PETIZIONE CHIUSA

LA RACCOLTA DELLE FIRME PER IL “DOPO DI NOI” AVVIATA DALL’ON. ARGENTIN INGANNA I CITTADINI

Questa petizione aveva 526 sostenitori


UTIM (Unione per la tutela delle persone con disabilità intellettiva) via Artisti 36 - 10124 Torino - sito web: www.utimdirittihandicap.it 

 

La questione del "Dopo di noi" è già risolta dalle leggi vigenti. La conoscenza dei diritti esistenti ed esigibili consente infatti ad  oltre un milione di cittadini non autosufficienti e quindi non in grado di autodifendersi di chiedere ed ottenere le prestazioni sancite dalle leggi. Occorre tenere conto delle leggi vigenti, rispettarne i diritti esigibili da esse sanciti, evitare di appoggiare iniziative legislative gravemente fuorvianti

 

LA RACCOLTA DELLE FIRME PER IL “DOPO DI NOI”  AVVIATA DALL’ON. ARGENTIN INGANNA I CITTADINI

L’ On. Argentin ha lanciato una raccolta di firme sostenendo la necessità di una legge in modo che, quando viene a mancare (per decesso o per altri motivi) il sostegno familiare, siano assicurate le occorrenti prestazioni alle persone con gravi disabilità e limitata o nulla autonomia ed ha segnalato che alla Camera dei Deputati sono all’esame alcune proposte di legge (che recano anche la sua firma) con lo scopo di costituire un fondo per garantire il “Dopo di noi”.

 

È di una eccezionale gravità il fatto che l’On. Argentin e gli altri Deputati che hanno presentato le proposte di legge n. 698, 1352 e 2205, attualmente all’esame della Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati abbiano omesso (volutamente?)  di tener conto della piena esigibilità dei diritti sanciti dai Lea, Livelli essenziali delle prestazioni socio-sanitarie, in vigore dal 2003 (decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 29 novembre 2001, le cui norme devono essere obbligatoriamente attuate dalle Asl e dai Comuni in base all’articolo 54 della legge 289/2002).

 

In base ai LEA le Asl ed i Comuni sono tenuti a fornire le occorrenti prestazioni domiciliari, semiresidenziali e residenziali anche alle persone con disabilità intellettiva e limitata o nulla autonomia.

 

Pertanto la questione del “Dopo di noi” è risolta da oltre 10 anni.

 

A questo riguardo nella sentenza n. 36/2013 la Corte costituzionale ha precisato che «l’attività sanitaria e socio-sanitaria a favore di anziani non autosufficienti è elencata tra i livelli essenziali di assistenza sanitaria dal decreto del Presidente del Consiglio sei Ministri 29 novembre 2001». Nella stessa sentenza la Corte costituzionale ha definito non autosufficienti le «persone anziane o disabili che non possono provvedere alla cura della propria mantenere una normale vita di relazione senza l’aiuto determinante di altri».  Da notare che le norme di legge a favore degli  anziani non autosufficienti e quelle per i disabili gravi sono le stesse.

 

I Deputati che hanno presentato le sopra citate proposte di legge n. 698, 1352 e 2205 si sono anche dimenticati (volutamente anche in questo caso?) che la Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati aveva approvato all’unanimità in data 11 luglio 2012 la Risoluzione n. 8-00191 in cui, sulla base della Petizione popolare nazionale riguardante il finanziamento dei Lea (86 adesioni di personalità e di organizzazioni pubbliche e private, 41.496 il totale delle firme raccolte) «considerata l’importanza di assicurare la tutela sanitaria e socio assistenziale dei cittadini con handicap invalidanti, degli anziani malati cronici non autosufficienti , dei soggetti colpiti dal morbo di Alzheimer o da altre forme di demenza senile, nonché dei pazienti psichiatrici, ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 29 novembre 2001 e dell’art. 54 della legge 289 del 2002; rilevato che l’attuazione dei Lea è alquanto carente in molte zone del nostro Paese, sia per ragioni di ordine finanziario, sia perché è ancora estesa la concezione che considera l’inguaribilità  sinonimo di incurabilità» aveva impegnato il Governo «ad assumere le iniziative necessarie ad assicurare la corretta attuazione e la concreta esigibilità delle prestazioni sanitarie e delle cure socio-sanitarie, previste dai LEA, alle persone con handicap invalidanti, agli anziani malati cronici non autosufficienti, ai soggetti colpiti dal morbo di Alzheimer o da altre forme neurodegenerative e di demenza senile ed ai pazienti psichiatrici, assicurando loro l'erogazione delle prestazioni domiciliari, semiresidenziali e residenziali, ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 29 novembre 2001, concernente i livelli essenziali di assistenza; a portare avanti con sollecitudine il lavoro preparatorio volto all’adozione del Piano nazionale per la non autosufficienza chedeve prevedere l’adeguata integrazione fra l’intervento sociale e quello sanitario, in una prospettiva di miglioramento della qualità della vita di anziani e disabili»

 

Per quanto riguarda le prestazioni domiciliari rivolte alle persone colpite da patologie invalidanti e/o da disabilità grave e/o da non autosufficienza si ricorda che è in corso fino al 31 dicembre 2015 la raccolta delle firme di una Petizione popolare nazionale volta ad ottenere dal Parlamento e dal Governo la predisposizione dei provvedimenti necessari per la concreta e sollecita attuazione dei vigenti diritti sanciti dai Lea, in modo che le prestazioni domiciliari, che in base alle leggi vigenti devono essere fornite dalle Asl e dai Comuni, siano considerate prioritarie rispetto alle disposizioni sui ricoveri. Il testo delle due Petizioni sono reperibili nel sito www.fondazionepromozionesociale.it

 

Appello ai Cittadini: conoscere le leggi vigenti per non essere ingannati dalle false notizie e subire noi stessi e i nostri familiari disagi e danni economici.

 

Appello ai Deputati: avere il dovere morale e costituzionale di tenere conto delle leggi che stabiliscono diritti esigibili, soprattutto se riguardano le persone colpite da patologie invalidanti o da disabilità grave o da non autosufficienza. È assai allarmante che, sulla base delle sopra citate omissioni nelle proposte di legge 698,1352 e 2205 sia prevista l’erogazione a fondo perduto ai privati di ben 150 – 300 milioni di euro all’anno.

 

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