

NOI POSSIAMO RESTARE UMANI NEL MONDO DIGITALE


NOI POSSIAMO RESTARE UMANI NEL MONDO DIGITALE
Il problema
- Io penso, dunque posso
Promuoviamo la consapevolezza dello sviluppo fondato sulla potenza del pensiero, che non può essere subordinato alla tecnologia: prima di dire, di digitare pensiamo a cosa vogliamo esprimere, produrre, fare. A chi vogliamo essere. È l’essere umano che deve dirigere la tecnologia: non è scontato, è una conquista quotidiana che chiede consapevolezza, curiosità, capacità di porsi domande, di stupirsi, di impegnarsi. A partire dai bambini. - Noi siamo relazione
Favoriamo relazioni autentiche tra bambini, genitori e scuola dove i bambini tornino, in un percorso educativo volto alla costruzione di capacità di ragionamento critico, a sentirsi osservati e accolti, in una formazione non fondata soltanto sulle performance. - L’educazione digitale non è un Cosa, ma un Come.
Insegniamo ai bambini Come pensare digitale, ben prima di Cosa fare con il digitale. - La tecnologia non è neutra: l’AI deve essere un’estensione cognitiva, non una delega
La tecnologia non è mai neutra: produce sempre effetti e reazioni. L’AI in particolare è un meraviglioso strumento in continua evoluzione che dobbiamo imparare a conoscere e utilizzare per espandere le nostre capacità cognitive, non qualcosa a cui delegare i nostri pensieri, le nostre scelte, la nostra vita. - L’errore è un’opportunità di crescita e apprendimento.
Siamo esseri umani e possiamo sbagliare e proprio nell’errore troviamo l’opportunità di apprendere come processo di crescita. - Senza amore non c’è futuro
L’amore non è un sentimento, è una scelta: volere il bene dell’altro anche quando costa, restare quando sarebbe più facile andarsene. Si ama solo ciò che si può perdere — e questo nessuna macchina lo sa. L’empatia si impara, le emozioni si riconoscono. L’amore no. I bambini imparano ad amare perché vengono amati: non è una tecnica educativa, è la condizione di ogni educazione. - Tutto e subito non fa bene: abbiamo una responsabilità verso le nuove generazioni
Crescere è un percorso complicato che deve passare anche attraverso la frustrazione, le cadute e il mettersi alla prova. La gratificazione immediata è una cattiva maestra. In un tempo digitale dilatato e attrattivo, in cui tutto appare possibile sempre e subito, recuperiamo il senso profondo della parola responsabilità. Come adulti, educatori, genitori, professionisti lo dobbiamo loro.Possiamo restare umani.
In questo mondo iperconnesso e pochissimo in ascolto, ridiamo voce alla nostra coscienza, intesa come piena consapevolezza di noi stessi, del mondo che ci circonda e della nostra interiorità. Ritroviamo il senso e la direzione nel gioco più bello di tutti, quello della vita.
Gennaro CoppolaPromotore della petizione
376
Raggiungiamo 500 firme!
Il problema
- Io penso, dunque posso
Promuoviamo la consapevolezza dello sviluppo fondato sulla potenza del pensiero, che non può essere subordinato alla tecnologia: prima di dire, di digitare pensiamo a cosa vogliamo esprimere, produrre, fare. A chi vogliamo essere. È l’essere umano che deve dirigere la tecnologia: non è scontato, è una conquista quotidiana che chiede consapevolezza, curiosità, capacità di porsi domande, di stupirsi, di impegnarsi. A partire dai bambini. - Noi siamo relazione
Favoriamo relazioni autentiche tra bambini, genitori e scuola dove i bambini tornino, in un percorso educativo volto alla costruzione di capacità di ragionamento critico, a sentirsi osservati e accolti, in una formazione non fondata soltanto sulle performance. - L’educazione digitale non è un Cosa, ma un Come.
Insegniamo ai bambini Come pensare digitale, ben prima di Cosa fare con il digitale. - La tecnologia non è neutra: l’AI deve essere un’estensione cognitiva, non una delega
La tecnologia non è mai neutra: produce sempre effetti e reazioni. L’AI in particolare è un meraviglioso strumento in continua evoluzione che dobbiamo imparare a conoscere e utilizzare per espandere le nostre capacità cognitive, non qualcosa a cui delegare i nostri pensieri, le nostre scelte, la nostra vita. - L’errore è un’opportunità di crescita e apprendimento.
Siamo esseri umani e possiamo sbagliare e proprio nell’errore troviamo l’opportunità di apprendere come processo di crescita. - Senza amore non c’è futuro
L’amore non è un sentimento, è una scelta: volere il bene dell’altro anche quando costa, restare quando sarebbe più facile andarsene. Si ama solo ciò che si può perdere — e questo nessuna macchina lo sa. L’empatia si impara, le emozioni si riconoscono. L’amore no. I bambini imparano ad amare perché vengono amati: non è una tecnica educativa, è la condizione di ogni educazione. - Tutto e subito non fa bene: abbiamo una responsabilità verso le nuove generazioni
Crescere è un percorso complicato che deve passare anche attraverso la frustrazione, le cadute e il mettersi alla prova. La gratificazione immediata è una cattiva maestra. In un tempo digitale dilatato e attrattivo, in cui tutto appare possibile sempre e subito, recuperiamo il senso profondo della parola responsabilità. Come adulti, educatori, genitori, professionisti lo dobbiamo loro.Possiamo restare umani.
In questo mondo iperconnesso e pochissimo in ascolto, ridiamo voce alla nostra coscienza, intesa come piena consapevolezza di noi stessi, del mondo che ci circonda e della nostra interiorità. Ritroviamo il senso e la direzione nel gioco più bello di tutti, quello della vita.
Gennaro CoppolaPromotore della petizione
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Petizione creata in data 4 maggio 2026