

NON FIRMATE LA CONVENZIONE FIDAL - Basta col doppio tesseramento: sport libero e per tutti
Il problema
Agli Enti di Promozione Sportiva (EPS) che operano nel campo dell'atletica leggera.
Il 31/03/24 sono scadute le convenzioni-capestro tra Fidal e EPS, quelle convenzioni che, grazie all'abolizione della "reciprocità" (la possibilità di partecipare a qualunque gara, EPS o Fidal che fosse, da parte di qualunque atleta, tesserato EPS o Fidal che fosse) in favore del "doppio tesseramento" (che non permette più agli atleti EPS di partecipare a gare Fidal come maratona, mezza maratona, 10k, 5k, a meno di sottoscrivere una Runcard-EPS, quale "permesso a competere") e grazie all'introduzione della Runcard per tentare di irreggimentare la grande massa dei cosiddetti "atleti liberi" sotto l'unico ombrello della federazione, stanno uccidendo il podismo amatoriale (riduzione delle gare, sempre più difficili da organizzare, in un dilagante delirio burocratico; progressiva diminuzione dei partecipanti; ostacoli che scoraggiano la partecipazione degli atleti, etc.), peraltro condannando anche ad una progressiva irrilevanza gli stessi EPS i quali, attraverso il pesante drenaggio di tesserati verso la Fidal verificatosi grazie alle convenzioni degli ultimi anni, stanno perdendo il grande patrimonio di esperienza e di presenza territoriale faticosamente costruito nel tempo.
Ma la questione non è solo formale. Questa strategia, che isola sempre di più l'Italia nel panorama internazionale dello sport amatoriale (ricordiamo che in tutti gli altri paesi del mondo si partecipa a qualunque gara podistica amatoriale, di qualunque livello, senza possedere alcun permesso, alcuna tessera, alcun certificato, alcuna assicurazione sulla vita), di fatto ostacola la diffusione della pratica sportiva tra la popolazione: scoraggia chi si affaccia al mondo delle gare, scoraggia gli organizzatori, fa aumentare i costi per praticare sport tradizionalmente "poveri" come il podismo, etc.
Tornare ad uno sport libero e per tutti (come anche in Italia è stato fino a una trentina d'anni fa), che torni ad essere un fondamentale presidio di salute per la popolazione, non è facile, sono parecchi i paletti e le resistenze da rimuovere, ma un piccolo passo in questa direzione può essere costituito da un primo atto di coraggio da parte degli EPS.
Per questo chiediamo agli EPS di non firmare alcuna convenzione con la Fidal o, qualora già firmata, di recedere nei modi previsti (cosa che non mette in discussione l'appartenenza dell'EPS al registro del CONI ed i benefici che ciò comporta) e, come Enti di Promozione, mettersi d'accordo nell'organizzare tutte le gare senza la Fidal (che, lo ricordiamo, è un ente di diritto privato e come tale non ha alcuna autorità se non sui propri associati), gare regolarmente competitive e su qualunque distanza (perché non c'è legge che lo vieti) e rigorosamente "open", cioè aperte a tutti i possessori dei due unici requisiti di legge: il certificato medico e l'assicurazione (la quale viene stipulata nell'ambito di qualunque tesseramento, EPS o Fidal che sia). E questo almeno fino a quando non verrà ripristinata la piena “reciprocità” dei tesseramenti, come era prima delle attuali convenzioni.
Si tratta di un atto di coraggio, difficile da fare, lo sappiamo. Ma dobbiamo farlo e subito. Perché se non sono anche le strutture sociali spontanee, espressione "dal basso" della società civile, come gli EPS, ad impegnarsi in questa battaglia, scrivere in Costituzione che "la Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme" (art. 33) rimarrà sempre e solo un vuoto auspicio.
Sport Libero e Per Tutti è un blog: https://sportliberoepertutti.altervista.org/

Il problema
Agli Enti di Promozione Sportiva (EPS) che operano nel campo dell'atletica leggera.
Il 31/03/24 sono scadute le convenzioni-capestro tra Fidal e EPS, quelle convenzioni che, grazie all'abolizione della "reciprocità" (la possibilità di partecipare a qualunque gara, EPS o Fidal che fosse, da parte di qualunque atleta, tesserato EPS o Fidal che fosse) in favore del "doppio tesseramento" (che non permette più agli atleti EPS di partecipare a gare Fidal come maratona, mezza maratona, 10k, 5k, a meno di sottoscrivere una Runcard-EPS, quale "permesso a competere") e grazie all'introduzione della Runcard per tentare di irreggimentare la grande massa dei cosiddetti "atleti liberi" sotto l'unico ombrello della federazione, stanno uccidendo il podismo amatoriale (riduzione delle gare, sempre più difficili da organizzare, in un dilagante delirio burocratico; progressiva diminuzione dei partecipanti; ostacoli che scoraggiano la partecipazione degli atleti, etc.), peraltro condannando anche ad una progressiva irrilevanza gli stessi EPS i quali, attraverso il pesante drenaggio di tesserati verso la Fidal verificatosi grazie alle convenzioni degli ultimi anni, stanno perdendo il grande patrimonio di esperienza e di presenza territoriale faticosamente costruito nel tempo.
Ma la questione non è solo formale. Questa strategia, che isola sempre di più l'Italia nel panorama internazionale dello sport amatoriale (ricordiamo che in tutti gli altri paesi del mondo si partecipa a qualunque gara podistica amatoriale, di qualunque livello, senza possedere alcun permesso, alcuna tessera, alcun certificato, alcuna assicurazione sulla vita), di fatto ostacola la diffusione della pratica sportiva tra la popolazione: scoraggia chi si affaccia al mondo delle gare, scoraggia gli organizzatori, fa aumentare i costi per praticare sport tradizionalmente "poveri" come il podismo, etc.
Tornare ad uno sport libero e per tutti (come anche in Italia è stato fino a una trentina d'anni fa), che torni ad essere un fondamentale presidio di salute per la popolazione, non è facile, sono parecchi i paletti e le resistenze da rimuovere, ma un piccolo passo in questa direzione può essere costituito da un primo atto di coraggio da parte degli EPS.
Per questo chiediamo agli EPS di non firmare alcuna convenzione con la Fidal o, qualora già firmata, di recedere nei modi previsti (cosa che non mette in discussione l'appartenenza dell'EPS al registro del CONI ed i benefici che ciò comporta) e, come Enti di Promozione, mettersi d'accordo nell'organizzare tutte le gare senza la Fidal (che, lo ricordiamo, è un ente di diritto privato e come tale non ha alcuna autorità se non sui propri associati), gare regolarmente competitive e su qualunque distanza (perché non c'è legge che lo vieti) e rigorosamente "open", cioè aperte a tutti i possessori dei due unici requisiti di legge: il certificato medico e l'assicurazione (la quale viene stipulata nell'ambito di qualunque tesseramento, EPS o Fidal che sia). E questo almeno fino a quando non verrà ripristinata la piena “reciprocità” dei tesseramenti, come era prima delle attuali convenzioni.
Si tratta di un atto di coraggio, difficile da fare, lo sappiamo. Ma dobbiamo farlo e subito. Perché se non sono anche le strutture sociali spontanee, espressione "dal basso" della società civile, come gli EPS, ad impegnarsi in questa battaglia, scrivere in Costituzione che "la Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme" (art. 33) rimarrà sempre e solo un vuoto auspicio.
Sport Libero e Per Tutti è un blog: https://sportliberoepertutti.altervista.org/

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Petizione creata in data 24 aprile 2024