PETIZIONE CHIUSA

No al Commissariamento dell’Agenzia Conservatoria delle coste della Sardegna

Questa petizione aveva 1.511 sostenitori


Giovedì 12 giugno la Giunta Regionale Sarda ha deciso di commissariare l’agenzia Conservatoria delle coste della Sardegnaal fine, come si apprende dalla stampa, di trasferire le sue funzioni all’interno di un assessorato della Regione.

Tale decisione, operata nell’ambito della più generale “spending review”, appare ingiustificata considerato che la Conservatoria delle coste è un ente sano, non in perdita e capace di risparmiare investire al meglio il denaro pubblico, come si evince dagli stessi rapporti ufficiali sul suo funzionamento resi pubblici sul suo sito istituzionale. L’efficienza economica e gestionale dell’Agenzia, esempio unico in Italia, e la sua capacità di attrarre finanziamenti per la Sardegna, dimostrano concretamente la validità di investire nelle politiche ambientali per creare uno sviluppo realmente sostenibile.

In questi anni la Conservatoria delle coste ha rappresentato uno strumento concreto di supporto agli enti locali per l’applicazione delle politiche regionali di tutela e di gestione integrata delle zone costiere della Sardegna. Uno strumento innovativo al quale s’ispirano tutte le altre regioni italiane costiere.

E’ sufficiente analizzare il processo virtuoso avviato dalla Conservatoria delle coste per lo sviluppo sostenibile dell’isola dell’Asinara, in applicazione della Deliberazione della Giunta Regionale del Dicembre 2008, per comprendere l’utilità di uno strumento come l’agenzia capace di coordinare competenze diversificate come le azioni di tutela e valorizzazione con la disponibilità diretta dei beni del patrimonio regionale affermando lo stesso ruolo istituzionale della Regione Sardegna in un’isola per oltre un secolo di proprietà dello Stato.

Che fine farà, ci si chiede, il patrimonio costiero affidato alla gestione dell’Agenzia? Oltre 6.000 ettari – soprattutto sui litorali di Alghero, Muravera, Buggerru, Castiadas – ritorneranno, infatti, nella disponibilità delle strutture regionali “ordinarie”, portando di fatto le lancette dell’orologio indietro di 10 anni, quando le coste della Sardegna venivano gestite in maniera settoriale.

Dopo decenni e a volte secoli di abbandono di molti beni storici del territorio regionale, la Conservatoria delle coste, grazie alle sue competenze integrate e uniche in tutta Italia, ha riportato l’attenzione sul patrimonio delle torri costiere, dei fari e delle stazioni semaforiche, iniziando il difficile restauro di molti manufatti e riportando questi beni culturali a un uso pubblico. In assenza di risorse pubbliche per la loro tutela, la Conservatoria, gestendo direttamente il patrimonio regionale, ha dimostrato che esiste un modello alternativo ed efficace di gestione di questi beni rappresentando uno strumento concreto di supporto agli enti locali per l’applicazione delle politiche regionali di tutela e di gestione integrata delle zone costiere della Sardegna. Tale modello è stato interamente ispirato dalle linee guida contenute nel documento “Fascia costiera come bene strategico comune della Sardegna” redatto dal primo Comitato Scientifico dell’Agenzia l’11 febbraio del 2009.

Molte associazioni ambientaliste ma anche rappresentanti istituzionali auspicano e anzi prospettano l’adozione a livello nazionale del modello della Conservatoria delle coste della Regione Sardegna, che sinora ha ricevuto il plauso delle maggiori istituzioni che operano nel settore come il Piano d’Azione del Mediterraneo del Programma per l'ambiente delle Nazioni Unite (UNEP MAP).

Con questo nostro appello chiediamo al Presidente della Regione Sarda on.le Francesco Pigliaru un ragionevole ripensamento sulla decisione ad oggi adottata, affinché sia revocata la decisione di commissariare l’Agenzia, auspicando che l’esperienza maturata e il lavoro della Conservatoria delle coste, possano proseguire naturalmente continuando a rappresentare una buona pratica di tutela e gestione integrata delle zone costiere per la Sardegna e per il resto dell’Italia.

 

I Primi Firmatari

 

Ermete Realacci, Presidente Commissione Ambiente Camera dei Deputati

 

Fulco Pratesi, Fondatore e Presidente Onorario WWF Italia

 

Fabio Renzi, Segretario Generale Fondazione Symbola

 

Rosalba Giugni, Presidente Marevivo

 

Carmen Di Penta, Direttore Generale Marevivo

 

Francesco Ferrante, Vice Presidente Kyoto Club

 

Sergio Andreis, Direttore Kyoto Club

 

Paolo Fresu, Musicista

 

Marcello Fois, Scrittore

 

Elena Ledda, Musicista

 

Massimo Carlotto, Scrittore

 

Dacia Maraini, Scrittrice

 

Marco Fratoddi, Direttore La Nuova Ecologia, mensile di Legambiente

 

Roberto Tortoli, Presidente Mareamico

 

Annalisa Corrado, Portavoce Green Italia

 

Roberto Della Seta, Promotore Green Italia

 

Enrico Fontana, Coordinatore Nazionale Associazione LIBERA

 

Giovanni Cordini, Presidente Giuristi dell’Ambiente

 

Stefano Deliperi, Presidente Gruppo di Intervento Giuridico, Amici della Terra

 

Daniela Ducato, Imprenditrice Bioedilizia

 

Gianni Massa, Consiglio Nazionale Ordine degli Ingegneri

 

Nicolò Fenu, Presidente SARDARCH.

 

Giuseppe Melis, Docente Università di Cagliari

 

Alberto Pratesi, Docente Università Roma 3

 

Enzo Patierno, Osservatorio Comunicazione Ambientale Università La Sapienza Roma

 

Giampiero Farru, Presidente CSV Sardegna Solidale

 

Graziano Bullegas, Presidente Italia Nostra Sardegna

 

Ignazio Garau, Presidente Associazione Nazionale Città del Bio

 

Riccardo Porta, Presidente Associazione Nazionale La Casa Verde CO2.0

 

Nicoletta Selis, Delegato Regionale WWF Italia

 

Stefania Rossini, Presidente Donne Ambiente Italia

 

Maria Laura Terribilini, Presidenza Donne Italiane Ambientaliste

 

Monica Saba, Vice Presidente Sardegna Impresa Donna Coldiretti

 

Vincenzo Migaleddu, Associazione Medici per l’Ambiente

 

Daniela Addis, Coordinatrice Nazionale CAMP Italia

 

Chicco Porcu, Presidente Forum per la Green Economy PD

 

Mauro Coni, Docente Università di Cagliari

 

Umberto Oppus, Direttore Anci Sardegna

 

Antonio Vigo, Sindaco Calasetta

 

Mario Corongiu, Sindaco di Sant’Antioco

 

Silvano Farris, Sindaco di Buggerru

 

Antonio Diana, Sindaco di Stintino

 

Beniamino Scarpa, Sindaco di Porto Torres

 

Franco Cuccureddu, Sindaco di Castelsardo

 

Angelo Comiti, Sindaco di La Maddalena

 

Francesco Atzori, Sindaco di Arbus

 

Andrea Loche, Sindaco di Cuglieri

 

Ivo Melis, Sindaco di Masainas

 

Concetta Spada, Sindaco di Domus de Maria

 

Quintino Sollai, Sindaco di Castiadas

 

Giuseppe Onufrio, Direttore Greenpeace Italia

 

Antonio Ferro, Imprenditore Comunicazione Ambientale

 

GiorgioVargiu,Presidente Adiconsum Sardegna

 

Luciana Mele, Comitato Terra che ci Appartiene – Gonnosfanadiga

 

Oscar Ruggeri, Imprenditore

 

Sandro Roggio, Architetto

 

Giuseppe Vallifuoco, Architetto

 

Pietro Porcedda, Comitato S'Arrieddu per Narbolia

 

Riccardo Chiozzi, Comitato Acqua Bene Comune di Planargia e Montiferro 

 

Marcello Saba, Associazione Pontis

 

Laura Cadeddu, Comitato Guspini No Megacentrali

 

Giorgio Rossi, Presidente Lega Navale di Cagliari

 

Antonello Spanu, Comitato per il No al Terrmodinamico – Cossoine

 



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