PETIZIONE CHIUSA

METTIAMO IN PRATICA I DIRITTI! TUTELE DIRITTI E QUALITA’ FORMATIVA NEL SEMESTRE ANTICIPATO DI PRATICA FORENSE

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Con l'Art. 9 Comma 6 del DL 1 del 2012 (Decreto "semplificazioni" di Monti) si è limitata a massimo 18 mesi la durata dei Tirocini professionali necessari per accedere all'abilitazione all'esercizio delle professioni regolamentate e si è introdotta la possibilità di svolgere parte di tali tirocini, i primi 6 mesi, già durante il corso di studio, sulla base di "un'apposita convenzione quadro stipulata tra i Consigli Nazionali degli Ordini e il Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca".

Tuttavia, per quanto riguarda il tirocinio per gli aspiranti avvocati, a questa previsione si è sovrapposto quanto previsto dalla successiva riforma dell’ordinamento della professione forense (Legge 31 dicembre 2012, n. 247) che agli Art. 40 e successivi regolamenta il tirocinio professionale e prevede che "Il CNF e la Conferenza dei Presidi delle Facoltà di Giurisprudenza promuovono, anche mediante la stipulazione di apposita convenzione, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, la piena collaborazione tra le Facoltà di Giurisprudenza e gli Ordini forensi…”

Su questo quadro normativo si è generata una certa confusione e un susseguirsi di ritardi. Per questo, nonostante la durata di 18 mesi sia già stata applicata e la possibilità di anticipare i primi 6 mesi sia prevista per legge a partire dal 2015, manca ancora il Decreto del Ministero della Giustizia, previsto dall'Art. 41 Comma 13, che deve disciplinare “le modalità di svolgimento del tirocinio e le relative procedure di controllo da parte del competente consiglio dell’Ordine" e della Convenzione tra Consiglio Nazionale Forense e Conferenza dei Presidi e Direttori di Giurisprudenza è stata definita solo una bozza, che però contiene numerose criticità:

  • Accesso alla possibilità di svolgere i 6 mesi di tirocinio l'ultimo anno di Giurisprudenza solo per chi ha una media di 27/30 ed è completamente in pari con il superamento degli esami: quest'ipotesi segnerebbe un ingiustificata discriminazione nei percorsi, consentendo solo ad un numero limitato di studenti di accedere al tirocinio anticipato, sulla base di un insensato criterio di “merito”. 
  • Assenza di qualsiasi reale garanzia per il tirocinante, sia in termini di diritti e tutele, sia della effettiva qualità formativa del tirocinio. 
  • Possibilità per gli Atenei di prevedere percorsi formativi di carattere pratico, specifici per gli studenti che partecipano al tirocinio anticipato, che, se non ben definiti ed estesi a tutti gli studenti, andrebbero a creando un'inaccettabile differenziazione dei percorsi formativi. 
  • Totale mancanza di coinvolgimento degli studenti e del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari.

Mentre per altre professioni regolamentate, come Commercialisti e Notai, sono già state redatte le convenzioni tra MIUR e Ordini e gli studenti possono, quindi, già sostenere il semestre anticipato di tirocinio professionale, questa possibilità è ancora preclusa agli studenti di Giurisprudenza, e si rischia che venga introdotta con una convenzione priva di tutele e qualità formativa.

Per questo chiediamo:

  • Al Ministero della Giustizia l’istituzione di un tavolo di confronto tra i rappresentanti della Conferenza dei Presidi e Direttori di Giurisprudenza, del Consiglio Nazionale Forense, del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari (CNSU) e del Ministero stesso, per la definizione del Decreto Ministeriale su "le modalità di svolgimento del tirocinio”. 
  • Che nel Decreto e nella conseguente Convenzione tra CNF e Conferenza dei Presidi e Direttori di Giurisprudenza, da definirsi con il concorso del CNSU, si preveda la garanzia di diritti e tutele basilari per gli studenti impegnati nel tirocinio anticipato, ed in particolare: 

 

  • Libero accesso al semestre anticipato per tutti gli studenti dell’ultimo anno del CdLM in Giurisprudenza, con la sola previsione di eventuali propedeuticità che garantiscano l’idonea preparazione degli studenti all’efficace svolgimento della pratica. 
  • Garanzia di un effettivo rimborso per le spese sostenute dallo studente/praticante per lo svolgimento della pratica, come quelle connesse agli spostamenti da e verso lo studio, o quelle per i pasti. Ciò è previsto, peraltro, dalla stessa riforma della Professione Forense che all’Articolo 41, comma 11, recita: "Negli studi legali privati, al praticante avvocato è sempre dovuto il rimborso delle spese sostenute per conto dello studio presso il quale svolge il tirocinio". 
  • Esplicito ed assoluto divieto per il Dominus di assegnare allo studente/praticante mansioni ripetitive o di segreteria. 
  • Definizione di un Progetto Formativo chiaro, da accompagnare alla Convenzione, e che garantisca la qualità formativa della pratica, sotto il monitoraggio di un Tutor individuato dal Dipartimento/Scuola di provenienza dello studente. 
  • Garanzia di modalità di svolgimento della pratica che assicurino la compatibilità della stessa con le esigenze didattiche e i con i tempi di vita e di studio dello studente/praticante, rispetto ad orari, assenze, malattia, eventuale volontà di risoluzione del rapporto. Ciò eventualmente anche attraverso la previsione di un accordo in forma scritta, da allegare alla Convenzione e al Progetto Formativo. 
  • Percorsi formativi pratici all’interno del Corso di Studio, aperti a tutti gli studenti.


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