Non chiamateci zingari: in Italia è ancora legale discriminarci

Il problema

In Italia e in Europa, parole come zingaro, gipsy, gitano e simili vengono usate quotidianamente con un significato dispregiativo, alimentando stereotipi e discriminazione nei confronti delle comunità rom e sinte. Non solo nella vita quotidiana, ma anche nei media, nei vocabolari, nella politica, nella musica e perfino nei tribunali, questi termini vengono utilizzati senza conseguenze, mentre chi appartiene alla nostra comunità subisce esclusione, pregiudizi e violenze.

Mentre altri gruppi minoritari godono di tutele contro il linguaggio d’odio, rom e sinti continuano a essere bersaglio di insulti e discriminazioni sistemiche. Il razzismo contro di noi è accettato e normalizzato. È tempo di cambiare.

Chiediamo al Parlamento italiano e alle istituzioni europee di:
1. Riconoscere ufficialmente che l’uso di termini dispregiativi contro i rom e i sinti è una forma di incitamento all’odio e discriminazione.
2. Introdurre leggi che vietino l’uso pubblico di questi termini in contesti offensivi o discriminatori, come già avviene per altre minoranze.
3. Prevedere sanzioni per chi usa il linguaggio d’odio contro la nostra comunità nei media, nella politica e nelle istituzioni.

Le parole creano realtà. Se vogliamo una società più giusta e rispettosa, dobbiamo partire dal linguaggio. Firma questa petizione e aiutaci a far sentire la nostra voce.

 

Per saperne di più:

Durante il 1° Congresso Mondiale della popolazione romanì organizzato a Londra nel 1971, dall'8 al 12 aprile si fece un importante dichiarazione:

"I rom/roma, sinti,
calé/kale, manouches, romanichals sono tutti fratelli"
All'unanimità si presero diverse importanti decisioni fra cui:
- rifiuto degli eteronimi zingaro, gypsy, tsigane, zigeuner,
gitano e similari in quanto dispregiativi;
- rivendicazione e adozione dell'etnonimo rom. 

Il termine rom dalla lingua romanì significa letteralmente essere umano.

-I termini sbagliati e dispregiativi in particolare la parola “zingaro” e simili appartengono a noi e alla nostra lunga storia di dolore, in un moto di riappropriazione linguistica dei termini noi possiamo usarli per educare, esorcizzare, rimediare, spiegare e ricordare. Chiamarci con i nostri endonimi è un vero segno di rispetto e dignità che vi chiediamo di supportare e diffondere. 

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Rasid NikolicPromotore della petizione

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In Italia e in Europa, parole come zingaro, gipsy, gitano e simili vengono usate quotidianamente con un significato dispregiativo, alimentando stereotipi e discriminazione nei confronti delle comunità rom e sinte. Non solo nella vita quotidiana, ma anche nei media, nei vocabolari, nella politica, nella musica e perfino nei tribunali, questi termini vengono utilizzati senza conseguenze, mentre chi appartiene alla nostra comunità subisce esclusione, pregiudizi e violenze.

Mentre altri gruppi minoritari godono di tutele contro il linguaggio d’odio, rom e sinti continuano a essere bersaglio di insulti e discriminazioni sistemiche. Il razzismo contro di noi è accettato e normalizzato. È tempo di cambiare.

Chiediamo al Parlamento italiano e alle istituzioni europee di:
1. Riconoscere ufficialmente che l’uso di termini dispregiativi contro i rom e i sinti è una forma di incitamento all’odio e discriminazione.
2. Introdurre leggi che vietino l’uso pubblico di questi termini in contesti offensivi o discriminatori, come già avviene per altre minoranze.
3. Prevedere sanzioni per chi usa il linguaggio d’odio contro la nostra comunità nei media, nella politica e nelle istituzioni.

Le parole creano realtà. Se vogliamo una società più giusta e rispettosa, dobbiamo partire dal linguaggio. Firma questa petizione e aiutaci a far sentire la nostra voce.

 

Per saperne di più:

Durante il 1° Congresso Mondiale della popolazione romanì organizzato a Londra nel 1971, dall'8 al 12 aprile si fece un importante dichiarazione:

"I rom/roma, sinti,
calé/kale, manouches, romanichals sono tutti fratelli"
All'unanimità si presero diverse importanti decisioni fra cui:
- rifiuto degli eteronimi zingaro, gypsy, tsigane, zigeuner,
gitano e similari in quanto dispregiativi;
- rivendicazione e adozione dell'etnonimo rom. 

Il termine rom dalla lingua romanì significa letteralmente essere umano.

-I termini sbagliati e dispregiativi in particolare la parola “zingaro” e simili appartengono a noi e alla nostra lunga storia di dolore, in un moto di riappropriazione linguistica dei termini noi possiamo usarli per educare, esorcizzare, rimediare, spiegare e ricordare. Chiamarci con i nostri endonimi è un vero segno di rispetto e dignità che vi chiediamo di supportare e diffondere. 

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Petizione creata in data 15 marzo 2025