualche magazzino, dimenticati o perduti.
“In tutti i casi, precisa Aligia, un deterioramento dell’opera che è stata appositamente 
concepita per la Chiesa del Buon Pastore e non avrebbe senso senza il rapporto col 
muro che è fondamentale nella concezione di Razetti”

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Gabriella De MariaPromotore della petizione

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