

NON SPRECHIAMO IL MERITO: SCORRIMENTO DELLE GRADUATORIE CNR PER I RICERCATORI E TECNOLOGI


NON SPRECHIAMO IL MERITO: SCORRIMENTO DELLE GRADUATORIE CNR PER I RICERCATORI E TECNOLOGI
Il problema
Ci rivolgiamo ai cittadini, al mondo della ricerca e alle istituzioni con un appello urgente e importante. Nel 2023, al Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), circa 1.500 ricercatori e tecnologi hanno partecipato a una procedura interna di avanzamento di carriera (ex art. 15 CCNL Ricerca) e pur superando la soglia prevista dal bando per essere inseriti in graduatoria di merito, nessuno di loro è stato promosso effettivamente a causa della mancanza di fondi dedicati: un intero gruppo di professionisti qualificati è rimasto bloccato, in un limbo amministrativo, nonostante abbia dimostrato sul campo di meritare il passaggio di livello oltre a svolgere già le attività per le quali è stato giudicato. Questa situazione ha creato profonda frustrazione e demotivazione in personale altamente specializzato, che vede il proprio impegno e merito non riconosciuti per ragioni puramente finanziarie.
UN PRECEDENTE POSITIVO: NEL 2020 LA GRADUATORIA FU UTILIZZATA INTERAMENTE
Questa mancanza di equità non è senza precedenti, ma sappiamo che può essere risolta. Già nel 2020, in una situazione analoga, il CNR si è trovato con molti idonei non promossi per carenza di fondi. Allora, grazie a un intervento straordinario, le graduatorie furono completamente scorse, ovvero tutti gli idonei di quella tornata furono infine promossi [1]. Si trattò di un risultato storico, mai ottenuto prima, che ha valorizzato centinaia di ricercatori e tecnologi riconoscendone il merito[3]. Questo precedente dimostra che, quando c’è la volontà politica e istituzionale, valorizzare tutto il personale meritevole è possibile: la comunità scientifica ne ha beneficiato e il principio di equità è stato rispettato. Oggi chiediamo di ripetere quello sforzo e dare anche ai 1.500 ricercatori e tecnologia del 2023 ciò che hanno ottenuto superando regolarmente la selezione [4].
UN INVESTIMENTO SOSTENIBILE: CIRCA 20 MILIONI DI EURO (CIRCA IL 2.8% DEL BUDGET DEL PERSONALE CNR)
Finanziare la promozione di questi 1.500 addetti alla ricerca non richiede cifre astronomiche. Si stima in circa 20 milioni di euro il costo complessivo per “scorrere” completamente le graduatorie del concorso interno 2023, promuovendo tutti gli idonei. Per dare un’idea, 20 milioni rappresentano approssimativamente circa il 2.8% del fondo annuale per il personale del CNR, stimato intorno ai circa 700 milioni di euro [2]. Stiamo parlando di un piccolo sforzo finanziario, ma di un enorme ritorno in termini di giustizia e valorizzazione del capitale umano. Investire in questi ricercatori e tecnologi significa investire nel futuro della ricerca italiana: significa motivare chi ogni giorno produce innovazione e conoscenza, e rafforzare il principale ente pubblico di ricerca del Paese con personale finalmente inquadrato nel ruolo che merita. È un investimento sostenibile e doveroso, che il bilancio dello Stato può assorbire senza difficoltà, a fronte di benefici decisivi per la comunità scientifica.
SENZA INTERVENTO IMMEDIATO: ANNI DI ATTESA E SPRECO DI TALENTO
Se non si interverrà per promuovere ora gli idonei del 2023, le prospettive per questi 1.500 professionisti saranno desolanti. In pratica, non avranno alcuna reale opportunità di avanzamento per diversi anni. Le future selezioni interne, qualora ci siano, saranno limitate a pochissimi posti e altamente concorrenziali, lasciando la stragrande maggioranza di questi idonei ancora una volta esclusa. Ciò significa condannare una generazione di ricercatori e tecnologi a restare bloccata nel proprio ruolo attuale a tempo indeterminato, non per mancanza di merito, ma per mere contingenze finanziarie e burocratiche. Questo scenario non è solo una condizione iniqua guadagnato sul campo verso chi ha già superato prove selettive con successo, ma rappresenta anche uno spreco di talento e risorse umane per il Paese. Lasciare queste energie inespresse significa perdere opportunità di progresso scientifico, perché personale demotivato o costretto a cercare altrove riconoscimento e avanzamento è un danno per l’intero sistema della ricerca. L’Italia non può permettersi di formare e selezionare eccellenze per poi relegarle in un angolo, sminuendo il valore del loro contributo.
COSA CHIEDIAMO: VALORIZZARE SUBITO GLI IDONEI NELLA PROSSIMA LEGGE DI BILANCIO
Chiediamo al Governo e al Parlamento un intervento immediato e risolutivo. È indispensabile finanziare subito lo scorrimento completo delle graduatorie del concorso interno art. 15 del CNR (2023), trovando circa il 2,8% del budget e inserendo la misura nella prossima Legge di Bilancio. Solo così i 1.500 ricercatori e tecnologi idonei potranno finalmente ottenere la promozione che hanno guadagnato sul campo, senza ulteriori rinvii. Si tratta di restituire dignità e fiducia a chi ogni giorno contribuisce al progresso scientifico nazionale. È una scelta di equità e buon senso: con un modesto stanziamento, le istituzioni possono correggere un’ingiustizia palese, motivare il personale di ricerca e al tempo stesso rafforzare il CNR nel suo ruolo strategico.
Facciamo appello alla sensibilità delle forze politiche e delle istituzioni: non lasciamo che 1.500 talenti restino bloccati. Sostenere questa causa significa credere nella ricerca e nel merito. Invitiamo tutti i cittadini, i colleghi e i sostenitori della ricerca a firmare questa petizione, affinché il nostro messaggio giunga forte e chiaro a chi decide sul bilancio dello Stato. Investire nelle persone che fanno ricerca oggi è costruire l’Italia di domani. Ridiamo speranza e prospettiva a questi ricercatori e tecnologi: il loro avanzamento è un atto di giustizia, un beneficio per la comunità scientifica e un investimento sul futuro del Paese.
________________________________________
Approfondimenti:
[1] In che campo gioca il sindacato?
https://www.articolo33.it/index.php/campagne/44-articolo15/297-art-15-sindacato-tafazzi
[2] CNR: Comunicato al personale | UIL RUA
https://www.uilrua.it/ricerca-universita-afam/ricerca/enti-pubblici-di-ricerca/cnr/cnr-comunicato-al-personale-191/
[3] USB Scorrimento completo Artt. 15, 53, 54 e 22 | blog.imm.cnr.it https://share.google/wL0NcxEgoJXlGF8iE
[4]CNR. Valorizzazione del personale: facciamo chiarezza CGCL https://share.google/TqkfSkQ4uwxYMZMHh

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Il problema
Ci rivolgiamo ai cittadini, al mondo della ricerca e alle istituzioni con un appello urgente e importante. Nel 2023, al Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), circa 1.500 ricercatori e tecnologi hanno partecipato a una procedura interna di avanzamento di carriera (ex art. 15 CCNL Ricerca) e pur superando la soglia prevista dal bando per essere inseriti in graduatoria di merito, nessuno di loro è stato promosso effettivamente a causa della mancanza di fondi dedicati: un intero gruppo di professionisti qualificati è rimasto bloccato, in un limbo amministrativo, nonostante abbia dimostrato sul campo di meritare il passaggio di livello oltre a svolgere già le attività per le quali è stato giudicato. Questa situazione ha creato profonda frustrazione e demotivazione in personale altamente specializzato, che vede il proprio impegno e merito non riconosciuti per ragioni puramente finanziarie.
UN PRECEDENTE POSITIVO: NEL 2020 LA GRADUATORIA FU UTILIZZATA INTERAMENTE
Questa mancanza di equità non è senza precedenti, ma sappiamo che può essere risolta. Già nel 2020, in una situazione analoga, il CNR si è trovato con molti idonei non promossi per carenza di fondi. Allora, grazie a un intervento straordinario, le graduatorie furono completamente scorse, ovvero tutti gli idonei di quella tornata furono infine promossi [1]. Si trattò di un risultato storico, mai ottenuto prima, che ha valorizzato centinaia di ricercatori e tecnologi riconoscendone il merito[3]. Questo precedente dimostra che, quando c’è la volontà politica e istituzionale, valorizzare tutto il personale meritevole è possibile: la comunità scientifica ne ha beneficiato e il principio di equità è stato rispettato. Oggi chiediamo di ripetere quello sforzo e dare anche ai 1.500 ricercatori e tecnologia del 2023 ciò che hanno ottenuto superando regolarmente la selezione [4].
UN INVESTIMENTO SOSTENIBILE: CIRCA 20 MILIONI DI EURO (CIRCA IL 2.8% DEL BUDGET DEL PERSONALE CNR)
Finanziare la promozione di questi 1.500 addetti alla ricerca non richiede cifre astronomiche. Si stima in circa 20 milioni di euro il costo complessivo per “scorrere” completamente le graduatorie del concorso interno 2023, promuovendo tutti gli idonei. Per dare un’idea, 20 milioni rappresentano approssimativamente circa il 2.8% del fondo annuale per il personale del CNR, stimato intorno ai circa 700 milioni di euro [2]. Stiamo parlando di un piccolo sforzo finanziario, ma di un enorme ritorno in termini di giustizia e valorizzazione del capitale umano. Investire in questi ricercatori e tecnologi significa investire nel futuro della ricerca italiana: significa motivare chi ogni giorno produce innovazione e conoscenza, e rafforzare il principale ente pubblico di ricerca del Paese con personale finalmente inquadrato nel ruolo che merita. È un investimento sostenibile e doveroso, che il bilancio dello Stato può assorbire senza difficoltà, a fronte di benefici decisivi per la comunità scientifica.
SENZA INTERVENTO IMMEDIATO: ANNI DI ATTESA E SPRECO DI TALENTO
Se non si interverrà per promuovere ora gli idonei del 2023, le prospettive per questi 1.500 professionisti saranno desolanti. In pratica, non avranno alcuna reale opportunità di avanzamento per diversi anni. Le future selezioni interne, qualora ci siano, saranno limitate a pochissimi posti e altamente concorrenziali, lasciando la stragrande maggioranza di questi idonei ancora una volta esclusa. Ciò significa condannare una generazione di ricercatori e tecnologi a restare bloccata nel proprio ruolo attuale a tempo indeterminato, non per mancanza di merito, ma per mere contingenze finanziarie e burocratiche. Questo scenario non è solo una condizione iniqua guadagnato sul campo verso chi ha già superato prove selettive con successo, ma rappresenta anche uno spreco di talento e risorse umane per il Paese. Lasciare queste energie inespresse significa perdere opportunità di progresso scientifico, perché personale demotivato o costretto a cercare altrove riconoscimento e avanzamento è un danno per l’intero sistema della ricerca. L’Italia non può permettersi di formare e selezionare eccellenze per poi relegarle in un angolo, sminuendo il valore del loro contributo.
COSA CHIEDIAMO: VALORIZZARE SUBITO GLI IDONEI NELLA PROSSIMA LEGGE DI BILANCIO
Chiediamo al Governo e al Parlamento un intervento immediato e risolutivo. È indispensabile finanziare subito lo scorrimento completo delle graduatorie del concorso interno art. 15 del CNR (2023), trovando circa il 2,8% del budget e inserendo la misura nella prossima Legge di Bilancio. Solo così i 1.500 ricercatori e tecnologi idonei potranno finalmente ottenere la promozione che hanno guadagnato sul campo, senza ulteriori rinvii. Si tratta di restituire dignità e fiducia a chi ogni giorno contribuisce al progresso scientifico nazionale. È una scelta di equità e buon senso: con un modesto stanziamento, le istituzioni possono correggere un’ingiustizia palese, motivare il personale di ricerca e al tempo stesso rafforzare il CNR nel suo ruolo strategico.
Facciamo appello alla sensibilità delle forze politiche e delle istituzioni: non lasciamo che 1.500 talenti restino bloccati. Sostenere questa causa significa credere nella ricerca e nel merito. Invitiamo tutti i cittadini, i colleghi e i sostenitori della ricerca a firmare questa petizione, affinché il nostro messaggio giunga forte e chiaro a chi decide sul bilancio dello Stato. Investire nelle persone che fanno ricerca oggi è costruire l’Italia di domani. Ridiamo speranza e prospettiva a questi ricercatori e tecnologi: il loro avanzamento è un atto di giustizia, un beneficio per la comunità scientifica e un investimento sul futuro del Paese.
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Approfondimenti:
[1] In che campo gioca il sindacato?
https://www.articolo33.it/index.php/campagne/44-articolo15/297-art-15-sindacato-tafazzi
[2] CNR: Comunicato al personale | UIL RUA
https://www.uilrua.it/ricerca-universita-afam/ricerca/enti-pubblici-di-ricerca/cnr/cnr-comunicato-al-personale-191/
[3] USB Scorrimento completo Artt. 15, 53, 54 e 22 | blog.imm.cnr.it https://share.google/wL0NcxEgoJXlGF8iE
[4]CNR. Valorizzazione del personale: facciamo chiarezza CGCL https://share.google/TqkfSkQ4uwxYMZMHh

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Petizione creata in data 14 settembre 2025